Bling Ring. Un film di Sofia Coppola

Un bottino di oltre 3 milioni di dollari e vittime “eccellenti” come Paris Hilton, Lindsay Lohan e celebrità assortite della Young Hollywood. Mente, basista e complici in età da liceo che programmavano colpi nel doposcuola, scegliendo strategicamente on line le case da “visitare” grazie ai social network e ai siti delle star che ne localizzano gli spostamenti. Una gang di ragazzini della Valley soprannominata Bling Ring (“banda del ninnolo” vista la loro predisposizione a trafugare gioielli e costosissima bigiotteria) che ha ripulito le lussuose dimore di attori famosi e che, pur nella sua breve “carriera”, è diventata a sua volta nota come i malcapitati finiti nel suo mirino. L’articolo (ora diventato un libro) di Nancy Joe Sales, giornalista di Vanity Fair e l’unica ad aver intervistato i componenti della banda, ha dato un nome, un volto e soprattutto una storia a ciascuno di loro catapultandoli nel rutilante ed effimero mondo di quella popolarità “mordi e fuggi” che fu fonte di “ispirazione” dei numerosi furti che misero a segno.
Sognare di essere celebri e diventare celeberrimi. Così per Nicki, Mark, Rebecca, Chloe e Sam, ossessionati dalla fama degli attori hollywoodiani e, soprattutto, dal loro look griffato e glamour, è stato facile passare da una fantasia alla realtà, vestendo (letteralmente) i panni dei loro idoli di carta patinata.

Sofia Coppola che aveva già saputo sapientemente maneggiare la fragile materia dell’adolescenza, nonché raccontare lo sgomento del vuoto si è sentita particolarmente attratta dalla singolare vicenda di questi ladri sui generis, spinti a rubare solo dall’irrefrenabile desiderio di somigliare ai divi del momento e ne ha realizzato un film che non ha alcun intento edificante, che non giudica, né critica ma (fin troppo) semplicemente racconta le scorribande di questi ladri in erba fondamentalmente inconsapevoli della gravità del gesto, assorbiti dal nulla come personaggi un po’ storditi di una deprimente sit-com del fatuo.
Nel suo essere multiforme il vuoto può prendere le sembianze di un’icona di stile, albergare in un guardaroba grande quanto un appartamento, tintinnare come i charms di un bracciale di Chanel o camminare su tacco 15 di un decolleté Christian Louboutin. Perdersi, quindi, in un groviglio di sete e paillettes, riflettersi sulla superficie lucida di una borsa di vernice è per questa “glam-gang” un modo di appagarsi, un’affermazione dell’essere che non ha nulla a che fare con il quanto con un divenire/apparire attraverso un (tra)vestimento costosissimo e firmato.

La Coppola segue i suoi protagonisti nelle case delle celebrità (ha girato realmente nella villa della Hilton) mentre, quasi in preda ad un’eccitazione orgiastica, fanno man bassa di vestiti e preziosi e, nella reiterazione dei furti, tenta di esprimere l’avvitarsi di questa invisibile spirale del vacuo che risucchia ogni forma di consapevolezza, rendendo futili sensi e sentimenti. Fin troppo ovvio, però, fare di ciò il cosiddetto “spaccato giovanile” e la regista americana è un’artista troppo intelligente e raffinata per limitarsi a cercare il vuoto in fondo ad un armadio.
Tuttavia, il suo sguardo vivido, che ha saputo immortalare i personaggi in ritratti struggenti e nel contempo straordinariamente realistici, qui sembra smarrirsi in un’asettica visuale che si limita alla mera cronaca come se nella semplice “registrazione” degli eventi, nell’intento (giusto) di sottrarsi ad ogni giudizio, si fermasse alla superficie rischiando che la narrazione acritica si “macchi” di banale. Bling Ring diviene così un film che pigramente si adagia sulla parte esterna dei fatti e, pur curandone registicamente l’aspetto, cerca di andar oltre la facciata senza per questo riuscire ad essere incisiva o coinvolgente, senza rompere davvero, provocando un rumore autentico al di là della risonanza più ovvia, quel “vaso vuoto” che, a detta del Bardo, “rende il suono più ampio”.

© CultFrame 09/2013

 

TRAMA
Los Angeles, oggi. Ossessionati dalla vita e dal look delle celebrità, un gruppo di ragazzini mettono a segno una serie di furti nelle case dei giovani divi di Hollywood. La storia vera di una banda, soprannominata Bling Ring, che rubò, tra abiti, accessori e gioielli, più di 3 milioni di dollari. Il film si ispira ad un articolo, pubblicato nel 2010, di Nancy Jo Sales, giornalista di Vanity Fair, dal titolo “The Suspects Wore Louboutins”.

CREDITI
Titolo: Bling Ring / Titolo originale: Id / Regia: Sofia Coppola / Sceneggiatura: Sofia Coppola / Fotografia: Harris Savides, Christopher Baluvelt / Montaggio: Sarah Flack / Scenografia: Anne Ross / Costumi: Stacey Battat / Interpreti: Israel Broussard, Emma Watson, Taissa FArmiga, Katie Chang, Georgia Rock, Leslie Mann / Produzione: Roman Coppola, Sofia Coppola, Youree Henley / Distribuzione: Lucky Red / Paese: USA, 2012 / Durata: 90 minuti

LINK
CULTFRAME. Somewhere. Un film di Sofia Coppola di Eleonora Saracino
CULTFRAME. Miss Dior Chérie. Spot Dior diretto da Sofia Coppola di Alicia M. Huberman
Sito ufficiale del film Bling Ring di Sofia Coppola

Sito italiano del film Bling Ring di Sofia Coppola
Filmografia di Sofia Coppola
Lucky Red

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