70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

L’aspetto più interessante del programma della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica riguarda un’impostazione curatoriale che per molti versi si avvicina a quella orchestrata da Massimiliano Gioni per quel che concerne la Biennale Arte. Non sappiamo se certe scelte siano state determinate da ciò che proponevano le produzioni cinematografiche internazionali o da una vera e propria “linea espositiva”, sta di fatto, però, che la struttura della Mostra 2013 sembra privilegiare una ricerca che non tenga conto in modo esclusivo di grandi nomi, star e aspetti di particolare richiamo. Certo, i divi hollywoodiani saranno presenti (primo fa tutti George Clooney) ma esaminando la lista delle varie sezioni (Concorso, Fuori Concorso e Orizzonti) è possibile rintracciare novità, “chicche cinematografiche” e sfide propositive che non sempre hanno trovato spazio, nelle passate edizioni, all’interno della Mostra del Cinema.

Ecco alcuni esempi. Una novità è rappresentata dal film della regista teatrale Emma Dante intitolato Via Castellana Bandiera, opera che speriamo possa proporre un’impostazione innovativa e sorprendente. Una “chicca cinematografica” è senza dubbio quello che è stato annunciato come l’ultimo lungometraggio di finzione del regista taiwanese Tsai Ming-liang: Stray Dogs.
Per quanto riguarda le sfide ne citiamo due: l’opera, definita molto dura dal direttore artistico Alberto Barbera, di Philip Gröning The Police Officer’s Wife (durata 175 minuti) e il documentario di Gianfranco Rosi Sacro GRA. Quest’ultimo titolo rappresenta un’iniziativa interessante, ovvero la volontà di inserire in un concorso internazionale di un grande festival come quello veneziano un lungometraggio non di finzione. E oltretutto, nella competizione del lido è stato inserito un altro documentario che farà discutere: The Unknown Known: the Lfe and Times of Donald Rumsfeld di Errol Morris. L’intenzione dichiarata di Barbera è quella di procedere verso l’abbattimento della barriera tra finzione e cinema documentario che, come lo stesso direttore artistico ha detto, è sempre più sottile, se non addirittura inesistente.

Quali altri nomi significativi riserva il concorso? Eccoli: James Franco, Stephen Frears, Terry Gilliam, Amos Gitai e Hayao Miyazaki. E Fuori Concorso? Alfonso Cuarón, Kim Ki-duk, Edgar Reitz, Paul Schrader ed Ettore Scola.

In base a quanto affermato da Alberto Barbera, la selezione del 2013 rispecchia la situazione sociale internazionale: la crisi, la sofferenza sociale, appunto, le problematiche relative alla condizione umana in generale. I cinquantatré film del cartellone ufficiale dovrebbero, quindi, rappresentare un specchio del mondo contemporaneo e certamente forniranno agli spettatori del Lido molti spunti per una riflessione sulla realtà di oggi.

Da notare anche la sezione Venezia Classici che prevede la proiezione di grandi opere della storia del cinema restaurate. Tra queste: La mani sulla città di Francesco Rosi (1963), Paisà di Roberto Rossellini (1946), Vaghe stelle dell’orsa di Luchino Visconti (1965), Furyo di Nagisa Oshima (1983), My Darling Clementine di John Ford (1946) e Sorcerer di William Friedkin (1977).

La 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sarà aperta e chiusa da due opere in 3D: Gravity di Alfonso Cuarón, con George Clooney e Sandra Bullock, e Amazonia di Thierry Ragobert.

Il presidente della giuria del Concorso Venezia 70 sarà Bernardo Bertolucci.

© CultFrame 07/2013

 

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