Il caso Kerenes. Un film di Calin Peter Netzer

Cornelia è una madre possessiva e ambiziosa ma tutto il suo mondo crolla quando, una sera, alla guida di un’auto costosa, suo figlio investe e uccide un ragazzino di un quartiere povero. A partire da questo spunto narrativo, Calin Peter Netzer racconta le profonde fratture che attraversano la società rumena di oggi. Il film mette così a fuoco il cinismo di una borghesia di sessantenni arricchiti e lo smarrimento dei loro figli.
Sullo sfondo di una crudele divisione di classe che porta i ricchi a ignorare e a disumanizzare i cittadini più modesti, dal film emerge soprattutto il conflitto tra genitori e figli: i primi sono voraci, privi di scrupoli, di cultura, dotati di un’inesorabile sete di riscatto mentre i secondi sono oppressi e annichiliti dai primi. “La vostra generazione dovrebbe sparire” dice il figlio alla madre e, in modo significativo, per quasi metà film lui stesso compare solo attraverso le parole della madre. Tutta l’azione è focalizzata su di lei che di fronte all’accaduto cerca con ogni mezzo lecito o illecito di evitare il carcere al figlio, per preservare in fin dei conti il proprio progetto di elevazione sociale.
Accecata dall’idea che il denaro possa tutto, la protagonista ignora sia la tragedia della povera famiglia che ha perso il figlio adolescente sia quella del proprio figlio incapace di crescere e quindi di affrontare la sua colpa. Lo smarrimento di quest’ultimo è anche quello di un paese alla ricerca di una strada, di fondamenta sulle quali costruire la propria identità per il futuro, distratto dagli imperativi del consumo, del benessere materiale. Una folla di oggetti, di marche e di status symbol –  molti dei quali di provenienza italiana (tra cui il ricorrere della canzone “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini), il che dà da pensare – puntellano continuamente la scena per significare il peso ingombrante degli oggetti, del denaro, del consumo, dell’avere nelle vite dei personaggi.

Lo stile registico è quello di un cinema sociale che, camera in spalla o a mano, racconta i drammi del quotidiano in cui viviamo con secchezza ma, a differenza di quanto accade per esempio nel cinema dei fratelli Dardenne o di Cristian Mungiu, qui i dialoghi sono molto presenti e rivestono una funzione importante nella costruzione dei personaggi e nel dipanarsi della storia fino al parossismo finale.

© CultFrame 02/2013 – 06/2013


TRAMA
Le ambizioni di Cornelia, arredatrice ricca e cinica, crollano lentamente a partire dal giorno in cui suoi figlio investe e uccide un ragazzino. La donna fa di tutto per risparmiare la condanna al figlio mettendo in campo il proprio danaro e le proprie amicizie altolocate. Le sue acrobazie nell’attesa che si apra il processo la porteranno però a dover fare i conti con la dura realtà di quanto accaduto.


CREDITI

titolo: Il caso Kerenes / Titolo originale: Pozitia Copilului / Titolo inglese: Child’s Pose / Titolo internazionale: Child’s Pose / Regia: Calin Peter Netzer / Sceneggiatura: Razvan Radulescu, Calin Peter Netzer / Fotografia: Andrei Butica / Montaggio: Dana Lucretia Bunescu / Scenografia:Malina Ionescu / Interpreti: Luminita Gheorghiu, Bogdan Dumitrache, Florin Zamfirescu / Produzione: Parada Film / Distribuzione: Teodora Film / Paese: Romania / Anno: 2012 / Durata:  112 minuti

LINK
Filmografia di Calin Peter Netzer
Berinale – Il sito
Teodora Film

 

2 commenti

  1. Interessante aspetto sociale del rapporto genitori/figli trattato in questo film, che dovrebbe far riflettere molto una generazione intera di genitori molto simili ai protagonisti. Non mi pare sia molto in uso trattate questo aspetto nei film. Spero arrivi presto in Italia per poterlo vedere.

  2. Il film è drammatico ma anche molto bello ed interessante e mi ha colpito particolarmente quando la mamma e la fidanzata del ragazzo sono andate a casa della famiglia della vittima del ragazzino quattordicenne che non è da tutti fare una cosa simile e ha fatto di tutto perché suo figlio non finisse in carcere.

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