Da Sodoma a Hollywood. 28° Torino GLBT Film Festival

A inaugurare il 28° GLBT Film Festival Da Sodoma a Hollywood di Torino sarà la madrina Giuliana De Sio, che insieme al cantautore Roberto Casalino darà il via alla rassegna il cui film d’apertura sarà quest’anno Any Day Now di Travis Fine. Si tratta della storia vera di un artista in drag (il pirotecnico Alan Cumming) che nel 1979, con grande anticipo sulle lotte civili per il diritto al matrimonio e all’adozione per tutti, combatté insieme al compagno per ottenere la custodia di un quattordicenne trisomico. Il film si inserisce all’interno di uno dei filoni tematici della manifestazione di quest’anno dedicato alle infinite configurazioni affettive che possono dar luogo a nuclei famigliari, domestici, di solidarietà.

Un’insolita coppia doveva essere anche quella formata da Rainer Werner Fassbinder e dalla sua musa e moglie Ingrid Caven, a cui il festival consegnerà il Premio “Dorian Gray” omaggiandone la carriera di cantante e interprete di pellicole come Il soldato americano (1970), Il diritto del più forte (1973), Il viaggio in cielo di mamma Kusters (1975), Despair (1978) e Un anno con tredici lune (1978). Caven sarà a Torino e per l’occasione domenica 21 aprile alle ore 10 sarà proiettato Ingrid Caven, musique et voix, film concerto di Betrand Bonello girato nel 2006 alla Cité de la Musique di Parigi e presentato al Festival di Locarno 2012.

Nella sezione lungometraggi della competizione, il pubblico torinese potrà vedere, tra gli altri, il bel W imię(In the Name of ) di Malgoska Szumowska presentato quest’anno alla Berlinale; il biopic Joshua Tree, 1951: A Portrait of James Dean di Matthew Mishory; Alata (Out In The Dark) di Michael Mayer sulla passione tra lo studente palestinese Nimr e l’avvocato israeliano Roy; la storia d’amore e danza Five Dances di Alan Brown e Jack and Diane su un intrigante triangolo amoroso con Juno Temple e Kylie Minogue.

Tra i documentari in concorso si segnalano Paul Bowles: The Cage Door is Always Open di Daniel Young sul musicista e scrittore (Il tè nel deserto) americano che ha arricchito l’immaginario artistico occidentale facendo del Marocco e in particolare di Tangeri una meta per intellettuali e letterati da tutto il mondo; Codebreaker di Clare Beavan e Nic Stacey che traccia un ritratto di Alan Turing, pioniere dell’intelligenza artificiale e dell’informatica nonché omosessuale. Sarà invece presentato fuori concorso I Am Divine di Jeffrey Schwarz che racconta la vita di Harris Glenn Milstead alias Divine, diva en travesti, dalla giovinezza nei sobborghi di Baltimora alla fama internazionale fino alla morte prematura attraverso le testimonianze di parenti, amici, fans e ovviamente del diabolico sodale John Waters.

Altro film-evento sarà Interior. Leather bar di James Franco e Travis Matthews che sta girando i festival di mezzo mondo per raccontare il tentativo di rimettere in scena i quaranta minuti tagliati dal controverso Cruising di William Friedkin con Al Pacino. Dello stesso Matthews il festival proporrà altri due lavori, il lungometraggio d’amore e sesso I Want Your Love e In Their Room: London, episodio di una serie web che raccoglie in varie città le testimonianze di gay intervistati nelle loro camere da letto. È inoltre in programma un piccolo omaggio al lavoro del giovane videoartista Juanma Carrillo.

Anche quest’anno il Festival diretto da Giovanni Minerba dedica una sezione ai giovani, “Forever young, gli amori immaginari” in cui si vedranno, tra gli altri, la chicca svedese/danese Pojktanten di Ester Martin Bergsmark che racconta l’ermafroditismo attraverso un linguaggio visivo ibrido e il dittico Sexual Tension: Volatile e Sexual Tension: Violetas  di Marco Berger e Marcelo Mónaco che indaga la tensione erotica tra uomini e tra donne. Tra i focus tematici “Mezzaluna rosa” sarà dedicato alle omosessualità in Medio Oriente; “Lesbian stories. Should I stay or should I go?” a storie di donne, e include nel programma il roadmovie Cloudburst di Thom Fitzgerald con Olympia Dukakis e Brenda Fricker in fuga per difendere un amore osteggiato dai modi con cui le rispettive famiglie vorrebbero gestirne la terza età.

Nell’ormai immancabile sezione “Vintage” si rivedranno classici queer come Il portiere di notte (1974) per gli ottant’anni di Liliana Cavani, Belli e dannati (1991) per i vent’anni dalla morte di River Phoenix, Improvvisamente l’estate scorsa (1959) per ricordare Gore Vidal che ne scrisse la sceneggiatura e Tennessee Williams di cui ricorre il trentennale della morte, nonché il restaurato Fellini Satyricon (1969) e, a grande richiesta del pubblico, La patata bollente (1979). Sempre in tema di omaggi al passato, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa saranno ricordati Edith Piaf e Jean Cocteau con la proiezione di alcuni lavori televisivi riscoperti nelle teche RAI tra cui Il bell’indifferente con Piera Degli Esposti e lo spettacolo teatrale messo in scena da Raffaella De Vita Edith Piaf – una voce, una donna, una vita.

Infine, non mancherà l’animazione con la sezione speciale “Pink pixel” curata dal disegnatore  Massimo Fenati che presenta un panorama di lavori d’animazione digitale a tematica GLBT. Come di consueto, il 20 aprile, giornata internazionale di sensibilizzazione contro il bullismo omofobico, si terrà una serata a tema con una carrellata di cortometraggi di denuncia.

© CultFrame 04/2013

INFORMAZIONI
28° Torino GLBT Film Festival
Dal 19 al 25 aprile 2013
Multisala Cinema Massimo / Via Verdi 18, Torino / Telefono: 011.8138 574
Biglietto giornaliero: € 7,00 / Ridotto: € 6,00
Abbonamenti per tutta la manifestazione : Intero: € 80,00 / Ridotto: € 60,00
Uffici del Festival / Via Montebello 15, Torino

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