Il Palazzo Enciclopedico. 55° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia

Il 1° giugno 2013 si aprirà la 55. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Tra gli spazi dei Giardini, quello dell’Arsenale e tutti i padiglioni sparsi per la città, si avrà, dunque, modo di fare il punto della situazione riguardante alcuni aspetti cruciali della produzione artistica internazionale.
Questa volta, però, a parte le proposte degli Stati partecipanti (tra cui nel 2013 ci saranno per la prima volta la Santa Sede, Tuvalu, la Repubblica del Kosovo e Kuwait) che nell’arco delle varie edizioni hanno sempre messo in atto una messa a fuoco dei rispettivi microcosmi nazionali (grazie alla presentazione di uno o più artisti), dobbiamo registrare un’iniziativa che, probabilmente, sarà discutibile per qualcuno ma che, di fatto, rompe un certo meccanismo iperbolico e sensazionalista legato alla presenza nel cartellone espositivo di grandi nomi dell’arte contemporanea (e dunque del mercato dell’arte).

Ci riferiamo alla mostra che sarà articolata tra il Padiglione Centrale dei Giardini e l’Arsenale e che prende il titolo de Il Palazzo Enciclopedico. Questa grande esposizione è stata affidata alla cura di Massimiliano Gioni, critico quarantenne, già molto noto a livello internazionale per essere il direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi e Associate Director del New Museum of Contemporary Art di New York, e per essere stato (giovanissimo) nel 2004 co-curatore della biennale d’arte contemporanea Manifesta 5.

Il titolo fa riferimento alla “folle” idea dell’italo-americano Marino Auriti, il quale alla metà degli anni cinquanta concepì il progetto del Palazzo Enciclopedico, appunto, una gigantesca struttura architettonica di centotrentasei piani e settecento metri di altezza che avrebbe dovuto contenere tutte le testimonianze dell’evoluzione del progresso umano, dalla ruoto al satellite. Si tratta evidentemente di un sogno (ad occhi aperti), di una sorta di apertura improvvisa all’interno dell’abisso dell’immaginazione, di pura (e dunque altissima) fantasia intellettuale e creativa legata al desiderio di catalogare e conservare la conoscenza.
Questa “delirante”(ma non troppo) proposta veniva, dunque, da Marino Auriti, un artista autodidatta, ai più sconosciuto, che riuscì a canalizzare le sue energie creative in una meravigliosa e irrealizzabile utopia, la cui grandezza è rintracciabile proprio nell’idea di fondo che l’ha generata piuttosto che nella sua effettiva realizzabilità.

Ebbene, la linea che Gioni ha seguito nella costruzione de Il Palazzo Enciclopedico, è stata proprio quella di indirizzare la sua spinta curatoriale non tanto alla raccolta delle più interessanti produzioni dell’attualità artistica mondiale e ai grandi esponenti di un sistema che è sempre più commerciale e meno artistico quanto piuttosto verso una seria ricerca, svincolata dal glamour dell’arte, legata a temi come l’immaginazione, il sogno, la prefigurazione di mondi innovativi, le derive mentali connesse alla libera creazione di immagini fuori dai codici. E per far ciò ha dovuto spingersi in un territorio popolato da nomi sconosciuti, artisti non famosi, alcuni non più in vita e altri anche molto anziani, quasi tutti fuori da certi giochi ma assolutamente immersi in universi creativi del tutto personali. Ecco alcuni nomi: Hilma af Klimt, Augustine Lesage, Alistar Crowley, Melvin Moti, Varda Caivano. Tutti questi artisti, e anche gli altri che per ragioni di spazio non possiamo citare, ci potranno permettere di effettuare un percorso che sembra avere come parola d’ordine: delirio immaginifico.
A ciò si aggiunge, anche la presentazione (annunciata da Gioni durante la conferenza stampa romana) di un volume, intitolato Il Libro Rosso, elaborato anche con disegni dallo psicoanalista Carl Gustav Jung, un’opera intellettuale e creativa che allarga i confini ristretti del prodotto artistico per collocarsi in una dimensione, forse è proprio il caso di dirlo, ben più “profonda”.

Altro aspetto interessante sarà la costruzione all’interno de Il palazzo Enciclopedico di una mostra nella mostra. Questa idea è venuta da Cindy Sherman, nota artista che ha preferito presentare una selezione di opere di altri autori, in qualche caso soggetti totalmente fuori dai circuiti “professionistici”, piuttosto che un proprio progetto.
Ebbene, non sapremo fino al 1° giugno quale sarà il risultato effettivo dell’operazione messa in piedi da Massimiliano Gioni (con il sostegno della Biennale e del Presidente Baratta), ma i presupposti sembrano stimolanti. L’idea di una “mostra-ricerca”, e non di una scontata “mostra-esibizione”, e quella di scandagliare una dimensione creativa più appartata (fatta anche da autodidatti) ci sembrano iniziative degne di interesse che potranno, a nostro avviso, riservare numerose sorprese.

© CultFrame 03/2013

 

INFORMAZIONI
Dal 1 giugno al 24 novembre 2013
Giardini – Arsenale, Venezia
Orario: 10.00 – 18.00
Chiuso il lunedì (escluso lunedì 3 giugno e lunedì 18 novembre 2013)
Biglietterie Arsenale, Giardini
Biglietto: per i costi del biglietto, visita la pagina http://www.labiennale.org/it/arte/esposizione/biglietteria/

LINK
Biennale d’Arte di Venezia