Toiletpaper. Un libro di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari

In una società che si è lasciata inghiottire dalle immagini, l’unico punto di svolta per un artista è rappresentato dalla possibilità di appropriarsene e manipolarle innestandole di nuova linfa comunicativa. È quel che hanno fatto Maurizio Cattelan e il fotografo Pierpaolo Ferrari con il Toilet Paper Magazine. Il progetto editoriale, che ebbe inizio nel 2010, rappresentò l’evoluzione della rivista Permanent Food, fondata nel 1996, ed è oggi diventato un libro edito da Damiani.
A marcare la linea di confine tra i due esperimenti in cui l’arte lambisce la comunicazione, c’è stata la diffusione della Rete e di tecnologie che hanno consentito la moltiplicazione, condivisione e manipolazione delle immagini con una facilità mai raggiunta nell’epoca della riproducibilità tecnica. Così, se Permanent Food aveva rappresentato un vasto catalogo di figure e icone pre-esistenti, riprodotte al di fuori del loro contesto originario, una sorta di precursore di Google, con l’avvento di quest’ultimo si è affermata l’urgenza di trasformarlo in nuove forme estetiche: Toilet Paper segnò appunto il passaggio da un uso duchampiano delle immagini, riconducibile al ready-made, a un lavoro su queste ultime che aveva invece come modello il pastiche citazionista.

Nella raccolta proposta da Damiani, si trova un’ampia selezione delle fotografie più significative tratte dalla provocatoria rivista, accompagnate da brevi testi dall’effetto estraniante, oltre a una serie di scatti inediti. Nessuna didascalia, nessuna spiegazione, nessun titolo. Nessun testo è contestualizzato. E il risultato non è pura sorpresa visiva o shock dadaista, ma è un succedersi di visioni narranti che sostituiscono egregiamente parole altrimenti ineffabili e di testi che materializzano visioni immediate e nette.
Cattelan e Ferrari tracciano il profilo di una realtà raccontata con il linguaggio dell’allucinazione, che per paradosso si rivela il più adeguato a descriverla: una comune famigliola siede composta a tavola soffocata da un velo di cellophane che la risucchia sottovuoto, una vecchia signora un po’ allettata un po’ rockstar  – occhialoni neri glam e plaid sulle ginocchia -, viaggia a bordo di un divano nello spazio, una mano mozza intinge l’indice nel sangue. In copertina, un’altra mano con un paio di forbici taglia le ali a un canarino.
Il modello estetico è quello patinato della pubblicità, che tuttavia ne esce vilipeso in un meccanismo in cui l’ironia scivola nel senso della tragedia. 
La violenza, il sesso e il grottesco che emergono da una quotidianità piatta e mediocre sono i temi ricorrenti del libro. Argomenti attuali e vividi, che scavano gallerie nell’inconscio collettivo fino a risalire ad archetipi antichissimi.

L’artista che ha mostrato il dito medio al mondo della finanza, pur essendosi troppo spesso smarrito nella provocazione fine a se stessa, in Toilet Paper ha saputo reinventare, se non l’arte, la comunicazione. Ha puntato l’obbiettivo sulla forza dell’espressione rinunciando agli orpelli della retorica e ha fatto carta igienica delle immagini che quotidianamente ci martellano. Con una lettura “da gabinetto” ha depotenziato la presunzione e il carattere invasivo dei messaggi pubblicitari.

© CultFrame 02/2013

 

CREDITI
Titolo: Toiletpaper / Autore: Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari / Editore: Damiani / Pagine: 232 / Prezzo: euro 50 / Anno:, 2012 (novembre) / ISBN: ISBN: 9788862082105

LINK
Toiletpaper Magazine – Il sito
Maurizio Cattelan – Il sito
Pierpaolo Ferrari – Il sito
Damiani Editore

2 commenti

  1. Che dire…!?! , recensione “magistrale”…..(rubo dal commento sopra riportato…..) è da molto che non leggo recensione così bella, scorrevole, piacevole e ben comprensibile avendo come ben si sa spazi “limitati” la capacità di sintesi nel trasmettere “concetti che condivido……

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