Berlinale 2013. 63° Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il programma

Con l’atteso The Grandmasters, l’apertura della Berlinale di quest’anno (7-17 febbraio 2013) segna il ritorno di Wong Kar Wai a un film di arti marziali dopo Ashes of Time (1994). L’elegante autore di Hong Kong Express (1994), Angeli perduti (1995) Happy Together (1997), In the Mood for Love (2000), che quest’anno sarà anche presidente della giuria internazionale, traccia uno spaccato della storia cinese dal 1936 in poi attraverso la rivalità tra due maestri kung fu, un uomo e una donna, interpretati dalle star Tony Leung Chiu Wai e Zhang Ziyi. Accanto a Kar Wai siederanno in giuria, tra gli altri, Susanne Bier, Shirin Neshat e Tim Robbins.

A Berlino si vedranno in anteprima internazionale Promised Land di Gus Van Sant, dramma ecologista con Matt Damon, il thriller sull’industria farmaceutica Side Effects di Steven Soderbergh con Jude Law, Rooney Mara e Catherine Zeta-Jones, Night Train to Lisbon di Bille August con Jeremy Irons nella parte di un professore ossessionato da un mistero politico, The Necessary Death of Charlie Countryman di Fredrik Bond in cui Shia LaBeouf fugge da un gruppo di malavitosi di Bucarest e Before Midnight di Richard Linklater, terzo capitolo della saga sentimentale con Ethan Hawke e Julie Delpy. Dopo vent’anni di stallo, sarà finalmente proiettato Dark Blood, il film in cui River Phoenix stava lavorando prima di morire e che il regista George Sluizer ha riscritto e rimontato per portarlo a termine.

Nella sezione competitiva si vedranno anche i nuovi lavori di Danis Tanovic, Hong Sangsoo, David Gordon Green (Prince Avalanche con Emile Hirsh), Emmanuelle Bercot (Elle s’en va con Catherine Deneuve), Małgośka Szumowska, Bruno Dumont (Camille Claudel 1915 con Juliette Binoche), una trasposizione de La Religieuse di Diderot firmata da Guillaume Nicloux e Paradise: Hope, l’ultimo capitolo della trilogia di Ulrich Seidl. Incuriosisce l’iraniano Pardé (Closed Curtain), film co-firmato da Jafar Panahi che si trova attualmente agli arresti.

In una sezione speciale non competitiva saranno proiettati: The Look of Love di Michael Winterbottom con Steve Coogan nei panni dell’imprenditore inglese Paul Raymond che dagli anni Sessanta fino alla sua morte realizzò tramite stripclub e riviste porno un impero finanziario; il documentario The Spirit of ‘45 di Ken Loach sulla nascita del welfare state; tutti e sei gli episodi della serie tv Top of the Lake di Jane Campion e Gerard Lee; La migliore offerta di Tornatore, un omaggio collettivo a Rosa von Praunheim per il suo settantesimo compleanno, l’ambizioso Tokyo Family di Yoji Yamada che attraverso una storia contemporanea omaggia Viaggio a Tokyo di Ozu e l’atteso Les misérables con Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Helena Bonham Carter.

Nella sezione Panorama passeranno, tra gli altri, Mes séances de lutte di Jacques Doillon con Sara Forestier, il documentario La maison de la radio di Nicolas Philibert, la storia di erotomania Don Jon’s Addiction dell’attore Joseph Gordon-Levitt con Scarlett Johansson e Julianne Moore, Lovelace di Epstein e Friedman sulla vicenda di Gola profonda con Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Sharon Stone e James Franco. Quest’ultimo si vedrà inoltre nel cast di Maladies, dramma vintage dell’esordiente artista visuale Carter, e in Interior. Leather Bar di cui è anche regista insieme a Travis Mathews e che ricostruisce metacinematograficamente quei quaranta minuti che si dice siano stati censurati e poi persi del leggendario Cruising (1980) di William Friedkin.

L’Orso d’oro alla carriera quest’anno omaggerà il documentarista francese Claude Lanzmann di cui si vedranno tutti i lavori, compreso il monumentale Shoah (1985) che è una pietra miliare nella storia del documentario ma anche nell’elaborazione filosofica sullo sterminio nazista. Il regista incontrerà il pubblico il 13 febbraio alla Deutsche Kinemathek.

Nel proteiforme programma della Berlinale (che comprende anche grandi classici restaurati in digitale come Il delitto perfetto di Hitchcock, Fronte del porto o Cabaret) è inoltre da segnalare l’interessantissima retrospettiva sull’epoca d’oro del cinema espressionista di Weimar e l’influenza che ebbe sul cinema mondiale durante le decadi successive. L’iniziativa proporrà al pubblico trentatré film divisi in cinque sezioni: “Ritmo e risa“ con opere musicali come Peter (1934) di Hermann Kosterlitz o Komedie om Geld (1936) di Max Ophüls ma anche A qualcuno piace caldo (1954) di Billy Wilder che da questo genere fu molto ispirato; “Il lato oscuro” in cui si vedrà Furia (1934) di Fritz Lang, Pièges (1939) di Robert Siodmak o L’infernale Quinlan (1958) di Welles; “Ombre e luci” con The Small Back Room (1949) di Powell e Pressburger o Lettera da una sconosciuta (1948) di Max Ophüls; “Conosci il tuo nemico” che conta film antinazisti come Vogliamo vivere! di Lubitsch o Casablanca di Curtiz e infine “Variazioni”, ovvero rifacimenti di classici weimariani come M di Joseph Losey, First a Girl (1935) di Victor Saville e la sua fonte originaria d’ispirazione Viktor und Viktoria (1933) di Reinhold Schünzel.

La cinemateca di Berlino ospiterà inoltre, durante la Berlinale, una mostra dedicata alla figura e all’opera di Martin Scorsese organizzata in collaborazione con il regista stesso e con il Museo Nazionale del Cinema di Torino che la riproporrà tra alcuni mesi.

© CultFrame 02/2013

 

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