Di nuovo in gioco. Un film di Robert Lorenz

L’ammirazione incondizionata per Clint Eastwood negli ultimi tempi ha subito due brutti colpi che hanno fatto vacillare il mio idolo cinematografico: prima l’endorsement per Romney con il triste numero anti-Obama della sedia vuota, e poi, ancor più grave, quest’inguardabile Di Nuovo in Gioco.
E va bene, l’intento di promuovere il film del proprio assistente alla regia dai tempi di Potere Assoluto è lodevole e dimostra gran generosità professionale, ma l’opera prima di Robert Lorenz nasce decrepita, figlia degli anni ’90 con un’allure sepolcrale da “Bellissimi di Rete4”. Evidentemente pensato per un pubblico inesorabilmente attempato, il lavoro di Lorenz è straordinario quantomeno per un aspetto: è l’unico film di soggetto sportivo a non rappresentare mai lo sport. Ma se le pellicole sul baseball non hanno mai sfondato in Italia, a causa della ridicola complessità delle regole, ancor più estranea al gusto nazionale appare questa inutile storia di talent scout al tramonto che del gioco mostra soltanto la preparazione, un lato professionistico di nessun interesse, ma funzionale al banalissimo incontro/scontro padreburberotenerone/figliaincarriera, che schiaccia ogni potenzialità spettacolare ed emotiva della competizione fino a rimuoverla dallo schermo. Cosa rimane allora? Rimangono i favolosi pantaloni a vita altissima di Clint, le sue rughe, il sorriso storto e la melassa strabordante dall’ordinaria sceneggiatura di Randy Brown, un crepuscolare festival del già (pre)visto.

Al netto dell’evidente anelito ad uno stile classico che però si riduce a stantia maniera, Di Nuovo in Gioco può assumere però un valore didattico se paragonato al capolavoro Gran Torino, come esempio perfetto di sobrietà del linguaggio, di pudicizia emotiva e di sobrietà stilistica in contrapposizione alla sciatteria narrativa, alla drammaturgia puerile ed allo sguardo spento di un regista quarantenne che appare molto più vecchio (artisticamente) del proprio mentore. Non succede nulla in quasi due ore di film che scorre dimesso e inoffensivo, appesantito da cliché buonisti, verso un happy end demenziale, ma educato, attento a non svegliare troppo bruscamente la sfinita platea di ottuagenari.

© CultFrame 12/2012

 

TRAMA
Gus, un anziano talent scout del baseball, sente che è arrivato per lui il momento di abbandonare il campo, anche a causa della sua vista che si è notevolmente affievolita. Prima del ritiro, però, l’uomo vuole visionare un ultimo talento e per questo affronterà in compagnia della figlia Mickey un viaggio in macchina verso Atlanta, per conoscere il ragazzo.

CREDITI
Titolo originale: Trouble with the Curve / Regìa: Robert Lorenz / Sceneggiatura: Randy Brown / Fotografia: Tom Stern / Montaggio: Gary Roach, Joel Cox / Scenografia: James J. Murakami / Musica: Marco Beltrami / Interpreti principali: Clint Eastwood, Amy Adams, Justin Timberlake, John Goodman, Matthew Lillard, Robert Patrick, Scott Reeves / Produzione: Malpaso Pictures / Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia / Paese: U.S.A., 2012 / Durata: 111’

LINK
Filmografia di Robert Lorenza
Warner Bros.