About Paper. Israeli Contemporary Art. Un libro a cura di Giorgia Calò

Pochi tratti scuri e netti su carta bianca. Macchie di buio improvviso che proiettano lo sguardo verso un abisso imperscrutabile, angoscioso. Alcune case si riconoscono appena, ma non comunicano alcun senso protettivo. Un sentiero, degli alberi. Si percepisce la dimensione del paesaggio, quest’ultimo inteso come spazio dell’esistenza, della conoscenza, dell’esperienza (individuale e collettiva) e dell’immaginazione. Ma anche come luogo da attraversare pur se “dall’altra parte” si profila una massa tenebrosa e inquietante.
Autrice di quest’opera chiara nella sua struttura espressiva ma decisamente complessa nella sua valenza metaforica è l’israeliana Aviva Uri. Si tratta di un disegno su carta (Landascape, Graphite on paper) realizzato nel 1956 che evidenza la capacità di questa artista di comunicare in modo potente e diretto le sue inquietudini creative e soggettive.

Ebbene, Landscape è un’opera riprodotta nel libro pubblicato postmedia books nel novembre 2012: About Paper – Israeli Contemporary Art. Il volume è curato da Giorgià Calò e presenta testi in lingua inglese e in lingua italiana.
Nel titolo è evidente la parola paper (carta). Questa scelta è direttamente collegata al contenuto dell’opera critica in questione che vuole essere un’indagine, di estremo interesse, all’interno del panorama degli artisti israeliani che utilizzano questo supporto/materiale nell’ambito della loro pratica creativa. Tale indagine illumina un settore dell’arte contemporanea di Israele che ha generato, e continua a generare, autori di palese spessore. Nell’ultimo decennio, i numerosi successi internazionali relativi al cinema e alla videoarte hanno indotto a collocare la produzione israeliana più significativa nel territorio delle arti visuali tecnologiche ma la scena artistica del paese mediorientale è molto più eterogenea e multiforme di quello che si percepisce in Italia. Ha dimostrato ciò, il progetto espositivo ospitato presso la Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma basato su quattro diverse mostre allestite durante il 2012 e incentrate sulla presentazione di opere di sette autrici: Maya Attoun, Hilla Ben Ari, Yifat Bezalel, Maya Zack, Etti Abergel, Yael Balaban e Ofri Cnaani.

Il volume About Paper è certamente concentrato sull’analisi della produzione delle artiste sopracitate ma in realtà allarga la sua prospettiva di ricerca all’intero palcoscenico creativo di Israele. Sono così collocati nel libro testi di curatori che lavorano da anni sul campo e che hanno la percezione dello sviluppo estetico e linguistico dell’arte che si sviluppa tra Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa (ma non solo). Da Ronit Sorek (curatrice del Department of Prints and Drawings dell’Israel Museum di Gerusalemme) a Edna Moshenson (senior curator del Tel Aviv Museum of Art fino al 2007), da Drorit Gur Arie (direttrice del Petach Tikva Museum of Art) a Ruth Direktor (Chief Curator presso l’Haifa Museum of Art), fino all’italiano Alfredo Pirri (già conduttore di seminari presso la Bezalel Academy di Gerusalemme), si delinea in modo certo, e da punti di vista differenti, la natura della produzione artistica di Israele: mai prevedibile, sempre densa di sfumature non convenzionali, profondamente radicata nelle cultura ebraica ma costantemente proiettata nella ricerca linguistica e nell’innovazione espressiva, grazie a una continua elaborazione di idee.

Sostiene la curatrice Giorgia Calò in relazione al progetto About Paper. Israeli Contemporary Art: “Malgrado le differenze tecniche, stilistiche e concettuali che contraddistinguono il lavoro di ciascuna artista, si potrebbe dire che il loro studio sia accomunato da un senso profondo della vita. Tutte loro, pur sviluppando riflessioni diverse si pongono come specchio della società a cui appartengono(…). Con questo progetto ho cercato di dare visibilità a una ricerca propriamente israeliana espungendola da temi geopolitici che di norma ne invadono la scena, per approdare invece in un complesso universo di simboli e citazioni”.(…)
Con competenza critica, Giorgia Calò disinnesca tutti i luoghi comuni riguardanti Israele (e la sua arte) prodotti e veicolati in modo superficiale in special modo dal sistema dei mass-media europei. In maniera pregnante, viene evidenziata l’ampia articolazione dell’arte contemporanea israeliana sempre contraddistinta da una toccante densità di contenuti e da un’apertura mentale non sempre compresa all’estero.
È vero: gli artisti di Israele “si pongono come specchio della società a cui appartengono”; sono dunque parte integrante di una sorta di caleidoscopio ricco di tendenze intellettuali, opinioni, idee, radici culturali spesso misconosciute fuori dai confini del Paese. E tale caleidoscopio non è altro che il contenitore dell’anima di un popolo che non ha mai smesso (e mai smetterà) di porsi domande sul “senso profondo della vita”.

© CultFrame 12/2012

 

CREDITI
Titolo: About Paper / Sottotitolo: Israeli Contemporary Art / A cura di Giorgia Calò / Editore: postmedia books / Testi: Giorgia Calò, Ronit Sorek, Edna Moshenson, Alfredo Pirri, Drorit Gur Arie, Ruth Direktor / Lingue: italiano, inglese / Anno: 2012 / Pagine: 207 / Prezzo: 16,00 euro / ISBN: 9788874900879

LINK
CULTFRAME. Mother Economy. Un video di Maya Zack di Maurizio G. De Bonis
CULTFRAME. Dreams & Dramas. Intervista alla videoartista Ofri Cnaani di Maria Serra
CULTFRAME. Time and a Half. Videoarte israeliana. Hamidrasha School of Art di Maurizio G. De Bonis
CULTFRAME. One Man’s Floor is Another Man’s Feeling. Sigalit Landau. Padiglione Israele. 54a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia di Maurizio G. De Bonis
CULTFRAME. L’angelo della storia. Video di Ariella Azoulay di Maurizio G. De Bonis
Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma
Postmedia Books

 

 

 

 

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