Il paese è reale. Mostra di A. Botto, L. Durantini, F. Jodice, F. Neri, T. Bonaventura e A. Imbriaco. FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma. XI Edizione

Il titolo della mostra curata da Alessandro Dandini de Sylva fa l’occhiolino al titolo del progetto che nel 2009 portò gli Afterhours a promuovere i gruppi italiani emergenti, il tutto finalizzato ad incentivare la creatività del proprio Paese. Così, senza alcun scopo politico, ma essenzialmente comunicativo e sociale, il curatore ha portato in scena, sul palco dell’XIma edizione del Festival Internazionale di Fotografia di Roma, i giovani occhi della fotografia italiana, in cui “I progetti scelti, che nel loro impulso originario non erano stati pensati dai vari autori per questo specifico tema, vengono come tradotti e rimodulati per acquistare nuovi livelli di lettura come singole immagini, e in relazione alle altre. Quello che accomuna tutti gli scatti è la qualità emotiva. La tensione presente in ogni singola visione viene come riflessa per spettri non sempre lineari nelle altre. La mancanza di riferimenti specifici al tema invita alla obbligatorietà passionale, alla ricerca di un percorso singolare, autonomo e concreto, che ha un andamento analogo alla “correlazione oggettiva(Alessandro Dandini de Sylva e Filippo Nicosia).

Francesco Jodice, caratterizzato artisticamente dal suo approccio sociale verso il paesaggio urbano, basti pensare alla serie What We Want che coinvolge, in diversi archi temporali, gli stati e gli strati urbani di città come Hong Kong, Bangkok, Benindorm, qui in mostra porta un video che si avvicina, ma allo stesso tempo si allontana, da quella sorta di reportagismo che osserva in maniera disincantata oppure fin troppo critica ciò che ha di fronte. Ci ricorda, piuttosto, di essere più simile a quel classico dell’umorismo dissacratore che ritroviamo nella scrittura di un David Foster Wallace, in quello che è uno dei saggi più dirompenti della cultura contemporanea, “Una cosa divertente che non farò mai più”. E se in Wallace troviamo la spietata satira contro la società americana, quello che Jodice propone in “Dubai_Citytellers”, risulta in perfetta linea con il progetto “Il paese è reale”: un’analisi sociologica e successivamente descrittiva dell’industria del lusso di Dubai, che pone il reportage come caratterizzato da un’estensione, non solo visiva, a tutto campo.


I capitoli del video di Jodice ci narrano una Dubai dove gli inglesi, pur essendone il polmone promotore, vivono nel reciproco sospetto verso la popolazione locale, formata per l’85% da immigrati. Qui, dove vige la massima per cui tutto è possibile, sorridiamo di fronte all’enorme parco giochi per ricchi, fatto di corsi di decorazione per torte e impianti sciistici creati a tavolino, e sorridiamo ancora quando, alla domanda su qual è il più grande difetto di Dubai, vediamo rispondere dagli intervistati: l’umidità. C’è però un’altra parte di popolazione, che poi risulta essere la maggior parte, l’80%, proveniente dall’India, il Pakistan o il Bangladesh, che vive in ghetti e che ha materialmente costruito quest’enorme luogo di divertimento. Possiamo ben dire che gli operai che lavorano a Dubai sono tra gli schiavi dell’epoca contemporanea: anime in un girone dantesco di oligarchia sociale.
L’amaro “paese” di Jodice appare quindi molto più reale di quanto si sarebbe potuto fare con un documentario.

Il medesimo sapore dolce-amaro lo riscopriamo negli scatti di Andrea Botto vincitore, con Francesco Neri, della prima edizione del Premio Graziadei Studio Legale, che promuove i nuovi talenti della fotografia italiana. KA-BOOM di Andrea Botto, progetto in progress dal 2009, ci pone come inermi spettatori delle esplosioni contemporanee: dalla demolizione, alla bonifica ambientale, fino alla pirotecnica. Lavora sul paesaggio, e sull’iterazione, come per Jodice, dell’ambiente sociale con il luogo stesso, sulle reazioni che  gli interventi dello stesso uomo provocano sul paesaggio e sulla massa. Non un giudizio negativo o positivo, bensì quel senso di sconcerto generato dalla velocità di ciò che sta cambiando. La precarietà di Francesco Neri è tutt’altro genetrice di cambiamento. Stasi, quiete, senso di immobilità collettiva, questo è quello che scaturisce dalla visione dei suoi ritratti. Vada a bordo-cazzo! è la rappresentazione dell’immagine mediatica della Costa Concordia ripresa da Lorenzo Durantini, e riproposta come simbolo decadente della società.

Altrettanti simboli del reale sono le fotografie curate da Fabio Severo, di Tommaso Bonaventura e Alessandro Imbriaco. Luoghi che oramai divengono non-luoghi, distrutti e mai più ricostruiti, come a porsi a fardello e ad immagine della difficoltà di ascolto delle problematiche che sovrastano la società, diventando non simboli ma icone, come la palestra Ripamonti di Milano, di una delle forme della schiavitù collettiva italiana, quella della lotta contro le mafie.

Denuncia, cambiamento, ironia, dissacrazione, questo è lo stile delle immagini della mostra,  e chissà che non possano portarci a pensare, osservandole, come il protagonista di Wallace, Ho assaggiato il caviale e mi sono trovato d’accordo con il giudizio del bambino che mi sedeva accanto: fa schifo.

© CultFrame 09/2012

 

IMMAGINI
1 © Francesco Neri. Luca, 2012. Analogic print 80 x 100 cm. Courtesy l’artista
2 © Francesco Jodice. Still dal video Dubai_Citytellers. Film HD 57’45’’, 2009
3 © Andrea Botto. KA-BOOM, Rapallo, 2009. Inkjet print 100 x 80 cm. Courtesy l’artista e Podbielski Contemporary

INFORMAZIONI
Il paese è reale – Andrea Botto, Lorenzo Durantini, Francesco Jodice, Francesco Neri, Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco / A cura di Alessandro Dandini de Sylva / FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma
Dal 21 settembre al 28 ottobre 2012
Macro Testaccio / Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma
Orario: martedì – domenica 16.00 – 22.00 / chiuso lunedì
INFO: 06.671070400

LINK
CULTFRAME. Sideffects. Un libro di Olivo Barbieri, Francesco Jodice, Armin Linke
Il sito di Andrea Botto
Il sito di Lorenzo Durantini
Il sito di Tommaso Bonaventura
Il sito di Alessandro Imbriaco
FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma – Il sito