Izmena (Betrayal). Un film di Kirill Serebrennikov. 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Concorso

Superfici riflettenti, inquadrature a piombo, primi piani gelidi, sguardi privi di emozioni. Ed ancora: ambienti minimalisti di superlusso, case ipertecnologiche, alberghi a cinque stelle per nuovi ricchi.
Tra piscine ad acqua ionizzata e stanze di hotel vagamente pacchiane si sviluppa la vicenda di due soggetti che intrecciano le loro esistenze tra confessioni intime, fughe dalla realtà, incontri sessuali, banali attività familiari e omicidi. A fare da collante l’idea (nonché la sua applicazione concreta) del tradimento, mentre il tema della morte è il terreno nel quale affondano le radici dei problemi personali dei protagonisti. Due individui (depressi) si incontrano e divengono amanti esattamente come i loro coniugi, in un vortice di tensioni umane che diviene via via non controllabile.

Sensazioni interiori incontrollate, rabbia, solitudine, falsità, rancore, vuoto esistenziale. Questi sono gli altri ingredienti di Izmena, film del regista russo Kirill Serebrennikov. L’opera è decisamente ambiziosa ma, con tutta evidenza, finisce per perdersi in un labirinto di riferimenti cinematografici nocivi per la sua compiutezza.
La protagonista ricorda le algide bionde hitchockiane mentre l’intreccio non può che far venire in mente la vicenda alla base del capolavoro di Wong kar Way In the Mood for Love.
Sfumature thriller e brani di tipo psicologico creano un flusso narrativo che a tratti (pochi) riesce a dare profondità al racconto, ma la dimensione filmica di tutta questa operazione rimane confinata tra il citazionismo e il desiderio di colpire lo spettatore a livello visuale. In tal senso, molte sequenze sono contraddistinte da una deriva estetizzante che non produce alcun reale senso cinematografico.
Alcune immagini (soprattutto di esterni) appaiono degne di una comunicazione visiva che fa riferimento anche alla fotografia e all’arte contemporanea ma ci si accorge ben presto come tale impostazione sia essenzialmete basata sull’adesione a una tendenza espressiva dei nostri giorni e non su una reale esigenza di contestualizzazione della storia.

Izmena, dunque, si limita ad essere un lungometraggio che fonda la sua forza solo su aspetti esteriori che non aggiungono nulla alla sostanza del film. Gli sceneggiatori (lo stesso regista e Natalia Nazarova), inoltre, con puntualità certosina hanno disseminato la struttura del racconto di piccole (inutili) trovate non in grado di fornire ulteriori elementi di riflessione.
Tutti gli interpreti, infine, hanno cercato di fornire ai loro ruoli spessore e credibilità ma sono rimasti imbrigliati nell’asettica rete registica voluta da Kirill Serebernnikov che si dimostrato di essere un cineasta dotato di talento non ancora capace di esprimersi in un territorio poetico e filmico che sia veramente suo.

© CultFrame 08/2012

 

TRAMA
Un uomo e una donna scoprono casualmente che i loro rispettivi comiugi sono amanti. I due iniziano a frequentarsi per raccontarsi reciprocamente le loro sofferenze, fino a quando decidono di uccidere i due traditori. Dopo l’omicidio tra i due si svilupperà un rapporto, anche affettivo ed erotico, che andrà avanti negli anni fino a una svolta definitiva.

CREDITI
Titolo originale: Izmena / Titolo inglese: Betrayal / Regia: Kirill Serebrennikov / Sceneggiatura: Natalia Nazarova, Kirill Serebrennikov / Fotografia: Oleg Lukichev / Montaggio: Sergei Ivanov / Scenografia: Irina Grazhdankina / Interpreti: Franziska Petri, Dejan Lilic, Albina Dzhanabaeva, Andrei Shchetinin, Arturs Skrastins, Guna Zarina / Produzione: Studio SLON / Paese: Russia, 2012 / Durata: 115′

LINK
Filmografia di Kirill Serebrennikov
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – Il sito