Grandi fotografi a 33 giri. Fotografie e copertine di dischi. Un libro a cura di Raffaella Perna

Fotografia di Anton Corbijn sulla copertina del disco degli U2 - The Unforgettable, 1984
Fotografia di Anton Corbijn sulla copertina del disco degli U2 – The Unforgettable, 1984

Da molti anni il veicolo di comunicazione maggiore concepito per la diffusione di cd musicali (supporto ormai quasi superato) è senza dubbio il videoclip. Mezzo promozionale potentissimo e territorio di sperimentazione visuale, il videoclip è lo strumento attraverso il quale si costruisce l’immagine di un/una cantante o di una band. Nei casi che riguardano artisti più popolari anche le apparizioni televisive contribuiscono ad alimentare un fenomeno di divizzazione che specie nel nostro paese riguarda ormai solo quei musicisti (o presunti tali) particolarmente appetibili per un pubblico giovanile, addirittura adolescenziale.
Prima dell’era mp3, e prim’ancora dell’avvento del cd, esistevano per i Long Play, dischi a 33 giri in vinile che fornivano all’ascolto una sensazione di dinamica del suono, seppur non perfetta, caratterizzata da una timbrica e una morbidezza che i file digitali certo non possono raggiungere.

Negli anni Sessanta e Settanta, dunque, non esistevano molti veicoli promozionali per vendere dischi. L’appassionato di musica spesso si recava nei negozi e oltre ad acquistare in maniera consapevole (seguendo i propri gusti e conoscenze) a volte si lasciava catturare dalla “bellezza? delle copertine dei vinili. Il rapporto tra l’ascoltatore e il disco era dunque contraddistinto anche da una sorta di atteggiamento quasi feticistico che nei decenni ha generato una “malattia” da collezionismo di LP, che anche chi scrive per qualche tempo ha avuto e di cui molti tutt’ora non si sono liberati.
Il fatto era che le immagini collocate sulle copertine dei Long Play erano elaborate in maniera raffinata e intelligente. Ancor di più. Le fotografie, che spesso contenevano anche il nome dell’artista e il titolo del disco, erano vere e proprie opere autoriali, firmate da fotografi di grande spessore internazionale, i quali operavano mantenendo inalterato il loro stile.

Dimostra ciò, con assoluta chiarezza, il libro Grandi fotografi a 33 giri (Postcart Edizioni, collana Postwords). La curatrice Raffaella Perna (anche della mostra allestita a Roma presso la sala espositiva dell’Auditorium Parco della Musica), ha selezionato decine di copertine di 33 giri, attingendo da tutti campi della musica: pop, rock, jazz e classica. Ne è venuto fuori uno stimolante affresco creativo di raro interesse per chiunque si occupi professionalmente di comunicazione visuale.

Fotografia di Lee Friedlander sulla copertina del disco di Miles Davis -  In a Silent Way, 1969
Fotografia di Lee Friedlander sulla copertina del disco di Miles Davis – In a Silent Way, 1969

In particolar modo, è emerso come il mondo del jazz degli anni cinquanta/sessanta ponesse particolare attenzione nei riguardi delle immagini di copertina. Lee Friedlander fu autore di fotografie scattate per John Coltrane (Giant Steps – 1959), Ornette Coleman (This is Our Music – 1960) e Miles Davis (In a Silent Way – 1969). Ed ancora, ritroviamo Friedlander artefice delle copertine di due  capolavori della storia del jazz: The New Tristano di Lennie Tristano (1960) e The Jimmy Giuffré Clarinet di Kimmy Giuffrè (1956).
Ma passiamo al rock. Se Annie Leibovitz è stata autrice della comunicazione di Born in the Usa di Bruce Springsteen (1984), il nome di Anton Corbijn è invece legato agli U2 (The Unforgettable – 1984,  All I Want Is You – 1988). Il trasgressivo Robert Mapplethorpe collaborò con Patti Smith (People Have the Power – 1988, Dream of Life – 1978), mentre si incontra il kitsch patinato di Pierre e Gilles nei dischi di Marc Almond e Mathématiques Modernes.
Non poteva mancare l’universo della musica classica con le copertine concepite da Luigi Ghirri per la RCA italiana, opere assolutamente autonome dal punto di vista espressivo e linguistico che fornivano un valore aggiunto alle pubblicazioni dell’etichetta passata nel 1987 sotto il controllo della BMG.

I fotografi che potremmo citare ancora sono innumerevoli da Helmut Newton a Irving Penn, da Richard Avedon a David Bailey, fino addirittura a Andy Warhol. Ma ciò che vogliamo sottolineare è un fatto. Possedere una collezione di Long Play originali, datati tra la fine degli anni cinquanta e tutti gli anni ottanta, spesso vuol dire avere contemporaneamente una preziosa collezione di immagini d’autore. Un modo questo per coniugare la passione per la musica con quella per la fotografia.

© CultFrame – Punto di Svista 06/2012

CREDITI
Titolo: Grandi fotografi a 33 giri / Sottotitolo: Fotografie e copertine di dischi / Autore: Raffaella Perna (a cura) / Casa editrice: Postcart Edizioni / Collana: Postwords / Anno: 2012 / Pagine: 168 / Foto: 135 / Prezzo: 12,50 euro / ISBN: 978-88-86795-92-0

SUL WEB
Postcart Edizioni