To Rome With Love. Un film di Woody Allen

Sulle note de “Nel blu dipinto di blu” si apre l’ultima cartolina illustrata di Woody Allen, spedita ai suoi connazionali da una Roma di fantasia perennemente ammantata dalla dorata luce estiva, risonante di fisarmoniche e mandolini. Una Capitale che non conosce cantieri, né smog, dove il traffico diviene simpatica caratteristica nazional-popolare, nel cui centro storico ognuno vive in case favolose con terrazze mozzafiato grondanti edere e glicini, e perfino gli studenti di architettura abitano in pittoresche, deliziose casette di Trastevere, progettano con il tecnigrafo (ché in Italia ancora il Cad non ce l’abbiamo) e fanno la spesa al colorato mercato rionale con artigianali cestini di vimini (ecologici e riciclabili?). Roma abbraccia e disorienta i provincialotti sbarcati dal treno in cerca di fortuna, arrivati freschi freschi da Pordenone (?), ma vestiti come emigranti anni ’40 cui manca solo la valigia di cartone, coinvolti in vicende a metà tra Pretty Woman e Lo Sceicco Bianco… E via così.

E forse è vero che noi Italiani siamo ancora così provinciali se la critica unanime, pur rilevando il livello imbarazzante di stereotipi, tenta penosamente di giustificarli con la motivazione tautologica che “è un film di Woody Allen” e quindi non si tratta di banalità senili, ma di argute citazioni. Lo stesso film, firmato con un nome diverso, sarebbe stato massacrato senza pietà. Ma non è tanto la caricatura di un pittoresco paese dei campanelli, l’irritante product placement Fiat, le malinconiche micro-comparsate di attori e stilisti in disarmo che affliggono la visione di To Rome with Love: è la perdita da parte di Allen della sua geniale e spietata analisi delle debolezze umane, la visione da entomologo della psiche, l’esilarante, fulminea cattiveria delle battute, il suo mettere a nudo le miserie di una borghesia soffocata da ansie psicanalitiche. Tutto questo, il corpo stesso della poetica alleniana, si è dissolto in un intreccio di racconti slegati e pretestuosi, l’arcitialiano che canta l’opera sotto la doccia, Benigni famoso per caso cui viene rivelato che “è meglio essere ricchi e famosi piuttosto che poveri e sconosciuti”, i Friulani in trasferta con annesso adulterio, fino all’unico episodio godibile, quello nobilitato dalla presenza del grande Alec Baldwin, storia di alter ego giovanili e rimpianti in cui si ode ancora l’eco della Grande (dis)Illusione. Per il resto, rimane un solo interrogativo: perché in questo luogo fantastico in cui tutti, americani e romani, parlano in “doppiatorese”, l’unica a sfoggiare l’accento spagnolo è Penélope Cruz?

© CultFrame 04/2012

TRAMA
In vacanza a Roma, dove ha vissuto negli anni giovanili, il famoso architetto John passeggia nel suo vecchio quartiere e incontra Jack, un giovane abbastanza simile a lui. Lo osserva mentre si innamora di Monica, l’amica della sua ragazza Sally, cerca di dargli alcuni consigli ma inutilmente. Intanto Jerry, discografico in pensione con la passione per l’opera lirica, arriva a Roma con la moglie Phyllis per conoscere il fidanzato italiano della figlia Hayley. Jerry si accorge che Giancarlo, il padre del ragazzo che di mestiere fa l’impresario delle pompe funebri, ha una voce degna della Scala. Solo che deve cantare sotto la doccia. Da anonimo cittadino, Leopoldo Pisanello diventa all’improvviso uno degli uomini più famosi d’Italia. Le televisioni lo seguono tutto il giorno e quando lui non regge più la pressione, ecco che l’attenzione si sposta su un altro. Da Pordenone, Antonio arriva a Roma con la moglie Milly nella speranza di fare colpo sui suoi parenti e così di avere un posto di lavoro nella esclusiva azienda di famiglia. Per una serie di equivoci, Antonio presenta ai parenti come moglie la prostituta Anna, mentre Milly finisce in una stanza d’albergo con la star del cinema Luca Salta.


CREDITI

Titolo originale: To Rome With Love / Regìa: Woody Allen / Sceneggiatura: Woody Allen/ Fotografia: Darius Khondji / Montaggio: Alisa Lepselter / Scenografia: Anne Seibel / Interpreti principali: Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penélope Cruz, Judy Davis, Jesse Eisenberg, Greta Gerwig, Ellen Page, Antonio Albanese / Produzione: Mediapro, Medusa Film / Distribuzione: Medusa / Paese: U.S.A., 2012 / Durata: 105’

LINK
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Sito ufficiale del film To Rome With Love di Woody Allen
Sito italiano del film To Rome With Love di Woody Allen
Filmografia di Woody Allen
Medusa

 

1 commenti

  1. Senza indugi: è uno dei film più vuoti che abbia mai visto. Non c’è ironia, nemmeno camuffata, non c’è un filo conduttore se non quello del luogo comune che meriterebbe in un certo senso, un pò più di rispetto. Non mi sono sentita onorata per niente da Allen per averci dedicato un film ambientato a Roma, mi sono invece sentita continuamente in imbarazzo perchè speravo, pregavo, che prima o poi venissi smentita da tutta quell’accozzaglia di dialoghi insulsi e colori da film della Disney, quel voler dare la sensazione di essere negli anni 50 in una città rimasta alla dolce vita, che più che dolce è risultata in questo film piuttosto stucchevole.Un penoso e veloce tentativo di non tanto omaggiare Roma bensì l’immaginario di Allen nel volerla vedere ancora così a tutti i costi nonostante i giorni nostri.

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