Berlinale 2012. 62° Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il programma

Dal 9 al 19 febbraio la capitale tedesca torna ad ospitare il Festival Internazionale del cinema, giunto alla sessantaduesima edizione. La manifestazione si aprirà con Les adieux à la reine di Benoît Jacquot, film in costume d’ispirazione letteraria con Diane Kruger, Lea Seydoux, Virginie Ledoyen sugli ultimi giorni di Marie Antoinette visti dagli occhi di una dama di compagnia. La giuria del concorso, presieduta da Mike Leigh e composta dal fotografo e film-maker Anton Corbijn, dai registi Asghar Farhadi e François Ozon, dagli attori Charlotte Gainsbourg, Jake Gyllenhaal, Barbara Sukowa e dallo scrittore algerino Boualem Sansal si troverà a giudicare più di venti pellicole da tutto il mondo tra cui Jayne Mansfield’s Car che l’attore e regista Billy Bob Thornton ha ambientato sullo sfondo della guerra in Vietnam e Captive di Brillante Mendoza con Isabelle Huppert protagonista del rapimento di un gruppo di turisti e missionari nella giungla filippina.

In competizione per l’Orso anche un film italiano, l’ultimo lavoro dei fratelli Taviani dal titolo Cesare deve morire che segue un gruppo di detenuti nella Sezione massima sicurezza del carcere di Rebibbia nell’allestimento del Giulio Cesare shakespeariano. Dopo l’Orso conquistato nel 2007 con Il matrimonio di Tuya, torna in gara Wang Quan’an con un’epopea famigliare che parte nel 1912 e ricostruisce un secolo di storia cinese. A rappresentare la Repubblica popolare si vedrà fuori concorso anche l’ultima fatica di Zhang Yimou, The Flowers of War, che ricostruisce il massacro di Nanchino ad opera delle truppe giapponesi e ha nel cast Christian Bale. Da Taiwan viene invece il film collettivo 10+10 firmato da venti autori tra cui Hou Hsiao-Hsien.

Ricco il programma di proiezioni speciali e anteprime: Knockout – Resa dei conti  di Steven Soderbergh con la lottatrice Gina Carano, Ewan McGregor e Michael Fassbender; l’intrigo politico Shadow Dancer di James Marsh con Clive Owen; l’adattamento del Bel ami di Maupassant con Robert Pattinson, Uma Thurman, Kristin Scott Thomas e Christina Ricci; la trasposizione del romanzo di Jonathan Safran Foer Molto forte incredibilmente vicino firmata da Stephen Daldry e Young adult con Charlize Theron che rinnova il tandem Jason Reitman-Diablo Cody; con In the Land of Blood and Honey, ambientato in Bosnia, si assisterà all’esordio di Angelina Jolie dietro la macchina da presa. L’Orso d’ora alla carriera andrà quest’anno a Meryl Streep che sarà tra l’altro omaggiata con la proiezione di sette tra i suoi lavori più rappresentativi, tra cui l’ultimo The Iron Lady, Kramer contro Kramer (1979), La scelta di Sophie (1982) e La mia Africa (1985).

Al festival tornerà anche Tony Gatlif con Indignados, storia di una migrante clandestina che approda nel nostro continente mentre nelle piazze imperversano le manifestazioni del movimento che dà nome al film. Il fenomeno delle rivolte e delle violenze politiche attraversa tutto il programma di questa edizione della Berlinale che dedica un ampio focus trasversale a lavori provenienti o dedicati al mondo arabo contemporaneo come In The Shadow of a Man di Hanan Abdalla in cui la rivoluzione egiziana è raccontata dalla prospettiva di un gruppo di donne o Althawra… Khabar (Reporting … A Revolution) di Bassam Mortada che documenta il ruolo dei mezzi d’informazione alternativi durante quella stessa rivolta. Per l’occasione sarà presentato anche Hijos de las nubes, La última colonia, documentario di Alvaro Longoria prodotto da Javier Bardem.

Sulla violenza politica l’Italia dirà la sua con due diversi lavori dedicati entrambi al G8 di Genova: Diaz – non pulite questo sangue di Daniele Vicari con Elio Germano, Alessandro Roja, Claudio Santamaria e il documentario The summit di Franco Fracassi e Massimo Lauria. Un po’ d’Italia sarà presente anche in Glück di Doris Dörrie, con protagonista Alba Rohrwacher, e in Parabeton, documentario firmato dal regista tedesco Heinz Emigholz ma interamente dedicato alle architetture romane di Pier Luigi Nervi.

Se anche quest’anno gli schermi della Berlinale non risparmieranno un’incursione nelle recenti tecnologie in 3D grazie all’anteprima europea di Flying Swords Of Dragon Gate di Hark Tsui con Jet Li, la retrospettiva permetterà ai cinefili di tornare indietro nel tempo e di esplorare la “fabbrica del sogno rosso”, ovvero l’epopea degli studios russo-tedeschi Mezhrabpom-Film e Prometheus tra il 1922 e il 1936. Sarà l’occasione per godersi una proiezione speciale di Ottobre di Sergei Eisenstein accompagnata dalla Berlin Radio Symphony Orchestra.

© CultFrame 02/2012

 

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