Monuments. Videoclip di Yann Tiersen diretto da Ivan Rusev

di Luca Lampariello

Il testo di Monuments è come una specie filastrocca di due versi, ripetuti più volte. All monuments of men/ they’re sinking in vain/ tiny moments of mine/ they’re floating in space. I monumenti degli uomini che si perdono nell’oblio, piccoli attimi di vita che rimangono – e fluttuano – nello spazio. In un fatiscente condominio di carta si consumano vite solitarie, tristi e arrabbiate. Una bambina passa il tempo guardando fuori dalla finestra; il topo, nella sua tana, fuma la pipa; un uomo sta tentando il suicidio; una coppia fa sesso senza alcuna emozione, mentre una signora ascolta il tutto con morbosa attenzione dall’altra parte del muro; all’ultimo piano, infine, un uomo guarda la tv, dove si vedono scorrere solo immagini di disastri e incidenti. Vicino al palazzo, un operaio, impegnato in un lavoro di manutenzione, scivola da un palo e rimane attaccato a un filo, sospeso in aria. L’uomo davanti alla tv se ne accorge e chiama subito la polizia. I condomini accorrono alle finestre per vedere cosa sta succedendo. Arriva un elicottero della tv. Il cameraman/microfonista/intervistatore accende le luci sullo spettacolo dell’operaio che perde la presa e precipita. Invece di aiutarlo, ne documenta la caduta con entusiasmo. Nel condominio qualcosa è cambiato. L’uomo che tentava il suicidio ha riscoperto la voglia di vivere. La coppia ha ritrovato l’armonia. Si segue con partecipazione l’evento trasmesso in tv. All’ultimo momento, però, l’operaio riesce a salvarsi, rimanendo attaccato a un gancio. L’ira dei condomini per il lieto fine è incontenibile, mentre il topo se la dà a gambe. Il palazzo si incrina, si rompe e crolla sul povero operaio.

Yellow è il nome del cortometraggio d’animazione di Ivan Rusev, scelto da Yann Tiersen come video per il singolo Monuments, tratto dal recente album Skyline e prodotto dalla Mute Records. La tecnica impiegata da Rusev è il cutout, ovvero l’utilizzo di ritagli di superfici di carta per realizzare collage visivi da fotografare a passo uno (la stessa cosa succedeva nel cartone animato South Park). Yellow è un microcosmo bidimensionale a tinte gialle e marroni nel quale abita una porzione d’umanità scialba e depressa, per la quale un evento come la caduta nel vuoto di un uomo può rappresentare un palliativo (o valvola di sfogo) per la solitudine, per la mancanza di comunicazione, per la rabbia. Rusev, con un disegno scarno e tagliente, mette in scena l’oppressiva dipendenza mediatica dell’uomo, declinandolo nei suoi personaggi animati. Mischia il grottesco al tragico e al comico, ispirandosi alla scrittura umoristica dell’autore russo Daniil Charms. La stilizzazione del caratteri veicola il discorso del regista bulgaro. Qui, allora, si installa il dialogo tra l’animazione di Rusev e la delicata canzone di Tiersen, modulata su cori di voci e accompagnamenti di sintetizzatori vintage: un dialogo essenziale, e non per questo meno significativo, sulla consistenza (e l’inconsistenza) di alcuni monumenti degli uomini.

© CultFrame 12/2011

 


CREDITI

Brano: Monuments / Interprete: Yann Tiersen / Regia, design, sceneggiatura, animazione: Ivan Rusev / Etichetta: Mute Records

LINK
Ivan Rusev su Vimeo
Il sito di Yann Tiersen
Mute Records

 

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