MAXXIinWeb. La rassegna di incontri per seguire l’arte contemporanea sul web. Incontro con Olivo Barbieri

di Valentina Trisolino

Il 17 novembre 2011 si è svolto al MAXXI il sesto appuntamento di MAXXIinWeb, la rassegna di incontri per seguire l’arte contemporanea sul web. L’evento promosso da Telecom Italia ha come scopo principale mettere in connessione l’arte contemporanea e la tecnologia, in questo caso il web, cercando inoltre di comprendere il legame formatosi nel corso dell’attuale era digitale tra l’arte e il mondo delle scienze tecnologiche. Tutto ciò realizzato con una formula originale ma assolutamente non inedita, in special modo in altri paesi esteri dove il mondo del web ed il suo infinito potenziale vengono utilizzati massicciamente.

Ad ogni incontro viene invitato a parlare del suo lavoro un artista il quale risponde non solo alle domande del moderatore o del pubblico presente fisicamente all’incontro ma anche da chi segue in real-time l’incontro dalla rete di internet. Un luogo fisico, l’auditorium del museo, e un luogo virtuale, il web, che si incontrano e che lo scorso giovedì hanno posto sotto i loro riflettori il lavoro di Olivo Barbieri, uno degli artisti-fotografi italiani più conosciuti nel mondo. Famose le sue vedute aeree delle città e delle metropoli come Beijing, New York, e la stessa Roma.

Sia Margherita Guccione, direttrice del MAXXI Architettura, che Francesca Fabiani, curatore e responsabile delle collezioni di fotografia del MAXXI, hanno subito rotto il ghiaccio entrando nel vivo dell’arte fotografica di Barbieri, quella più attuale e conosciuta, appunto la serie sulle città dal titolo Site Specific. È emersa una conversazione per alcuni aspetti interessante, ad esempio quando la Fabiani ha cercato di inserire il lavoro sulle città di Barbieri in un quadro artistico, per giunta tutto italiano, molto più ampio e che trae le sue origini all’inizio degli anni Ottanta e successivamente sviluppatosi negli anni Novanta del secolo appena trascorso. L’interesse per la città vista come cartina di tornasole in relazione ai cambiamenti della società contemporanea è uno dei temi fondamentali della fotografia del nostro paese. Tantissimi autori, da Basilico a Mimmo Jodice a Vitali solo per citare i più famosi, hanno traslato il loro obiettivo dal paesaggio alla realtà urbana. Uno sguardo che per molti di questi autori è posto dall’alto, per alcuni ad un’altezza ancorata al terreno attraverso torri o palazzi, per altri è una distanza più ampia, aerea come in Barbieri. In tutti c’è l’esigenza di cercare un distacco che possa permettere allo sguardo di estraniare la propria percezione del luogo, una distanza che stabilisce un equilibrio tra il punto di vista e il mondo, fattore quest’ultimo essenziale nella fotografia cosiddetta di paesaggio.

Olivo Barbieri con la sua esperienza trentennale nel campo artistico-fotografico ha saputo trovare una sua cifra nelle immagini che ritraggono le città con una tecnica di cui egli stesso ha coniato il nome: fuoco selettivo, uno sfuocato che rende le vedute urbane dei modellini, quasi una trasformazione del reale in qualcosa di sintetico ed artificiale.

Ovviamente la maggior parte delle domande del pubblico in sala e provenienti dal web si sono concentrate sulla tecnica con cui Barbieri ha realizzato i suoi lavori, confermando purtroppo l’interesse per la maggior parte delle persone per come viene fatta un’opera più che per i contenuti veicolati. Le classiche e scontate domande in relazione agli obiettivi utilizzati e alle tecniche di postproduzione non sono altro che quesiti superficiali che non scavano dentro la questione e che gli artisti si trovano spesso e malvolentieri a sciogliere. Ciò è ancora più evidente e, oseremmo dire, deprimente, nel mondo della fotografia la quale per sua natura deve necessariamente dotarsi di una strumentazione tecnica. Non poteva inoltre mancare l’ovvia domanda che nel mondo della fotografia impera da una decina di anni: ‘quali cambiamenti e ipotetiche rivoluzioni ha portato la fotografia digitale?’ Anche Barbieri come moltissimi altri fotografi di livello ha risposto nello stesso identico modo: ‘il digitale non ha portato alcuna rivoluzione, non è cambiato nulla’. Il fotografo ha anzi insistito sulla questione facendo riflettere il pubblico sul fatto che si fotografa come due secoli addietro e che si catturano le immagini ancora oggi attraverso le lenti.

Tra tutte le domande poste durante l’incontro una è stata quantomeno interessante perché focalizzata sul rapporto tra Barbieri e un altro grande della fotografia italiana contemporanea: Luigi Ghirri, colui che, negli anni Ottanta, è riuscito a raccogliere intorno a sé un gruppo di amici-fotografi interessati al paesaggio. Barbieri, di origine emiliana come Ghirri, è stato uno di questi. Nel rispondere con reticenza a tale domanda ha ribadito il suo rapporto di amicizia con Ghirri ma non di sudditanza intellettuale. Questa è una questione annosa tra molti fotografi che hanno avuto un rapporto con Luigi Ghirri. Ciò perché molta storiografia passata ha innalzato quest’ultimo come il mentore della fotografia italiana di paesaggio non dando invece risalto all’humus che in quegli anni si stava formando, nonché ai giovani fotografi che autonomamente si interessavano di paesaggio e di fotografia grazie anche all’apertura verso la fotografia internazionale, in special modo americana.

Il prossimo appuntamento MAXXIinWeb è giovedì 24 novembre con Francesco Vezzoli.

© CultFrame 11/2011

 

IMMAGINI
1 © Olivo Barbieri. Beijing, China 2008. Inkjet print on archival paper, cm 160×152. Courtesy Yancey Richardson Gallery new York
2 © Olivo Barbieri. site specific_CATANIA 09. Inkjet print on archival paper, cm 111×146,1. Courtesy Yancey Richardson Gallery new York

LINK
CULTFRAME. Quattro. Olivo Barbieri, Vittore Fossati, Guido Guidi, Walter Niedermayr in mostra a Modena
CULTFRAME. Side Effects. Un libro di Olivo Barbieri, Francesco Jodice, Armin Linke
Telecom Italia/MAXXINWEB – Il calendario di tutti gli incontri
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Fondazione MAXXI, Roma

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3 commenti su “MAXXIinWeb. La rassegna di incontri per seguire l’arte contemporanea sul web. Incontro con Olivo Barbieri”


  1. benedetta cestelli

    circa la conferenza di Barbieri al MAXXI la mia impressione è che a forza di dare ascolto a questo incredibile mezzo di comunicazione che è il web si è rischiato di non raccogliere le domande di coloro che erano in sala e che erano i più motivati a sentire Barbieri parlare del suo lavoro. I pochissimi che hanno potuto alzare la mano infatti, e cioè solo due persone, hanno posto domande puntuali e interessanti permettendo al fotografo di approfondire alcuni punti che non erano chiari; invece tra le domande o meglio considerazioni che venivano dal web si sono sentite banalità e generalismi che forse sarebbe meglio evitare

  2. “confermando purtroppo l’interesse per la maggior parte delle persone per come viene fatta un’opera più che per i contenuti veicolati”: assolutamente vero, ottima osservazione!

    Anna


  3. Valentina Trisolino

    Il web è un grande mezzo di comunicazione nel senso che riesce a mettere in connessione persone e saperi, anche i più disparati. Non lo bistratterei tanto. Giusto però affermare che non debba essere l’unico esistente. L’approfondimento credo sia tutt’altro, forse perché ha bisogno di tempi differenti, più lenti. In questi caso credo che la sinergia di più metodi sia la scelta più interessante e contemporanea.

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