Dark Horse. Un film di Todd Solondz. 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Concorso

todd_solondz-dark_horseI matrimoni, specie quelli di persone che non ci sono vicine, non sono forse le situazioni sociali più stranianti, noiose e raggelanti? Proprio, con un ricevimento post cerimonia, decisamente delirante, si apre il film di Todd Solondz Dark Horse. Nella sala da banchetti dove diverse persone si dedicano a una danza non tra le più coinvolgenti e armoniose, due anime fuori contesto, due emarginati allo sbando (interiore), incrociano i loro destini e forse anche i loro sentimenti.

La dimensione del racconto è algida, dura, cinica. Solondz organizza una narrazione totalmente scarnificata, ripulita da ogni inutile aggiunta linguistica e drammaturgica. Il regista sottrae, toglie di scena, edifica una linea espressiva nella quale trionfano silenzio e pause lughissime. Anche gli aspetti registico/visuali rispondono a questa esigenza di freddezza e minimalismo. Inquadrature funzionali alla vicenda, interni americani borghesi e plastificati, colori netti e ben separati, esterni che rappresentano con chiarezza la civiltà dei consumi (anche se almeno in un caso il marchio di una nota azienda viene oscurato). E inoltre, dialoghi surreali e squallidi, relazioni interpersonali governate da rabbia repressa e da angoscia esistenziale. Infine, rapporti familiari non sani che producono rancori e atroci incomprensioni.

Insomma, Solondz dipinge la “tranquilla” esistenza di una famiglia-tipo della provincia americana come una sorta di corto circuito perenne che determina l’emersione di un non senso pari solo all’ingiustizia che colpisce sempre e solo “i soliti noti”. Il personaggio centrale, un uomo che vive ancora in una dimensione quasi infantile, è infatti bersaglio continuo di un male che si annida dovunque, anche nelle situazioni apparentemente più rassicuranti e facili da gestire.

Dark Horse è un film che porta alla luce attraverso uno stile para-ordinario (ma in realtà finemente elaborato) la condizione che vive ogni essere umano nel momento in cui avverte la sua estraneità al sistema, una condizione di sofferenza, questa, che genera un devastante disagio interiore. In tal senso, Solondz non racconta poi una storia così straordinaria, anzi con notevole coraggio, e grazie a un sottile rigore formale, pone lo spettatore davanti alla tristezza della normalità e al penoso squallore del presunto benessere che produce, invece, alienazione e solitudine.
Gli interpreti principali, Justin Bartha, Selma Blair, Mia Farrow Jordan Gelber, sotto la direzione di Solondz, costruiscono dei personaggi rigidi umanamente, bloccati nella loro depressione e tragicamente legati all’anonimato che caratterizza il loro lavoro e le loro giornate. Una nota di merito va a Christopher Walken, attore in grado di reggere inquadrature molto lunghe semplicemente sfruttando l’inquietante inespressività del proprio sguardo.

Il destino crudele e implacabile che porta come conseguenza la fine di tutto arriva alla conclusione del film come una liberazione per il personaggio cardine ma anche per lo spettatore, il quale lungo gli ottantacinque minuti della vicenda non può fare a meno di pensare alla propria vita e a quando ha percepito per la prima volta la grottesca e drammatica inutilità dell’orgoglio individuale, delle ambizioni professionali, dell’appagamento sentimentale, della vita sociale e del riconoscimento da parte degli altri delle proprie qualità.

CultFrame 09/2011


TRAMA

Un uomo ormai più che adulto vive ancora una condizione di tipo infantile. Vive a casa con i genitori, lavora (si fa per dire) con il padre, è appassionato di giocattoli. Le cose sembrano prendere un’altra piega, quando l’ex ragazzo sembra aver incontrato la donna della sua vita. Farà di tutto per conquistarla e forse alla fine riuscirà nel suo intento. Ma il destino crudelo lo aspetta dietro l’angolo.

CREDITI
Titolo: Dark Horse / Regia: Todd Solondz / Sceneggiatura: Todd Solondz / Fotografia: Andrij Parekh / Montaggio: Kevin Messman / Scenografia: Alex Digerlando / Musica: Michael Hill / Interpreti: Justin Bartha, Selma Blair, Mia Farrow, Jordan Gelber, Donna Murphy, Christopher Walken / Produzione: Double Hope Films / Paese: USA, 2011 / Durata: 85 minuti

LINK
CULTFRAME. Perdona e dimentica. Un film di Todd Solondz
CULTFRAME. Perdona e dimentica. Intervista al regista Todd Solondz
Filmografia di Todd Solondz
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia