Carnage. Un film di Roman Polanski

roman_polanski-carnageDa quell’inferno sartriano – “gli altri” – spesso non possiamo sfuggire. Ci si specchia, nostro malgrado, nei loro occhi e, sovente, scorgiamo ciò che non vorremmo mai vedere, il riflesso di noi stessi messi a nudo, nella meschinità e nel pregiudizio, nella povertà di spirito e nell’ignoranza; in ultima analisi nella nostra più fragile e fallace natura umana. Polanski, che di quest’ultima è non solo grande conoscitore ma sottile “scarnificatore”, dalla pièce di Yasmina Reza (qui in veste di co-sceneggiatrice con il regista) Il Dio della carneficina, mette in scena – letteralmente – un dramma lacerante.
L’incontro tra due coppie di genitori che si vedono costretti a risolvere una zuffa tra i loro figli si trasforma, ben presto, in una lotta senza esclusione di colpi, in un crescendo di violenza verbale (e non solo) in cui le parole, spremute di veleno, saettano come frecce mirando dritte al cuore dell’altro, chiunque egli sia, senza differenza tra l’estraneo o il partner.

Carnage è una guerra in tempo reale, il cui passaggio delle ore è suggerito dal solo cambio di luce proveniente dall’esterno, dove si affrontano l’idealista Penelope e il rude marito Michael, con la raffinata Nancy e il cinico consorte Alan.
Due coppie profondamente diverse, per provenienza e formazione, che Polanski intrappola in uno spazio chiuso, sembra offrirgli una via di fuga nei ripetuti commiati iniziali ma, crudelmente, trattiene lì, tra l’imbarazzo e l’irritazione, costringendoli a guardarsi in faccia e parlarsi per quella che sembra, sulle prime, una distratta cortesia. Come estranei che si incontrano in ascensore, i quattro si scrutano con indifferente educazione, convinti che ben presto varcheranno la soglia di quel luogo di passaggio per tornare alla loro solita vita, senza sapere che, stavolta, sono solo all’inizio di quello che – definiranno poi – “il giorno più brutto della vita”.

La frustrazione di Penelope e la rozzezza mal dissimulata di Michael, insieme al rigido conformismo di Nancy e all’impudenza di Alan, tracciano invisibili linee di quella che si rivelerà una perfetta, quanto spietata, geometria di miseria umana.

Il regista franco-polacco dirige magistralmente due coppie di autentici fuoriclasse, oppone i loro caratteri, li incastra, li scontra e li esplode in un alternarsi di fugaci alleanze e feroci contrasti. Ad una Winslet meravigliosamente instabile contrappone il furore isterico della Foster, mentre lega in una sarcastica solidarietà maschile i due mariti, personaggi al limite del disprezzo per le loro stesse compagne.

Rancore e veleno, rabbia e livore prendono alla gola, minuto dopo i minuto, i quattro protagonisti. L’aria si fa densa e tossica e sembra impossibile respirare se non tra il sibilo continuo di parole al vetriolo: parlate, urlate, sputate via come disgustosi bocconi. E se Nancy riesce a vomitare (non solo in senso metaforico) la sua mortificazione di donna e di madre,  gli altri buttano fuori la propria tra alcool e lacrime.
Carnage
è un dramma straziante, di sublime tragicità dove l’ironia e la risata affondano la lama ancor più in profondità di un fendente che fisicamente ferisce; è la strage senza sangue che attrae, perversamente, gli umani nell’essere vittime e, al contempo, carnefici in balia di un funesto senso di colpa.

© CultFrame 09/2011


TRAMA

Due ragazzini che si pestano danno l’occasione a Penelope e Michael Longstreet, genitori della “vittima”, e a Nancy ed Alan Cowen, genitori dell’”aggressore”, di incontrasi per risolvere la faccenda in modo civile. Le due coppie si vedono a casa dei Longstreet e sembra che la questione possa sistemarsi senza problemi. In realtà, dopo i primi scambi di battute, i quattro iniziano a mostrare le loro profonde differenze e la discussione sfocerà in un vero e proprio gioco al massacro.


CREDITI

Titolo: Carnage / Regia: Roman Polanski / Sceneggiatura: Roman Polanski, Yasmina Reza basato sul testo teatrale Le Dieu du Carnage di Yasmina Reza / Fotografia: Pawel Edelman / Montaggio: Hervé De Luze / Scenografie: Dean Tavoularis / Interpreti: Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly / Produzione: Said Ben Said / Distribuzione: Medusa / Durata: 79 minuti

LINK
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Filmografia di Roman Polanski
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Medusa

2 commenti

  1. Grazie a tutti gli inviati al Lido per le preziose recensioni veneziane che ci guideranno per tutta la prossima stagione cinematografica: questo “Carnage” sembra davvero uno dei primi film da recuperare, speriamo la Mostra prosegua con questo buon livello..continueremo a seguirvi!

  2. Esiste la verità? e’ quella di Alan che ha visto in Congo i bambini soldato addestrati ad uccidere e in confronto a questa realtà e a quella di tutte le stragi che da sempre si sono compiute i denti rotti del figlio di Penelope e Michael è davvero poca cosa, oppure è quella di Penelope che in nome del progresso rivendica quella che dovrebbe essere una ormai consolidata concezione del rispetto e della civile convivenza? Michael è davvero un mediocre, come afferma sibilando la moglie, oppure è l’unico ad avere una prossimità molto reale con le cose, tanto che alla fine riesce a far funzionare il cellulare di Alan? Questo è uno dei piani su cui si muove questo film, oltre a quello, principale, dei conflitti di coppia. Anzi, è un film che quelli che hanno problemi all’interno della loro convivenza dovrebbero vedere, cioè tutti. Una delle affermazioni più divertenti? Ivanhoe e Jon Whaine sono complementari.

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