Identità virtuali. Una mostra a Firenze

cooper_robbie-immersionL’ultimo progetto del Centro d’Arte Contemporanea Strozzina è l’esposizione Identità virtuali, che si connota come una proposta di riflessione sull’impatto della cultura digitale nella ridefinizione dell’identità individuale e collettiva. Pare evidente come tale riflessione, nell’odierna società della comunicazione, non possa che riguardare un’interrogazione sulla spettacolarizzazione dell’identità stessa, ridotta in senso virtuale a mero deposito di dati circolanti in un costante flusso di informazioni. Il tema viene declinato dai vari artisti con un’attenzione specifica al rapporto tra uomo e tecnologia, nel tentativo di chiarire le caratteristiche e le conseguenze sul piano identitario di una relazione continuativa con i nuovi media.

La serie fotografica Paris Street View di Michael Wolf indaga le potenzialità del paradossale rapporto tra arte e tecnologia digitale, attraverso l’utilizzo di Google Street View come fonte per il reperimento delle immagini della città di Parigi. Nelle fotografie di Evan Baden la vera protagonista è invece la luce degli schermi dei diversi supporti tecnologici, che svela teatralmente i volti in primo piano di giovani letteralmente rapiti dal mondo virtuale. Nel video Immersion, anche Robbie Cooper affronta il tema del confronto emotivo tra individuo e mondo digitale, soffermandosi sul carattere di schermo che vengono ad assumere proprio i volti reattivi di bambini coinvolti nella realtà alternativa dei videogiochi.

evan_baden-lila_with_nintendoUn altro aspetto del rapporto tra uomo e tecnologia è sicuramente quello della vulnerabilità dell’identità di fronte al controllo, di cui, spesso per ragioni di finta sicurezza, le nuove tecnologie diventano strumento, come illustra il video The Catalogue di Chris Oakley attraverso il sistema di videosorveglianza di un grande magazzino. La questione della tracciabilità dei dati personali è centrale nella riflessione del designer Nicholas Felton, il quale realizza una sorta di archivio costituito di diagrammi e tabelle, documentazione ossessiva di tutte le sue attività quotidiane, in uno sforzo di oggettivazione della propria identità ridotta a mero accumulo di dati. Un accumulo oggettivo di dati è anche quello che resta di noi nella rete dopo la morte, come dimostra l’installazione incentrata sul tema della memoria virtuale realizzata dal collettivo etoy.CORPORATION.

L’installazione multimediale Metropath(ologies) del Sociable Media Group permette una vera e propria visualizzazione dei frammenti di informazioni rintracciabili online collegati a ogni persona che inserisca il proprio nome nel sistema, evidenziando l’aspetto di messa in scena pubblica dell’io virtuale. La videoinstallazione Hello World! di Christopher Baker è pensata invece come un monumentale puzzle di video costituiti da videomessaggi di singoli destinati a un pubblico anonimo. L’effetto di grande impatto scenico dato dalla moltitudine di voci sovrapposte in un indistinto rumore di fondo ci restituisce la misura paradossale del collasso causato da una comunicazione autoreferenziale.

Chiarito che il rapporto vissuto dall’individuo con la rete fa emergere indubbiamente un Io frammentato e ben circoscrivibile a quel simulacro di realtà che è il virtuale, resta un interrogativo aperto indirettamente dalle opere presentate. La realtà virtuale è davvero, come vogliono alcuni, una realtà diversa e nuova che ci offre possibilità e modi per esprimere la pluralità degli aspetti del nostro io frammentato, oppure con il suo aspetto seduttivo ci assorbe passivamente, restituendoci nostro malgrado un’immagine dell’identità non solo spettacolarizzata, ma svuotata e banale?

© CultFrame 06/2011


IMMAGINI

1. Cooper Robbie, Immersion, video still, 2008, Courtesy l’artista / the artist
2. Evan Baden, Lila with Nintendo DS, 2007, C-Print on plexiglass, Courtesy l’artista / the artist

INFORMAZIONI
Identità virtuali / A cura del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina
Dal 20 maggio 2011 al 17 luglio 2011
Palazzo Strozzi / Piazza Strozzi, Firenze / Telefono: 055.2776461
Orario: martedì – domenica 10.00 – 20.00 / giovedì gratuito 18.00 – 23.00 / chiuso lunedì
Biglietti: intero € 5,00 / ridotto € 4,00
Catalogo: Silvana Editoriale

LINK
Strozzina – Centro di Cultura Contemporanea, Firenze