Le donne del 6º piano. Un film di Philippe Le Guay

philippe_le_guay-donne_sesto_pianoSolitamente, al sesto e ultimo piano degli stabili parigini si trovano le chambres de bonne, camere singole oggi affittate a studenti squattrinati per prezzi esorbitanti. Fino a non molto tempo fa, in quegli spazi angusti dimoravano le domestiche in servizio presso le famiglie dell’abitato. Nel film di Le Guay, un vivace gruppo di donne di servizio spagnole si muove in questo universo diviso in due, tra salotti alto borghesi da spolverare e bugigattoli a cui tornare la sera dopo il lavoro. La pellicola segue in modo particolare la storia di Maria, appena arrivata a Parigi e assunta presso Jean-Louis (Fabrice Luchini) e Suzanne Joubert (Sandrine Kiberlain). Attraverso l’amicizia e l’attrazione che prova per Maria, Jean-Louis inizia ad avvicinarsi alla cultura spagnola, a studiare la lingua, a mangiare paella e chorizo e a frequentare l’allegra brigata del sesto piano, scoprendo i disagi quotidiani in cui vivono le donne immigrate ma anche la loro enorme vitalità e generosità.
Le donne del 6º piano oscilla con grande leggerezza e autoironia tra realtà e favola, giocando con personaggi e situazioni stereotipate (ricchi e poveri, Nord e Sud, freddezza parigina e calore mediterraneo…) il cui ridicolo emerge chiaramente anche attraverso l’uso della colonna sonora spagnoleggiante e di una fotografia che oppone i colori freddi degli interni borghesi e quelli caldi degli appartamenti delle ragazze.

Presentato fuori concorso al Festival di Berlino 2011, il film ha deluso quanti avrebbero desiderato una morale della favola chiara e militante basata sull’irriducibile conflittualità tra le classi sociali. Qui siamo piuttosto di fronte al racconto di formazione di un bambinone attempato a cui Fabrice Luchini presta meravigliosamente la sua maschera e il suo talento comico. Tutto il film si regge su di lui, che dopo Potiche si trova nuovamente calato nei panni del riccastro alle prese col proletariato. Attorno a Luchini ruota un cast di attrici tra cui spiccano Lola Dueñas nei panni di una scettica militante comunista e Carmen Maura, incisiva benché in una parte un po’ sacrificata.
La pellicola non è comunque scevra di aspetti politici: il personaggio di Jean-Louis/Luchini penetra nel mondo sconosciuto delle donne immigrate arrivando così a fare chiarezza nella propria vita e a riappropriarsi di un’emotività da sempre soffocata. Sebbene con toni leggeri e in forma di commedia, Le donne del 6º piano tratta quindi a modo suo il tema della comprensione e della solidarietà tra francesi e migranti, proprio come il recente Tutti per uno di Romain Goupil dove un gruppetto di bambini fugge di casa per proteggere l’amica cecena a rischio di rimpatrio architettando così un’efficace forma di protesta e una dimostrazione di vicinanza con i sans papier.

© CultFrame 06/2011


TRAMA

Siamo negli anni Sessanta, nella Francia di De Gaulle e in una Parigi in cui le donne di servizio sono spesso donne spagnole in fuga dalla povertà e dalla guerra civile. Spagnola è anche la giovane Maria, la domestica neoassunta dei coniugi Joubert. Invaghitosi di lei, Jean-Louis Joubert si avvicina al mondo delle lavoratrici spagnole solidarizzando e arrivando anche a cambiare radicalmente la propria vita.


CREDITI

Titolo: Le donne del 6º piano (Les femmes du 6e étage) / Regia: Philippe Le Guay / Sceneggiatura: Philippe Le Guay, Jérome Tonnerre / Fotografia: Jean-Claude Larrieu / Montaggio: Monica Coleman / Scenografia: Pierre-François Limbosch / Musiche: Jorge Arriagada / Interpreti: Fabrice Luchini, Sandrine Kiberlain, Natalia Verbeke, Carmen Maura, Lola Dueñas/ Produttore: Vendome Production / Distribuzione: Archibald / Paese: Francia / Anno: 2010 / Durata: 100 minuti

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Filmografia di Philippe Le Guay
Archibald

5 commenti

  1. Ho visto il film e mi ha fatto molto piacere vederlo, è stato anche molto rilassante. L’articolo è scritto molto bene e ne fà un quadro preciso e completo, in tutti gli aspetti. Mi piacciono molto i film che curano l’aspetto della comunicazione e arricchimento culturale.
    Grazie
    m.r.

  2. non ricordo di aver visto altro di Philippe Le Guay , ne le donne del 6° piano mi pare abbia diretto con mano sicura centrando l’obiettivo di una commedia brillante e ironica.Per carità , viene fuori la solfa dei Francesi classe dominante, il protagonista fa il banchiere , mi pare o l’agende di cambio che abita in un palazzo dove pressappoco sono tutti richi sfondati poiche al 6° piano vivono varie domestiche molto probabilmente per altrettante famiglie.
    Siamo alla vigilia del 68″ e i poveri d’europa,compresi gli Italiani, si erano già sparsi per i vari paesi dove l’economia tirava. La trovata del film è che parla di una fetta sociale precisa; delle donne spagnole, un aspetto sconosciuto altrove. Comunque la levità della sceneggiatura è sorprentende ma mi sarei aspettato un film più contemporaneo magari con donne Moldave o Rumene che badano ai nostri vecchi soli e malati. Speriamo in seguito.

  3. Sì in effetti anch’io mi sarei aspettata un film più contemporaneo. Inizio molto carino alla Almodovar, peccato che poi diventi una commedia sessista con il vecchio maiale che spia la cameriera nuda, tratta la moglie in maniera ignobile e poi naturalmente, come da fantasia maschile, la bellissima e giovanissima protagonista si innamora del vecchio (che da parte sua, per farsi amare, non fa che utilizzare la sua ricchezza e influenza per accontentare Maria e le sue amiche) e addirittura lo aspetta per tre anni, neanche fosse l’unico uomo sulla faccia della terra. Per tutto il film non si fa che ripetere quanto le donne alto borghesi siano “delle morte”, ma alla fine le cameriere vogliono le stesse cose: arrivare al benessere. Qualità maggiore delle donne spagnole del film: servire senza lamentarsi, col sorriso sulle labbra. Che tristezza. E che tristezza vedere la grande Carmen Maura relegata in una particina, ma d’altronde, come da “morale” del film: spazio alla bellona, gli uomini vecchi (con denti finti come quelli dell’attore) hanno bisogno di carne fresca.

  4. …quando il cinema fornisce spunti di discussione e approfondimento: “Le donne del sesto piano” sarà proiettato il 18 febbraio alla Cité Nationale de l’Histoire de l’Immigration (CNHI) di Parigi in occasione di una giornata di studi dedicata all’immigrazione femminile dalla Spagna alla Francia negli anni Sessanta. Dopo la proiezione, del film discuteranno in lingua spagnola Isabel Parra, presidentessa dell’Asociación Cultural Española de Noisy le Sec, Amparo Martinez, della FACEEF(FEDERACION DE ASOCIACIONES Y CENTROS DE EMIGRANTES ESPAÑOLES EN FRANCIA), Pilar Fernández, presidentessa de la Casa de España de la Región Parisina e Bruno Tur, storico e membro del “Centre de Recherches Ibériques et Ibéro Américaines (CRIIA,Université de Nanterre)”.

  5. Nel film si accenna anche al passaggio dalle ondate di portoghesi immigrate in Francia a quelle di spagnole: ricordo anche “Mystic Pizza” (1988) con Julia Roberts nella parte di una cameriera di origine lusitana che si fidanza con un giovane figlio di papà nella cui casa serve una “portoghese”. L’immigrazione femminile di quelle che diventarono donne di servizio si spinse in certi anni anche in Usa (qui: Mystic nel Connecticut) e ancora oggi è un fenomeno globale…

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