Design Miami / Basel 2011

jonathan_monk-mari_thirteenQuarantatre tra le più famose gallerie di design mondiali, 8 gallerie indipendenti ed emergenti con solo show di un designer o di uno studio, una sezione speciale, Satellites, con protagonisti autori tra i più pubblicati dalle riviste di settore (come l’olandese Hella Jongerious) e una sezione di dibattiti e conferenze moderati da Joseph Grima, nuovo direttore della rivista Domus e Felix Burrichter, direttore e art director di Pin-Up. Questi i numeri della sesta edizione di Design Miami a Basel, proprio accanto alla sorella maggiore, Art Basel, fino al 18 giugno 2011, nella hall 5 di Messe, il quartiere fieristico della città svizzera.
Su due piani (le gallerie centrali si estendono su quello fronte strada, la sezione talk e Design On Site sulla ampia e ben disegnata balconata superiore, Satellite si divide tra l’ingresso al padiglione e una generosa porzione tra le gallerie centrali), Design Miami/Basel è cresciuta, e molto, dall’edizione svoltasi a dicembre scorso a Miami e segnata dal cambio della guardia al ponte di comando. L’impronta della nuova direttrice, Marianna Goebl (ex manager della comunicazione di Vitra, insediatasi a febbraio scorso), ha portato una strutturazione  più forte e autorevole di contenuti e un roster di espositori di maggiore qualità rispetto a quanto confezionato, negli anni, dalla precedente direttrice, Ambra Medda: una curiosa crasi tra socialite di ottima provenienza e “groupie” del settore più che vero e proprio manager.

Importanti ritorni tra gli espositori, o addirittura nuove presenze scelte tra i player europei più importanti al mondo. Innanzitutto il tema, che caratterizza questo salone bouquet, che in nulla (dimensioni, scelte espositive) è simile alle fiere di design comunemente intese (Fuorisalone milanese, Colonia, Berlino, etc). Le edizioni limitate di giovani od affermati design viventi (più spesso addirittura pezzi unici e commissioni create per l’occasione) si alternano a proposte vintage, di pezzi di grandi maestri datati inizi Novecento e successivi. Le gallerie li presentano insieme, ognuna avendo cura di selezionare un tema forte, che a noi è parso soprattutto quello del saper fare, di una profonda e consapevole ricerca sui materiali, in alcuni casi concentrandosi su una particolare tecnica produttiva o su un’artigianalità spinta dell’autore del pezzo o della collezione.

All’ingresso del padiglione, campeggia un’installazione-performance offerta dalla galleria Patrick Seguin, francese, specializzata in design ed architettura. Una squadra di operai monta ogni giorno (e smonta ogni notte) un bungalow 6X6 metri firmato da Jean Prouvé per le vittime della guerra in Lorena.
Tra i nuovi arrivi in fiera, sempre da Parigi, la Galerie Doria ha uno dei pezzi vintage più affascinanti, quattro sedie a sdraio di metallo colorato (con affascinanti, grassi e tondi tubolari turchese) e tessuto, autore Rob Mallet-Stevens, datate 1924: prodotte per un arredamento su commissione di una famosa magione, la Villa Noailles, che fu anche set cinematografico per Man Ray, sono un fantastico esempio di Bauhaus alla francese, della corrente dell’Union des Artistes Moderne (UAM). La Galleria Gabrielle Ammann presenta curiose gabbie/luci (una con un cuscino ricamato che respira, ad attendere un uccello fuggito) di Rolf Sachs e le curiose creazioni assemblate di Florian Borkenhagen, già presentato anche a Design Miami: panche-carrelli e sedie carriole.

E’ David Gill ancora una volta il migliore nella spinta alla ricerca di autori e tecniche: una tra le maggiori gallerie di design al mondo, di base a Londra dal 1987, propone in fiera nuove commissioni firmate da Zaha Hadid, Mattia Bonetti, Fredrikson Stallard, Alexander Taylor, Reinier Bosch, Barnaby Barford. Quest’ultimo firma uno speccho di ceramica e alcuni curiosi centrotavola, sempre di ceramica. Lo specchio ha una corona di rose rosse incastonate su una cornucopia di curiose figurine: all’avvicinarsi si scopre che si tratta di pin-up nude od in pose erotiche, mentre i centrotavola (sculture a forma di letti con tante persone che si intravedono spuntare dalle lenzuola insieme a sex toys di vario genere), dalle proporzioni e dai colori perfetti, sono una risposta, pop e raffinata insieme, alle sculture di Jeef Koons e a quello che tentano, male, di raccontare circa vizi e virtù umane. Da Vivid, Rotterdam (la galleria è diretta dalla moglie di Aad Krol, insostituibile ed infaticabile mente di Designws, uno dei siti di settore più frequentati), alcuni dei pezzi artigianali più forti: ad esempio lo Studio Glithero, londinese, si esercita sulla mattonella. Usando una tecnica di stampa tipica del mezzo fotografico, hanno creato un pattern di fili d’erba (niente altro che l’erba fuori il loro ufficio, fotografata e stampata a specchio, quindi il pattern si ripete in maniera controllata) su fondo Blu olanda a formare un quadro di piastrelle di circa due metri  per due. Le piastrelle non vengono vendute in altre modalità, ad esempio a pezzo, solo come un quadro decorativo. In edizione di sei, una composizione è stata venduta in apertura di fiera, durante il giro dei collezionisti.

Il design da collezione si estende anche ai gioielli. Una delle migliori gallerie di settore è la americana Ornamentum, presente anche all’appuntamento di Miami della scorsa edizione. La collezione migliore allo stand è firmata dal trentacinquenne uzbeko Sergey Jivetin, di stanza a New York: l’artista porta alle estreme conseguenze la selezione sui materiali. Accanto ad un anello/nuvola con tanto di gocce di pioggia realizzato in nitinol – come ci racconta Stephan il direttore di Ornamentum, “si tratta del principe dei materiali high-tech” – lo stesso autore espone una collezione di anelli realizzata con uova, vere e svuotate, e fibra di carbonio e una straordinaria collana fatta di pezzi di porcellana tenuti insieme da snodi di silicone fatti a sbuffo che ricordano il tema della nuvola presente nell’anello high-tech. Da non perdere, nella stessa galleria, sulla parete esterna dello stand, la collezione di anelli-scultura (tutti ovviamente portabili) Seven Deadly Sins – dalle serpi alle siepi di lingotti d’oro.

ron_gilad-mirror_xDa Dilmos, new entry alla fiera direttamente da Milano, è protagonista la fusione di metallo e di vetro. Anche se presenta autori storici come Danny Lane che firma un tavolo di liste di vetro blu oltremare, il pezzo più forte e poetico è un armadio firmato da Andrea Salvetti, artista/designer e visionario scultore di Lucca. Parte di una collezione presentata, sempre da Dilmos, al Fuorisalone 2011, si tratta dell’Armadio della Sposa, una deliziosa stiva bianca, con piccolo laccio di corda al posto delle maniglie, una mela della tentazione sulla sommità, un drappo a simulare il vestito e ancor più il corpo muliebre su uno degli stipiti trasformato in facciata-ornamento.

Il collettivo Stonetouch si fa notare alla galleria Mitterand-Cramer di Ginevra, come miglior statement concettuale: firmano (sono alla seconda collezione) arredi e complementi in marmo soltanto svizzero in chiave contemporanea. La fattura dei pezzi è squisitamente artigianale e controllata direttamente dagli autori. Protagonista di questa collezione è il candelabro. Ogni edizione, Stonetouch invita un artista ospite, quest’anno è toccato al francese Emmanuel Babled. Uno dei giganti del settore, la Carpenter Workshop di Londra, espone tra gli altri un tavolo (di Vincent Dubourg) di inox e vetro che contiene anche sedie messe sotto la superficie d’appoggio, come fossero inedite “zampe” supplementari.

La galleria migliore si conferma, per la grande espressività nell’interior design e sapiente alternanza di autori storici e nuovi nomi da tenere d’occhio, la Nilufar di Milano, capitanata dall’iraniana Nina Yashar e sua sorella Nilu. In mostra quattro lampadari mastodontici firmati Carlo Scarpa, il cui prezzo è incalcolabile: pezzi unici, vengono da un hotel torinese e furono realizzati dall’autore presso la Venini. Si alternano, tra le altre incredibili creazioni di lighting presenti allo stand e vendute nel primo giorno di apertura, alle luci in vetro soffiato di Bethan Wood realizzate dai maestri veneti. È l’allieva di Martino Gamper, il famoso designer-artigiano di Merano che ha fatto fortuna a Londra, dove insegna, dopo avervi studiato, al Royal College of Arts. E’ Nilufar ad aver acquistato il suo progetto 100 Sedie in 100 Giorni ed a esporre a Design Miami/Basel tre arredi fatti a mano. Nilufar è l’unica galleria italiana a fare davvero scouting: ha il coraggio di verificare chi dei nuovi upcomers diventerà una star del design da collezione e lo sostiene con mostre di calibro internazionale.

© CultFrame 06/2011


IMMAGINI

1 Mari thirteen. Designer: Jonathan Monk, 2011. Materials: Wood. Dimensions: 50 x 85 x 53 cm. Photography Courtesy Of: Geert Vanden Wyngaert at D&A Lab.
2 Mirror X. Designer: Ron Gilad, 2011. Materials: Fiberglass covered in leather. Dimensions: 350 x 25 x 140 cm. Photography Courtesy Of: RENDERING BY RON GILAD STUDIO for Dilmos

INFORMAZIONI
Design Miami/ Basel
Dal 14 al 18 giugno 2011
Hall 5, Messe Basel / Messeplatz, Basilea, Svizzera
Orario: 11.00 – 19.00 / Apertura Notturna: 16 giugno 2011 17.00 – 19.00
Biglietti: intero: CHF 20 / ridotto: CHF 15 / biglietto combinato con Art42Basel: CHF 49

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Design Miami, Basilea