Poetry. Un film di Lee Chang-dong

chang_dong-poetryProtagonista di un film dedicato alla “poesia” – in originale Shi (che suona come “lei” in inglese) – è un personaggio femminile che gli spettatori di tutto il mondo potranno riconoscere e amare per la sua forza e per le sue debolezze. Attraverso gli accadimenti che segnano l’età matura di questa donna, Poetry parla delle stagioni del corpo e dello spirito, del sesso e della memoria, della violenza e della bellezza del mondo, e lo fa in modo molto ispirato ma anche piuttosto diretto, riuscendo a mostrare come la poesia (l’arte) possa essere una terapia e come la vera poesia (arte) nasca da una sofferenza autentica.
Lee Chang-dong è stato prima scrittore che regista (e per un breve periodo anche Ministro della cultura della Corea del Sud) e questa sua ultima opera è stata premiata a Cannes col premio della miglior sceneggiatura e con quello della giuria ecumenica, dopo che già Oasis (2002) aveva raccolto diversi premi a Venezia e Secret Sunshine (2007) era valso alla sua interprete la Palma d’oro miglior attrice; un riconoscimento che sarebbe stato meritato anche dalla protagonista di Poetry, Yun Jeong-hee, attrice molto nota in Corea ma assente dal grande schermo da una quindicina di anni.
Ispirato a un fatto di cronaca, il film segue un ritmo di parole e di immagini (quasi inesistente la colonna sonora) che non si alza mai di tono, rimanendo tutto aderente a una protagonista, Mija, che urla quasi sottovoce la sua angoscia per un mondo che le riesce sempre più inafferrabile, e non solo perché sta progressivamente perdendo la memoria dei nomi delle cose (tema sempre più contemporaneao, anche al cinema, da La versione di Barney e dall’ultimo film di Pupi Avati in giù).

La pellicola è costruita in modo circolare, con le bellissime scene d’apertura e di chiusura dedicate alle acque, al fiume e alla campagna (qui anche un intermezzo) che circondano la città (non una metropoli) dove Mija vive.
Da quando la figlia si è divorziata e trasferita a Busan, la donna le è legata dal solo telefonino, uno strumento molto presente nel film, e inoltre si trova costretta a rendersi conto di non riuscire più a penetrare il muro di incomunicabilità del nipote adolescente: è a partire da questo disagio che s’iscrive a un corso di poesia della durata di un mese, imparando dall’insegnante che “per scrivere bisogna vedere”, che il foglio bianco è una sorta di “mondo di prima della conoscenza” per capire il quale bisogna guardare e scrivere il mondo.
Questo percorso di apprendimento s’interseca alle altre vicende del film fino alla conclusione  perfettamente calibrata, passando ad esempio per delle letture di poesia in cui si presentano una serie di figure di poeti dilettanti (anche funzionali all’intreccio) che pure i frequentatori occidentali di serate poetiche ben riconosceranno.

Poetry è quindi un’opera curata sin nei minimi dettagli, dove tutto torna e dove nulla è mostrato a caso, sorretta da un impianto visivo attento ma non ostico, che affronta temi non facili ma universali: più che di poesia si potrebbe dunque trattare di un buon romanzo, ma non si può che apprezzare la scelta della Tucker Film di proporre il film al pubblico italiano sperando che possa essere visto e stimato come merita da un pubblico di spettatori il più vario possibile.

© CultFrame 04/2011


TRAMA

Dopo una vita passata a lavorare, ancora impegnata a crescere il nipote che vive con lei e ad accudire tre volte a settimana un anziano invalido, Mija ha sessantasei anni, un Alzheimer incipiente ma anche un desiderio inesausto di scoprire il mondo… e di riuscire finalmente a scrivere una poesia.


CREDITI

Titolo: Poetry / Titolo originale: Shi / Regia: Lee Chang-dong / Sceneggiatura: Lee Chang-dong / Fotografia: Kim Hyun-seok / Montaggio:  Kim Hyun / Scenografia:  Sihn Jeom-hui / Costumi: Lee Choong-yeon / Interpreti: Yun Jeong-hee, Lee David, Kim Hira, Ahn Nae-sang, Kim Yong-taek, Park Myeong-sin / Produzione: Pinehouse Film / Distribuzione: Tucker Film / Paese: Corea del Sud / Anno: 2010 / Durata: 139 minuti

LINK
Sito ufficiale del film Poetry di Lee Chang-dong
Filmografia di Lee Chang-dong
Tucker Film

5 commenti

  1. La trama di questo film è molto avvincente e ben criticata. Mi piacerebbe molto vederlo perchè lascia sicuramente qualcosa su cui riflettere e tratta un argomento molto molto attuale.
    Grazie

  2. Ho visto il film, x caso, e sono grato a chi mi ci ha portato. Mi ritrovo molto nei commenti di Panella. Una menzione speciale va alla protagonista, che ho trovato straordinaria, unica, meravigliosamente umana. La mia Palma d’Oro è senz’altro x lei!
    Grazie

  3. film di una lentezza esasperante, molto triste, esamina i temi della solitudime. della vecchiaia e, della malattia.Anche se interpretato in modo sublime da una splendida attrice ,ne sconsiglio la visione a rischio di un profondo sonno|

  4. Un film straordinario, di grande intensità. Da notare che non si sente la mancanza della colonna sonora costituita essenzialmente dalle suonerie dei telefonini…La fotografia è molto curata (notare i vestiti bellissimi della protagonista che richiamano sempre i colori dell’ambiente circostante). Un film per tuti!
    Grazie

  5. Visto ieri sera (22 dicembre) in DVD. Lento, ma solo in apparenza per delineare la presa di coscienza della protagonista del mondo oscuro che la circonda e dell’incomunicabilità con essa, presa di coscienza che coincide con la sua poesia ( l’ultima, quella del suo sovrapporsi alla bimba suicida). Bello, un mondo filmico nuovo ed una splendida protagonista.

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