Open Obscura. Mostra di Tony Oursler

tony_oursler-elloMilano, con il suo Padiglione d’Arte Contemporanea, ospita fino al 12 giugno 2011 uno tra i più autorevoli esponenti della video scultura, l’americano Tony Oursler, con la retrospettiva Open Obscura, curata da Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e prodotta da PAC, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.

Open Obscura si snoda in tutte sale del PAC, mezzanino compreso che ospita coloratissimi acquerelli e collage su carta dei primi anni 2000. Insieme alle sculture cinetiche con micro proiezioni sui sassi (la serie Peak del 2010) e all’Adobe Virtual Museum (che può essere raggiunto, essendo virtuale, anche da internet).

In tutto la retrospettiva ospita 40 opere che includono anche la produzione più recente dell’artista. All’entrata svetta sulle teste Federal Reserve Unit Five, un pezzo da cinque dollari accanto ad un gigantesco orecchio per ascolto (sordo) che, parte di un’altra opera, costringe a capire da dove venga la (prima) voce suadente ed un po’ autistica che si diffonde in sala. E’ l’immagine del presidente americano a parlare, in un voluto effetto low-fi che è il leit motiv di tutte le installazioni, da quelle più giganti a quelle minimali (la lampadina a incandescenza, che, sola in una delle grandi sale al primo piano, ci è sembrata l’unica e poetica opera del 2011 in mostra).

tony_oursler-purple_resonant_dust_cardBenvenuti nel labirinto di segni affranti da se stessi, schivi e pop al tempo stesso, indecisi sul come stare al mondo: Talking Heads, per chi non ha mai visto le opere di questo artista, vale da sola la mostra. Occhi di altre realtà che si trasformano in visi, a loro volta deformati, che raccontano storie che sanno di follia ed alternano ad esse insperati momenti romantici (in inglese). La tecnica compositiva si basa su multi-proiezioni su superfici irregolari bianche (di solito polistirolo ed altri materiali plastici facili da scolpire) che vengono completamente avviluppate dal materiale onirico filmato e proiettato, anche se talvolta esso parte da oggetti comuni e conosciuti (parti del corpo, sigarette, lattine, etc).

Spesso, come gli audio, anche le proiezioni si accavallano. E’ il caso della serie Eyes: proiezioni di dieci occhi umani su altrettante sfere sparse in ordine niente affatto casuale al piano terra del PAC: ciascuna di essa interferisce acutamente con le altre, creando conturbanti effetti-eclisse.

Nella scultura di Oursler è possibile vedere insieme, distinguendoli ed apprezzandoli su più livelli, sia il positivo che il negativo della visione. Oppure è possibile approfittare di un passepartout penombroso per un mondo di esperienze lisergiche targate anni ‘70 (con gli acidi) e ‘90 (con l’excstasy) che a tratti, ormai, ci possono sembrare a prima vista desuete ma che forniscono ancora ottimi ed attuali argomenti interpretativi per il tipo di società dell’immagine dell’oggi.

In mostra anche le installazioni ispirate allo spazio (Cosmic Cloud e Purple Dust), al Disturbo della Personalità Multipla da cui l’artista è ossessionato (Frog, Crunch, Snake), insieme alle grandi installazioni del 2009: Stochastic Mask, Stone-cold Loop, Endorphic Vessel, Gaze Heuristi.

© CultFrame 04/2011


BREVE BIO

Tony Oursler è nato nel 1957 a New York, dove vive. Attivo partire dagli anni ’80 Oursler è stato uno dei primi artisti a capire i limiti della televisione portando le immagini fuori dallo schermo animandole su tre dimensioni e ad interessarsi di internet e di opere nate ed esposte esclusivamente in questa dimensione. Ha sviluppato un’approfondita ricerca sul mezzo video integrando nelle sue installazioni elementi scultorei e proiezioni e creando uno spazio duttile e cangiante in cui linguaggio e immagini convivono. Tra le numerose mostre, si segnalano: la Biennale del Whitney (1989); Documenta di Kassel (1992); la personale alla Lisson Gallery di Londra e alla Metro Pictures di New York (1996); Macro di Roma (2002); Metro Picture,NY, (2003); Jeu de Paume, Paris, (2005) e Timer, Triennale Milano (2007). Ha lavorato con David Bowie, Rem Koolhaas e Sonic Youth.

IMMAGINI
1 Tony Oursler. Ello, 2003. DVD player and projector 25x125x42 cm. Courtesy Lisson Gallery, London
2 Tony Oursler. Purple Resonant Dust Card, 2006. Fiberglass sculpture, 127×127 cm. New York, courtesy Metro Picture


INFORMAZIONI

Tony Oursler. Open Obscura / A cura di Gianni Mercurio e Demetrio Paparoni
Dal 19 marzo al 12 giugno 2011
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea / Via Palestro 14, Milano / Telefono: 02.88446359
Orario: lunedì 14.30 – 19.30 / martedì, mercoledì, venerdì – domenica 9.30 – 19.30  / giovedì 9.30 – 22.30
Biglietto: intero 7,00 euro / ridotto 5,00 euro


LINK

Il sito di Tony Oursler
PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano