Sucker Punch. Un film di Zack Snyder

zack_snyder-zack_snyderSucker Punch è il nuovo film di Zack Snyder dopo 300 e Watchmen, il primo tratto da una sua sceneggiatura, firmata con Steve Shibuya. Ed è suo e nostro malgrado interessante tanto dal punto di vista estetico quanto per il meccanismo generatore di storie su cui si basa, disvelato e reso esplicito come nei film fiabeschi di Michel Ocelot, compreso l’ultimo Les contes de la nuit (presentato in concorso alla 61° Berlinale e più coraggiosamente realizzato in 3D).
Nel caso di Snyder, alla narrazione mitica e fiabesca si associano però anche dispositivi ormai codificati dell’universo video-ludico con sfide in successione e un immaginario fumettistico di donne giovani, attraenti e combattive, che lottano per non soccombere in una teoria potenzialmente infinita di universi ostili.

Come in un gioco di scatole cinesi, dall’ospedale psichiatrico in cui la protagonista viene rinchiusa con l’inganno, la sua mente ci proietta in una serie incrociata di livelli e luoghi d’azione. Per questo il film può essere anche messo in relazione con alcuni altri titoli recenti come The Ward, l’ultimo John Carpenter, sorta di Shutter Island al femminile, e quindi assai paragonabile a quest’ultima versione gotica e tenebrosa del girl-power di cui furono alfiere le Spice Girls.
Il film di Snyder è tutto architettato per slittamenti metaforici e associazioni di idee che motivano i passaggi dallo scenario ospedaliero a un lussuoso strip club da cui Babydoll vuole fuggire con un gruppo di girls. Per procurarsi i mezzi per la fuga, Babydoll deve distrarre i papponi-carcerieri con una delle sue danze ipnotiche e ogni volta che è chiamata a esibirsi cambia lo scenario e ci troviamo, ad esempio, in trincee popolate da nazi-cyborg sotto cieli in cui si scontrano Zeppelin e astronavi.
Con questo stratagemma del cambio-scena, il film evita di mostrare i balli scollacciati, almeno fino ai più tradizionali titoli di coda in salsa remix dai Roxy Music, preferendo mostrarci un drappello di tipe toste impegnate in combattimenti ritmati dalla colonna sonora sparata. Ciò nonostante, non è che manchino ampie dosi di seduzione plasticosa e irregimentata: le protagoniste sono un piccolo esercito di divette di MTV in tacchi alti e autoreggenti, divisa d’ordinanza già vista ultimamente nei due episodi della versione filmica del fumetto St. Trinian’s.

Come mai questo bizzarro prodotto snyderiano richiama tanti altri titoli? Perchè siamo di fronte a un’autentica paccottigliad’autore (si può ancora dire post-moderna?) che affastella immaginari, epoche, luoghi (l’oriente del wu xia e dei cartoni giapponesi, la prima guerra mondiale e i nazisti, i draghi e le torri merlate, una Parigi post-atomica con Notre Dame sventrata), astronavi e robocop pistoleri, e altrettanti ri-arrangiamenti musicali che dagli Eurithmics, da Bjork, appunto, ai Roxy Music, ripropongono nella colonna sonora lo stesso approccio bricoleur sincretico e sintetico operato per le immagini.

© CultFrame 03/2011


TRAMA

In seguito alla morte della madre e alle violenze cui la costringe il patrigno, la vita della giovane protagonista si traforma in un inferno. Riuscirà la ragazza a uscire dalla clinica-prigione in cui è rinchiusa e a liberarsi dall’alienazione in cui è precipitata?


CREDITI

Titolo: Sucker Punch / Regia: Zack Snyder / Sceneggiatura: Zack Snyder, Steve Shibuya / Fotografia: Larry Fong / Montaggio: William Hoy / Scenografia: Rick Carter / Musiche: Tyler Bates, Marius De Vries / Interpreti: Emily Browning, Vanessa Hudgens, Abbie Cornish, Jena Malone, Carla Gugino, Oscar Isaac, Scott Glenn / Produttore: Jim Rowe, Deborah Snyder, Zack Snyder / Distribuzione: Warner Bros. / Paese: USA / Anno: 2011 / Durata: 120 minuti

LINK
Sito ufficiale del film Sucker Punch di Zack Snyder
Sito italiano del film Sucker Punch di Zack Snyder
Filmografia di Zack Snyder
Warner Bros.

4 commenti

  1. E’ anche interessante soffermarsi sul fatto che sempre più spesso troviamo donne giovani in ruoli da protagonista, sottoposte a prove e sfide: queste donne rappresentano una femminilità che per rovesciare l’immagine della donna-vittima si fa combattente, battagliera, eroica. Sono belle ma anche forti, seducenti e intelligenti, impeccabili nel look quanto nelle sfide fisiche e intellettuali della vita, insomma delle super-eroine irreprensibili su tutta la linea. Questo loro essere figlie del culto dell'”eccellenza” sembra una sfida nei confronti delle rivendicazioni delle donne che non vogliono rinchiudersi nel focolare domestico. Ma non rischia forse di essere uno sberleffo? La parola alle spettatrici…

  2. …non è un caso che, soprattutto in Italia ma non solo, il film sia stato presentato sottolineando questi aspetti: il tg3 gli ha dedicato un servizio paragonandolo a “Un Gelido inverno” e a “Il Grinta” dei Coen per il ricorrere di protagoniste femminili che combattono contro varie avversità. Si potrebbe poi distinguere tra “donne vittime”, “donne guerriere” e “donne vendicatrici”: la nostra cultura, per quanto fallocentrica, ha tramandato queste figure sin dall’antica Grecia, e anche quella orientale. Il problema è forse quello dell’accettare o meno le “leggi degli uomini”, di come elaborare forme e modi autonomi per contrapporsi a esse: in questo senso il film di Snyder è piuttosto furbo (o ambiguo) perchè nel finale smonta in parte la figura vendicatrice della protagonista accrescendone però l’eroismo altruista, ma anche questo aspetto potrebbe essere discusso a lungo…e forse il carrozzone “Sucker Punch” ci pone tante domande davvero “suo e nostro malgrado”, come si dice nel’articolo…

  3. …è in uscita un libro che contiene importanti spunti di riflessione e di discussione sulla questione della relazione donne-forza e donne-violenza per come emerge dalle rappresentazioni nella cultura di massa. Si intitola Guerriere Sensibili e si compone di una serie di saggi di giovani studiose femministe.
    Da leggere anche il numero della rivista DWF “I giorni dell’ira” n° 2, 2009 curato da Federica Giardini e Emma Schiavon.

  4. grazie per questa critica, mi basta ho deciso che è un film che non andrò a vedere. Non mi interessa il genere e trovo che non aggiunge nulla di nuovo e interessante.

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