Another Year. Un film di Mike Leigh

di Eleonora Saracino

mike_leigh-another_yearIl cinema di Mike Leigh è fatto di vita vissuta, di intrecci di esistenze che si nutrono del quotidiano dove trovano spazio miserie e piccole gioie, disperazione e amore. Ancora una volta i personaggi del regista inglese parlano di noi, raccontano un’umanità che attinge dal vero e che si fa materia di racconto il cui valore, nonché il fascino, narrativo risiedono proprio nell’autentico.
Nel trascorrere di un anno, scandito dal passaggio delle stagioni, Leigh traccia la parabola di un’amicizia ma anche di un insieme di vite che, nel loro incrociarsi, sfiorarsi e scontrarsi, si avviano – inevitabilmente – verso un cambiamento. Il passare ineluttabile del tempo diventa così non solo il susseguirsi degli anni ma, fuori dall’ovvietà del suo naturale dispiegarsi, si fa unità di misura esistenziale per determinare le dimensioni di scelte, percorsi e decisioni che hanno fatto di noi ciò che siamo ma, non sempre, quello che vogliamo.

Una straordinaria Lesley Manville fa della sua Mary un concentrato di frustrazioni e miserie di agghiacciante realismo. La paura di attraversare il guado della mezza età e lo sgomento di fronte ad una verità che si sforza di non accettare rendono questo personaggio, nel contempo, sublime e urticante. Sublime perché la Manville rilascia, attraverso i gesti e le espressioni, tutto il dolore dell’animo umano desideroso di amore e schiacciato dalla solitudine; urticante perché la sua estenuante logorrea e l’isteria (etilica e non solo) ne fanno un insopportabile fardello che anche i suoi amici più intimi, come Gerri e Tom, trovano sempre più difficile da tollerare.
Leigh guarda i suoi protagonisti con spietato realismo, li mostra nelle loro debolezze e, attraverso l’umana fragilità legge il nostro mondo interiore e non.  Ciò che accade nelle storie che racconta sono piccoli, grandi eventi che, pur nella consuetudine del quotidiano, spezzano equilibri, alterano rapporti, operano – insomma – quei cambiamenti endemici della vita.
Una “normalità” (o presunta tale) che non è sempre facile da narrare e da filmare ma in Another Year, il regista dimostra, ancora una volta, come il reale sia la materia ideale sulla quale plasma il suo cinema. La scelta felice degli attori, che permeano di verità i loro caratteri, rafforzano il senso di vitale realismo di ogni inquadratura commuovendoci e irritandoci, senza rinunciare al sorriso e alla riflessione. Lo “spettacolo”, qui, è nel quotidiano, nella messa in scena del consueto con la sua peculiare bellezza: quella (anche tragica) del vero.

© CultFrame 02/2011


TRAMA

Gerri fa la psicologa e Tom il geologo. Il loro è un matrimonio felice, fatto di piccole gioie quotidiane, hobby casalinghi e incontri con il figlio e con gli amici. Entrambi si prendono cura di Mary, una collega di Gerri che sembra incapace di gestire la sua esistenza, beve troppo e parla in continuazione. Piena di rimpianti per gli amori perduti, Mary finisce per invadere la vita di Gerri e Tom, cerca di rendersi interessante agli occhi del loro figlio trentenne e dimostra inopportune gelosie verso altre conoscenze della coppia e, addirittura, verso la loro futura nuora. Il rapporto di amicizia tra i tre si trasformerà radicalmente nell’arco di un anno e Mary si troverà ad interrogarsi, in solitudine, su se stessa e sulle sue scelte.


CREDITI

Titolo: Another Year / Titolo originale: Id. / Regia: Mike Leigh / Sceneggiatura: Mike Leigh / Fotografia: Dick Pope / Montaggio: Jon Gregory / Scenografia: Simon Beresford / Musica: Gary Yershon / Interpreti: Jim Broadbent, Lesley Manville, Ruth Sheen, Peter Wight, Imelda Staunton / Produzione: Georgina Lowe / Distribuzione: Bim / Paese: Inghilterra, 2011 / Durata: 129 minuti

LINK
CULTFRAME. Mike Leigh. Maestri del cinema
Sito ufficiale del film Another Year di Mike Leigh
Filmografia di Mike Leigh
BIM

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3 commenti su “Another Year. Un film di Mike Leigh”

  1. Film lento e noioso… da perdere!

  2. film intenso e commovente. Non per tutti.

  3. Senza offese ma certa gente non ci capisce proprio niente di film!
    E’ stupendo, un piccolo capolavoro e mi associo a Pio: Non per tutti!
    Se amate il cinema europeo però, è una chicca da non perdere.

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