L’esplosivo piano di Bazil. Un film di Jean-Pierre Jeunet

jean_pierre_jeunet-mic_macsL’esplosivo piano di Bazil è un film davvero bizzarro, che lo stesso autore ha definito una commedia “a metà tra il cartoon e la slapstick”. La pellicola, il cui titolo originale poteva essere tradotto in “pasticci a più a non posso”, coniuga l’inventiva “esplosiva” e l’indiscutibile talento visivo di Jean-Pierre Jeunet con una trama che vede scontrarsi un’umanità gentile quanto marginalizzata e alcuni potentissimi fabbricanti e trafficanti d’armi parigini. Per evocarne il potere e il prestigio, nel film si vede che uno ha sulla scrivania una propria foto con Sarkozy, mentre dell’altro si dice che sia l’amante della moglie del primo ministro…
Scritto inizialmente per Jamel Debbouze, che sembra aver però deciso di ritirarsi dal cinema e che com’è noto è privo di una mano dopo un incidente avuto da ragazzo, il film sarebbe stato forse ancor più drammatico. Il protagonista interpretato da Dany Boon rimane invece orfano di padre, da bambino, e poi da adulto riceve un proiettile vagante in testa ed è costretto a tenerselo finché lo tiene in vita: queste le motivazioni che lo spingono a ingaggiare una personale guerra contro i produttori di mine e munizioni che gli hanno rovinato l’esistenza.

Su questo intreccio in partenza tutt’altro che comico, diversamente da Una lunga domenica di passioni (2004) l’antimilitarista Jeunet imbastisce una farsa che ha la sua forza nei due livelli su cui il regista si è da tempo specializzato: da un lato in quello della messa in scena, colma di autocitazioni e di citazioni cinefile (su tutti Sergio Leone ma nel film si vede anche una lunga sequenza da Il grande sonno di Hawks e non mancano rimandi alla saga di Toy Story e ad altri cartoon), dall’altro in quello della costruzione di personaggi visivamente e caratterialmente difficilmente dimenticabili.
Come in un fumetto, o in un film di animazione, i sette protagonisti del film (sette come i nani, ma anche come i giocattoli di Toy Story…) ripropongono infatti ruoli e silhouette fortemente tipizzati. Anche se nel cast ottimamente assortito non manca il complice di tutta una carriera Dominique Pinon, Jeunet riesce a proporre delle figure nuove per il suo cinema, come il protagonista Dany Boon, reso ancor più sensibile e spaesato dalla pallottola che ha in testa, la chioccia dei barboni Yolande Moreau, la contorsionista Julie Ferrier o i personaggi dei due industriali degli armamenti, André Dussollier e Nicolas Marié.

Sullo sfondo delle rocambolesche vicende del film c’è una Parigi i cui tetti con comignoli, i cui canali e palazzi sono ancora una volta, come ne Il favoloso mondo di Amélie (2001), l’ambientazione perfetta per una simile favola contemporanea. La morale è che l’unione fa la forza, e infatti nel finale è la generazione Youtube (oggi si sarebbe potuto citare Wikileaks) che rivela e sconfigge l’ipocrisia degli imprenditori di morte.

© CultFrame 12/2010


TRAMA

La vita di Bazil è segnata dalla morte del padre, sminatore in Africa, e da una pallottola vagante che una sera lo colpisce facendogli perdere casa e lavoro: chi lo aiuterà a rifarsi, vendicandosi dei produttori di queste armi mortifere?


CREDITI

Titolo: L’esplosivo piano di Bazil / Titolo originale: Micmacs à tire-larigot / Regia: Jean-Pierre Jeunet / Sceneggiatura: Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant / Interpreti: Dany Boon, André Dussollier, Nicolas Marié, Jean-Pierre Marielle, Dominique Pinon, Yolande Moreau / Fotografia: Tetsuo Nagata / Montaggio: Hervé Schneid / Scenografia: Aline Bonetto / Musica: Raphael Beau / Produzione: Epithéte Films, Tapioca Films Warner Bros., France 2 e France 3 Cinéma / Distribuzione internazionale: Eagle Pictures / Francia 2009 / Durata: 104 minuti

LINK
CULTFRAME. Jean-Pierre Jeunet. Monografia a cura di Stefano Boni e Massimo Quaglia
CULTFRAME. Sottodiciotto Film Festival. XI Edizione. Torino
Sito ufficiale del film Micmacs è tire-larigot (L’esplosivo piano di Bazil) di Jean-Pierre Jeunet
Filmografia di Jean-Pierre Jeunet
Eagle Pictures

1 commenti

  1. Reduce da una visione domestica dell’ancora inedito in Italia “St Trinian’s 2: The Legend of Fritton’s Gold” (2009), fumettone britannico, ne traggo una breve riflessione sulla considerazione di cui sembrano godere i così detti “leader europei” nell’immaginario contemporaneo: se in “Bazil” le foto con Sarkozy che il bieco trafficante d’armi espone sulla sua scrivana sono già alquanto sinistre, anche in “St Trinian’s 2″ vediamo il perfido super cattivo a capo di una setta segreta di anti-femministi che governerebbe il paese in posa con Gordon Brown, e poi addirittura con la Regina e con Obama. Inoltre, nel bel mezzo dello scontro finale con le giovani eroine del film, al losco figuro squilla il telefonino ed è costretto a liquidare in poche battute il suo caro amico “Silvio”, evidentemente confratello della stessa setta misogina. Ha un bel dire (e una bella faccia di…) Tremonti che l’Europa risorga…

I commenti sono chiusi.