Caterpillar. Un film di Koji Wakamatsu. 28° Torino Film Festival. Festa mobile

koji_wakamatsu-carterpillarDopo il violentissimo United Red Army (2007) che raccontava la lotta armata negli anni Settanta, Wakamatsu ritorna sulla storia contemporanea del Giappone con un film altrettanto estremo, premiato alla 60a Berlinale con l’Orso d’argento per la migliore attrice a Shinobu Terajima nella parte della moglie del reduce. In questo lavoro la violenza è meno irruenta rispetto al precedente ma più diffusa, immagine dopo immagine: si presenta attraverso le sue più brutali conseguenze sulle membra e le menti degli esseri umani, nei ricordi che funestano i pensieri del reduce, in truci filmati di repertorio che ritraggono i bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki, i morti per le strade, i criminali di guerra impiccati al termine del conflitto.
Di fronte a un corpo radicalmente mutilato la nostra mente vacilla alla ricerca di ciò che di umano ancora gli rimane, fatica a trovare il senso di un tale scempio e le ragioni di sopportarlo. Quel corpo è una denuncia contro tutte le guerre, un’immagine potente su cui il cinema ha a più riprese saputo lavorare per testimoniare l’orrore estremo. Si vedano per esempio E Johnny prese il fucile (1971), Il cacciatore (1978) ma anche il coraggiosissimo lavoro compiuto da Jervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi con Oh Uomo! (2004), film tanto meraviglioso quanto insopportabile, costruito con immagini di repertorio di reduci della Prima Guerra mondiale.

Il film di Wakamatsu va oltre la denuncia della guerra puntando il dito contro ogni forma di sopruso: dal potere che si serve della retorica patriottica per mandare gli uomini al massacro, alla violenza esercitata sulle donne tra le mura domestiche. Nonostante ciò che ha subito, il reduce che i giornali hanno ribattezzato “dio vivente della guerra” non è infatti né un eroe né una semplice vittima; egli è stato a sua volta stupratore e assassino oltre che un marito dispotico e un tempo manesco.
Concentrandosi sulla relazione tra i due coniugi, Caterpillar coglie in modo inedito il sentimento di disperazione che assale la moglie di un reduce. Ella però è spinta a dedicarglisi    non tanto e non solo per affetto quanto per obbligo morale e senso del dovere. Il “dio della guerra” è infatti ormai un punto di riferimento e motivo di orgoglio per tutta la comunità e sua moglie deve dimostrare di esserne all’altezza e servire anche lei il proprio paese stando accanto al marito. La lealtà alla patria e all’Imperatore, lo sforzo volontaristico, la sottomissione della donna all’uomo e il forte anti-individualismo di una società ancorata al sistema di valori del confucianesimo non le danno altra scelta.

Caterpillar sembra allora partire laddove si conclude Il cacciatore: in una delle ultime scene della pellicola di Michael Cimino, Steven privo di gambe e di un braccio, usa l’unica mano che gli è rimasta per stringere quella della moglie annichilita e ci si chiede se in quella stretta ci sia la possibilità disperata di continuare una vita insieme, di ripensarla nonostante tutto. Caterpillar penetra la quotidianità della coppia devastata dalla guerra, di una donna costretta a subire ancora la prepotenza del marito ridotto alle sue più basilari funzioni organiche, alla fame, al sonno e agli impulsi sessuali più bestiali che umani. Il film di Wakamatsu risulta allora chiaro e univoco nella sua denuncia storica e non intona alcun canto patriottico. Ha piuttosto il coraggio di dire a voce alta che uno spiraglio di speranza, seppure sottile, è possibile solo attraverso il rifiuto del sacrificio offerto al potere, nel no opposto a ogni forma di violenza.

© CultFrame 12/2010


TRAMA

È il 1940 e il tenente Kurokawa Kyuzo torna a casa dalla seconda guerra sinogiapponese (1937-1945) con tre medaglie sul petto ma i suoi famigliari lo accolgono stupefatti e pieni di orrore perché Kyuzo ha perso tutti e quattro gli arti, ha il volto a metà sfigurato e non è più in grado di parlare.


CREDITI

Titolo originale: Caterpillar / Regia: Koji Wakamatsu  / Sceneggiatura: Hisako Kurosawa, Deru Deguchi dal romanzo « The Caterpillar » di Edogawa Rampo/ Fotografia: Yoshihisa Toda, Tomohiko Tsuji / Montaggio: Shuichi Kakesu / Scenografia: Hiromi Nozawa / Musica: Sally Kubota, Yumi Okada / Interpreti principali: Shinobu Terajima, Shima Ohnishi, Ken Yoshizawa / Produzione:  Wakamatsu Production/ Distribuzione: Dissidenz International / Paese: Giappone, 2010 / Durata: 85 minuti

LINK
Filmografia di Koji Wakamatsu
Torino Film Festival