Unstoppable – Fuori controllo. Un film di Tony Scott

tony_scott-unstoppable-fuori_controlloIl treno è una metafora perfetta del cinema. L’effetto provocato dalla sequenza delle immagini sullo schermo, agli occhi inesperti degli spettatori degli esordi, doveva sicuramente ricordare lo scorrere del paesaggio dal finestrino. Lo stesso carrello usato ancora oggi dai registi avanza proprio su un binario. Si potrebbe supporre, in un’ottica à la McLuhan, che se non fossero stati inventati i treni, non avremmo mai potuto neppure concepire il cinema così com’è. E proprio un treno -in piena potenza, perché fuori controllo- è il protagonista dell’ultimo film di Tony Scott, fratello ipercinetico del più autoriale Ridley e già caposcuola dell’action movie, con lavori che vanno da Top Gun (1986) al secondo episodio di Beverly Hills Cop (1987), fino al recente thriller Déjà vu (2006).
Il convoglio, carico di sostanze altamente nocive per l’uomo e per l’ambiente, sfugge di mano a un gruppo di operai a causa dello stolto tentativo di uno di loro di effettuare più rapidamente alcuni dei collegamenti. Immediata, dunque, la scarica di adrenalina che investe lo spettatore, pompata al massimo dall’avviso preliminare che il film è ispirato a una vicenda realmente accaduta. Nel frattempo, sulla locomotiva di un altro treno merci, viaggiano un capotreno giovanissimo e alle prime armi interpretato dal vigoroso Chris Pine e un esperto conducente dall’apparenza burbera nel cui ruolo troviamo un composto e sempre magnetico Denzel Washington. Con queste premesse, gli elementi che assicurano una suspence da cliché ci sono tutti. Immancabilmente, i due protagonisti, buttandosi alle spalle le loro complicate vicende private nonché qualsiasi forma di antipatia dell’uno verso l’altro, decidono con coraggio estremo di lanciarsi all’inseguimento della gigantesca scheggia impazzita nel tentativo di fermare la corsa che potrebbe essere letale per le zone densamente popolate che la ferrovia attraversa.

“Sventurata è la terra che ha bisogno di eroi”, verrebbe da dire con Brecht, soprattutto perché a far da cornice all’atto estremo dei due si delinea un meccanismo organizzativo spregevole teso a privilegiare gli interessi aziendali a scapito della sicurezza dei centri abitati che il treno è in procinto di attraversare. Si direbbe un preludio sostanzialmente scontato, che però dà il la a uno sviluppo dell’azione tale da rivelare la presenza di un regista valido ed esperto a muovere i fili. Scott dimostra infatti ancora una volta di saper maneggiare con destrezza la materia cinema concentrandosi sulla complessità visiva dell’azione. Così, la tensione mentale in continua attesa di risolversi in uno snodo liberatorio, si appoggia a immagini che accumulano un surplus di informazioni visive e sonore alternate a scene in cui queste sono quasi totalmente assenti e si concentrano sui particolari. Si passa dall’insieme al dettaglio con un montaggio frenetico che evoca appunto la velocità dei treni. Si moltiplicano i punti di vista, con scene riprese da elicotteri a bassa quota e automobili in corsa che fanno parte del plot e al contempo sono funzionali alla regia. Scott mette in evidenza anche la versione televisiva dell’evento, con la ricostruzione di servizi giornalistici che entrano in tutte le case terrorizzando gli spettatori. La tensione sale anche durante i collegamenti telefonici dei due protagonisti con gli altri addetti ai lavori, che tentano di manovrare le loro azioni a distanza con suggerimenti discordi e carichi di indecisione, innestando ulteriore smarrimento nel pubblico. In questa corsa contro il tempo e contro una concretizzazione del male scontata ma sempre catartica, benché nella fattispecie abbia origine da errore umano involontario, risulta tutto sommato vano il tentativo di conferire spessore psicologico ai due protagonisti. Gli stessi dialoghi, seppure intensi, si risolvono in discorsi di circostanza, didascalici e volti per lo più  a spiegare questioni tecniche che giustificano gli sviluppi dell’azione. Poco efficace anche la critica rivolta alla gestione delle aziende ferroviare, che affiora soltanto per grandi linee. Ma non è questo che ci si aspetta da un film del genere, che ha il solo ruolo di inchiodare per un’ora e mezzo al grande schermo lo spettatore e di manifestare appieno la sua natura –letteralmente- cinematica.

Di certo la storia del cinema non manifestava un bisogno urgente dell’ennesimo treno in corsa da fermare e di certo questo film non ha motivi per essere ricordato negli annali. Tuttavia, è espressione di una grande abilità tecnica e compositiva e si inserisce con la dignità dell’alto artigianato in un filone che resta comunque essenziale e d’impatto nella storia della settima arte.

© CultFrame 11/2010


TRAMA

Al giovane e ancora inesperto capotreno Will Colton viene assegnato un treno merci pilotato da un conducente di esperienza trentennale. Dopo qualche attrito iniziale tra i due, dovuto all’appernte indolenza del ragazzo in realtà turbato da problemi coniugali, scopriranno di essere in rotta di collisione con un convoglio carico di materiali tossici sfuggito al controllo umano. Si lanceranno così in una rischiosa corsa contro il tempo nella quale metteranno in gioco ingegno e coraggio da eroi.


CREDITI

Titolo: Unstoppable – Fuori controllo/ Titolo originale: Unstoppable / Regia: Tony Scott / Soggetto e sceneggiatura: Mark Bomback / Fotografia: Ben Seresin / Montaggio: Robert Duffy, Kris Lebenozn / Scenografia: Chris Seagers / Musiche: Harry Gregson-Williams / Interpreti: Denzel Washington, Chris Pine, Rosario Dowson, Ethan Suplee / Produzione: Firm Films, Millbrook Farm Productions, Scott Free Productions/ Distribuzione: 20th Century Fox / U.S.A., 2010 / Durata:  99 minuti

LINK
CULTFRAME. Pelham 1-2-3: ostaggi in metropolitana. Un film di Tony Scott
Sito ufficiale del film Unstoppable di Tony Scott
Sito italiano del film Unstoppable – Fuori controllo di Tony Scott
Filmografia di Tony Scott
20th Century Fox