Precious. Un film di Lee Daniels

lee_daniels-preciousIl suo doppio nome significa letteralmente che è chiara e che è preziosa. Invece, Clareece Precious Jones è un’afroamericana che vive ad Harlem ed è cresciuta in mezzo al degrado e ai soprusi. Degli esseri umani ha conosciuto soltanto gli aspetti più brutali. Ha un padre sempre assente che quando c’è abusa di lei, e una madre disoccupata e teledipendente che anziché proteggerla le si accosta con un assurdo sentimento di rivalità e gelosia per la dinamica innescata dal marito.
Racconta il più atavico e sconvolgente dei drammi familiari Precious, il secondo film di Lee Daniels, pluripremiato al Sundance Festival e vincitore a Cannes della sezione “Un Certain Regard”. Un tabù che tutt’oggi viene violato anche in situazioni che non lo lascerebbero sospettare, ma che Daniels decide di contestualizzare in una congiuntura-limite, ispirandosi al romanzo di Sapphire intitolato “Push”. Con questa scelta estrema, il regista decide di concentrarsi sulle ingiustizie sociali che sottendono a certe tragedie in una società come quella statunitense: oltre che di genitori criminali, Precious è vittima di un intero sistema che più o meno inconsapevolmente alimenta le patologie familiari anziché contrastarle. Così, Daniels lascia emergere le ingiustizie, la violenza e le discriminazioni che dipendono da una servizio di assistenza sociale che sa muoversi solo in superficie e non vuole o non sa capire, a cui va aggiunta l’incapacità di un’istituzione scolastica che bada solo alla forma, oltre al trionfo storico dell’indifferenza generale. La volontà di denuncia da parte dell’autore si palesa fin dalla prima inquadratura, quando il senso dell’abbandono e del degrado affiora come in un documentario anche solo dal contrasto fisico della figura ingombrante della protagonista con gli ambienti in cui si muove e che appunto sembrano non volerla accogliere. Precious trascina con sé costantemente il peso della tragedia che le è toccata in sorte, ma non schiaccia mai lo spettatore.

Il tocco magico di Daniels consiste nel linguaggio che sceglie per raccontare questa vicenda, che è sì crudele ma dopotutto ordinaria, e nella direzione magistrale di un’attrice di grande impatto emotivo (la statunitense Gabourey Sidibe) nel ruolo della protagonista. La macchina da presa si attarda su particolari stranianti durante le scene di maggiore violenza, ma non per questo lo sguardo si fa evasivo. Al contrario, la potenza dell’immaginazione della protagonista, che pur essendo fuori misura non sogna di essere magra ma aspira semplicemente a valorizzare se stessa, è una soluzione che schiva con l’efficacia dell’ironia e con l’energia dell’inventiva il rischio di scivolare nel patetismo. Ben organizzato anche il ritmo del montaggio, che alterna momenti di fissità, in cui è possibile scandagliare a fondo figure e sguardi, a tempi da videoclip, che permettono di afferare solo un senso d’insieme della visione, al punto che questa arriva a perdere ogni connotazione realistica e si fa pura immagine. Eccezionali le performance degli attori, a cominciare dalla già menzionata Sidibe, esordiente, classe 1983, capace di stabilire un’empatia immediata con il pubblico grazie al suo atteggiamento sornione e di condurlo dalla commozione alla risata con una credibilità impeccabile. Intensa e struggente la prova della star americana Mo’Nique nel tromentato ruolo della madre di Precious, che le è valso l’Oscar come Miglior attrice non protagonista. Interessante anche la partecipazione di personaggi del mondo della musica, come Mariah Carey, perfetta nel ruolo di una disorientata assistente sociale, e un avvincente Lenny Kravitz, che interpreta un infermiere di grande umanità.

Il valore sociale di Precious ha inoltre mobilitato per la sua realizzazione una serie di personaggi di spicco della comunità nera statunitense, al punto che ha coinvolto anche la conduttrice televisiva, ormai vera e propria opinion-maker, Oprah Winfrey, sia nell’ambito della produzione sia per quanto riguarda la promozione del film.
Precious racconta una storia di emancipazione sociale che tuttavia prende le distanze da qualsiasi ricorso a espedienti retorici. È un monumento all’istruzione come fonte principale di affrancamento da qualsiasi condizione di subalternità. È la celebrazione dell’intelligenza e di un atteggiamento propositivo verso la vita. È la dimostrazione, condotta senza incagliarsi nel pietismo o nella zavorra della banalità, che anche una ragazza come Precious è infinitamente preziosa.

© CultFrame 11/2010


TRAMA

Clareece Precious Jones è un’adolescente obesa e quasi analfabeta cresciuta nel ghetto newyorkese di Harlem, del cui clima di degrado le è toccato in sorte il peggio. Vive con una madre violenta e nullafacente che non si risparmia di ricordarle puntualmente che la odia. Precious è incinta di suo padre, che ha sempre abusato di lei e le ha già dato una bambina con la sindrome di down. Proprio quando la situazione sembra non offrire riscatto, la giovane trova in sé stessa e nell’istruzione la strada per dare una svolta dignitosa alla propria vita.


CREDITI

Titolo: Precious / Regia: Lee Daniels / Sceneggiatura: Geoffrey Fletcher / Soggetto: Sapphire / Fotografia: Andrew Dunn / Montaggio: Joe Klotz / Scenografia: Roshelle Berliner/ Musiche: Mario Grigorov / Interpreti: Gabourey Sidibe, Mo’Nique, Paula Patton, Mariah Carey, Sherry Shepherd, Lenny Kravitz / Produzione: Lee Daniels Enterteinment e Smokewood Entertainment Group / Distribuzione per l’Italia: Fandango / Usa, 2009 / Durata: 109 minuti

LINK
Sito ufficiale del film Precious di Lee Daniels
Sito italiano del film Precious di Lee Daniels
Filmografia di Lee Daniels
Fandango