Bill Viola per Capodimonte

bill_viola-the_quintet_of_the_astonishedAncora un autografo illustre. Dopo la grafia incerta e tenebrosa di Madame Louise Bourgeois poco prima della sua morte, anche il re della video arte in slow motion, Bill Viola, firma un autografo a caratteri cubitali per lo straordinario Museo Capodimonte di Napoli. Pur se ci sembra assente il collegamento agli Incontri con Caravaggio (retaggio del vecchio sovrintendente polemista Spinosa) che gli organizzatori dichiarano, la monumentale personale del re della video arte si sviluppa con un impianto espositivo convincente, occupando tutta la sala interrata del Museo napoletano (Sala Causa). Perché Caravaggio? Tra i quadri in città, Capodimonte ne custodisce (e mostra) forse uno dei più suggestivi, la Flagellazione.
In mostra sei video di Viola, tutti d’archivio: Observance (2002, 10:15 minuti), The Quintet of the Astonished, (2000, 15:20 minuti), Transfiguration, (2007, 7:00 minuti, intepretato da Blake Viola), Union, (2000, 8:00 minuti). I più emozionanti in mostra sono The Raft (2004, 10:33 minuti) e Three Women (2008, 9:06 minuti).

bill_viola-three_womenObservance si ispira ai Quattro Apostoli di Duhrer, è stato realizzato per il ciclo The Passions (iniziato nel 1998 con una residenza dell’artista al Getty), mostrato nei migliori musei del mondo a cominciare da Los Angeles, Liverpool e tante altre città. Sedici esseri umani di qualsiasi razza ed età mimano espressioni di dolore. The Quintet of the Astonished, anch’esso dello stesso ciclo (ispirato a grandi pittori storici) è un quadro vivente composto da meno performer del precedente, solo cinque, ispirato ad una pittura di Hieronymus Bosch (il video è stato commissionato dalla National Gallery di Londra): la meraviglia e l’esclamazione, forse il terrore, sembrano essere le maglie entro cui oscillano le espressioni dei soggetti. Transfiguration e Three Women sono sul sottile tema della variazione (veloce o lenta). Nel primo il bianco e nero predomina e la figura protagonista si staglia con incertezza per un tempo interminabile sembrando emergere da un pastoso bagno di grafite. Three Women è un’elegia del colore: se fosse qui con noi Tondelli, esclamerebbe “sembra puro Corot” (Camere Separate). The Raft è una magistrale azione performativa raffinata dal dolby surround: un grande getto d’acqua colpisce un gruppo di uomini e donne che si aggrappano a se stessi e agli altri per riemergere quando il grande flusso li abbandona.
Dice Viola: “L’arte di Caravaggio, così come la sua vita turbolenta, fu pervasa da un’energia frenetica e inappagabile, che sembrava emergere dalle profondità della terra. La sua più grande conquista può essere in ultimo la sua miracolosa unione di colore e carne. Caravaggio anelava all’incarnazione.”

I video di Viola ci pervadono di una certa “maraviglia” quattrocentesca, intrisa di struggimento, di coltura lenta ed infinita dell’impossibile. Viola ci concede l’illusione di permanere, come gli scultori di scene cinetiche, nel nucleo dell’azione, lì dove nasce il movimento, il colore e le sue infinite paste, lì dove l’occhio esplode perché non può contenere tutta la complessità del movimento. Può intuirla, può cercare di ricordarla, ma l’eresia della tecnica compositiva di Viola è schiacciarci contro l’azione. Perché siamo dominati da quella centrifuga che si chiama vita.

© CultFrame 11/2010


IMMAGINI

1 Bill Viola. The Quintet of the Astonished, 2000
2 Bill Viola. Three Women, 2008

INFORMAZIONI
Bill Viola per Capodimonte
Dal 30 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011
Museo di Capodimonte, Napoli
Orario: tutti i giorni 8.30 – 19.30  / chiuso mercoledì
Info: 848.800.288 / 06.39967050
Biglietto: intero 5,00 euro / ridotto 2,50 euro
Catalogo Electa

LINK
CULTFRAME. Visioni interiori. Mostra di Bill Viola
Il sito di Bill Viola
Capodimonte, Napoli