Last Night. Un film di Massy Tadjedin

massy_tadjedin-last_nightNon esiste operazione più triste di quella che possono mettere in atto regista e produttore quando decidono di mascherare un banale e vuoto film commerciale da opera d’autore. Se, infatti, si considera imprescindibile il principio tarkovskijano della “connessione sincera” tra autore e tipologia dell’opera, il meccanismo ambiguo sopra descritto risulta totalmente indigesto.
Prendiamo il caso di Last Night, lungometraggio diretto dalla regista e sceneggiatrice irano-americana Massy Tadjedin. Si tratta di una vicenda basata sulla più classica delle situazioni: lui e lei sono sposati e si conoscono fin dal liceo. Un giorno, nonostante sembri andare tutto per il meglio (per altro sono anche assai ricchi), scoprono di avere l’esigenza di conoscere e provare altro. In sostanza, tendono al tradimento reciproco, all’avventura erotico-sessuale extra casalinga.
Ebbene, tale soggetto sembra essere ispirato alle storie “vere” raccontate nelle lettere spedite da lettrici e lettori comuni ai settimanali rosa, quei settimanali che danno incarico a nomi più o meno noti del giornalismo di rispondere a queste patetiche missive. E le risposte sono sempre le stesse: inutili e ovvie.
Last Night decrive un mondo insopportabile, fatto di “fighetti” che vivono nei loft di Manhattan e che la sera vanno sempre nei posti giusti e nelle feste giuste a bere intrugli orrendi come “vodka martini”. Peggio ancora, poi, quando si atteggiano ad americani raffinati filo-europei e si recano in grotteschi ristorantini intimi per bere, pensate un po’, un Brunello di Montalcino. L’atmosfera, le case, i locali, i personaggi sono decisamente stucchevoli e sono collocati dal punto di vista registico all’interno di un impianto visivo che richiama alla mente i toni comunicativi degli spot pseudo-sofisticati relativi ai profumi prodotti dalle grandi aziende di moda.

Nonostante ciò, Massy Tadjedin tenta sottilmente di confezionare il suo lavoro grazie all’uso di vari elementi che dovrebbero servire a rendere il suo film un “pezzo d’autore”: la fotografia notturna e vagamente misteriosa, la recitazione sottotono degli interpreti, la dimensione psicologica del racconto, l’uso del montaggio alternato. Tutti fattori studiati a tavolino per cercare di sviare lo spettatore rispetto alla vera natura, palesemente commerciale, della pellicola. E probabilmente ci riusciranno (ma questo lo vedremo in Italia con i risultati al bottegino).
In questo contesto, a dir poco imbarazzante, agiscono i tre interpreti principali (a parte l’attore europeo Guillaume Canet): Keira Knightley, Sam Worthington, Eva Mendes. La prima è impegnata per tutto il film a fare “faccette” e bronci e a esprimersi facendo sfoggio di un costante e insostenibile birignao da scuola di recitazione di quartiere. Il duo Worthington/Mendes è invece l’apoteosi della fissità facciale: lui sempre basìto e impacciato, lei intenta a mordicchiarsi le labbrone carnose e a zampettare sui tacchi.

La sensazione che rimane, dunque, al fruitore, oltre alla nausa per la collocazione della storia in una classe sociale totalmente vacua (elemento che non viene mai stigmatizzato) è il desiderio di dimenticare questo lungometraggio e, soprattutto, la sua evidente mancanza di sincerità espressiva.

© CultFrame 10/2010


TRAMA

Joanna e Michael sono giovani, carini e occupati. Lei è giornalista freelance e scrittrice, lui lavora nell’ambito di grosse ristrutturazioni immobiliari. Sembrano felici, eppure qualcosa interrompe il loro idillio. Nella vita di Michael entra un’attraente collega, in quella di Joanna si ripalesa un ex amante. I due avranno modi diversi per risolvere le loro situazioni personali.


CREDITI

Titolo: Last Night / Regia: Massy Tadjedin / Sceneggiatura: Massy Tadjedin / Fotografia: Peter Deming / Montaggio: Susan E. Morse / Musiche: Clint Mansell / Interpreti: Keira Knightley, Sam Worthington, Guillame Canet, Eva Mendes / Produzione: Nick Wechsler, Massy Tadjedin, Sidonie Dumas / Distribuzione: Medusa / Paese: Usa / Anno: 2010 / Durata: 92 minuti

LINK
Filmografia di Massy Tadjedin
Festival Internazionale del Film di Roma
Medusa

1 commenti

  1. accidenti, ti è proprio piaciuto il film. e a me è piaciuto il tuo pezzo e condivido il tuo fastidio nei confronti dei fighetti niuiorkesi, con l’eccezione del passaggio su “intrugli orrendi come “vodka martini”, che stigmatizzo. la versione “vodka” del classicissimo martini cocktail è la mia preferita.

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