FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma. IX Edizione. Incontro con il direttore artistico Marco Delogu

tod_papageorgeFotoGrafia Festival Internazionale di Roma è giunto alla nona edizione ed è lo stesso Marco Delogu (fondatore e direttore artistico  fin dalla creazione della manifestazione), come sostiene nel testo pubblicato sul catalogo, a “sentire i brividi” per aver raggiunto questo traguardo.
E tale sensazione è, oltretutto, ancora più prevedibile viste le difficoltà iniziali che hanno messo in forte discussione l’evento del 2010.
CultFrame ha incontrato Delogu alcuni giorni prima dell’inaugurazione del Festival, nel tentativo di fare il punto della situazione non solo in merito alla grande “mostra romana” ma anche in relazione al concetto stesso di Festival di Fotografia, ormai divenuto un vero e proprio clichè, spesso ripetitivo.
L’incontro con il direttore artistico di FotoGrafia è iniziato con la descrizione della “rivoluzione curatoriale” che rappresenta di fatto la mutazione più significativa: ”quest’anno per quel che mi riguarda ho avuto un ruolo di super-visione sulle tre sezioni del festival: Fotografia e arte contemporanea, Fotografia e New media, Fotografia e Editoria. E poi ho curato direttamente la sezione a cui tengo particolarmente: la “Commissione Roma”. Quest’anno ho chiamato a lavorare sulla nostra città Tod Papageorge, l’utimo grande rappresentante della “street photography”, considerato l’erede di Winogrand. Papageorge ha scattato a Roma per sei settimane, periodo di tempo durante il quale abbiamo vissuto e lavorato a stretto contatto”. Papageorge è artefice di una fotografia diretta, senza filtri e senza pseudo-impostazioni intellettualistiche. È sostanzialmente un osservatore della realtà che secondo Delogu “non è ossessionato dalla ricerca dell’inquadratura”.

giuliano_matteucci-ecclesiaPer quel che riguarda le tre sezioni curate da Paul Wombell, Valentina Tanni e Marc Prust, Delogu si sofferma in special modo su quella curata da Paul Wombell, in cui si cerca di tracciare un’idea della fotografia proiettata in maniera anomala verso il futuro. Sostiene Delogu: “ in questa sezione si può vedere come la fotografia può interagire con il concetto di futuro e tale argomento appare nella mostra molto ben strutturato. In particolare, il lavoro di Ikka Also che ha immaginato la conservazione dei residui naturali nella società iper tecnologica all’interno di “riserve museali” appare significativo”.
Altro fotografo citato da Marco Delogu è Peter Bialobrzeski che “normalmente fotografa le città belle, pulite e modernissime e che in questo caso si è soffermato sulle bidonville di Manila quasi a voler dire che il futuro (oltre che il presente) potrebbe essere proprio questo”.

Architektur der ArmutRispetto alle passate edizioni un’altra differenza da evidenziare è l’abbassamento vertiginoso della presentazione di “nuovi progetti” realizzati per l’occasione. Infatti, i tre curatori hanno lavorato su artisti, e rispettivi lavori, già sperimentati e in parte anche già visti.
Infine, alcune considerazioni sugli aspetti più generali. Il direttore artistico ha sottolineato la nuova impostazione produttiva che vede come ente responsabile della manifestazione il MACRO (il grosso delle mostre sarà ospitato a MACRO TESTACCIO), museo che si è occupato di tutti gli aspetti organizzativi e curatoriali. Per tale motivo  “quest’anno si è dovuto lavorare in stretto contratto con il Museo in questione”.

Ci siamo soffermati sulla questione Festival di Fotografia  e su come questo tipo di evento potrebbe essere sviluppato. Delogu ha affermato che bisognerebbe “puntare più sugli aspetti cultuali, sugli incontri, i dibattiti e lo scambio delle idee”.
Proprio questi elementi non si sono potuti “sviluppare in modo adeguato per un festival internazionale”. Su tale punto siamo d’accordo. Si riuscirà mai a Roma a far passare l’idea che la fotografia sia una disciplina artistico/culturale e non il territorio esclusivo di caccia dei fotogiornalisti?

© CultFrame 09/2010


IMMAGINI

1 Fotografia di Tod Papageorge
2 Giuliano Matteucci. Ecclesia
3 Peter Bialobrzeski. Homes. Case Study

INFORMAZIONI
Dal 24 settembre al 24 ottobre 2010
Macro Testaccio / Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma / Telefono 060608
Orario: martedì – domenica 16.00 – 24.00 / chiuso lunedì
Direttore artistico: Marco Delogu

SUL WEB
MACRO Testaccio, Roma

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