Brotherhood – Fratellanza. Intervista al regista Nicolo Donato

nicolo_donato-fratellanza_brotherhoodBrotherhood/Fratellanza di Nicolo Donato ha vinto (Marco Aurelio d’Oro), a sorpresa, la sezione in concorso dell’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma (ottobre 2009). Il mix esplosivo e sgradevole, che ci propone, naziskin + omosessualità + violenza, non è certo un argomento sul quale si riflette molto nel nostro paese. Ma dato che il cinema è un arte libera, si è  riusciti a portare nella città che ha rifiutato il manifesto di Amen di Costa Gavras anche una pellicola provocatoria come quella del danese, d’origine italiana, Nicolo Donato.
Già fotografo di moda, Donato firma un’opera che sarebbe piaciuta, per la sua intensità ed ambiguità, a Rainer Werner Fassbinder, anche se Donato non lo cita tra i suoi preferiti.
Brotherhood – Fratellanza, a grande distanza di tempo dalla sua presentazione alla kermesse romana, sarà distribuito in Italia nel mese di luglio 2010.
CultFrame ha incontrato il regista della pellicola.

Lei ha usato una situazione estrema, come quella dell’amore tra due naziskin, per parlare di tempi universali. Come mai?

Per la verità non è un tema che ho scelto io. L’idea mi è venuta da un documentario che trattava proprio un caso come questo. Mi sembra che sia necessario parlare di questi argomenti perché la violenza tra gli esseri umani, che dovrebbero avere gli stessi diritti e che sono nati uguali, è veramente qualcosa di insopportabile. E va denunciata a voce alta.

Sono frequenti simili situazioni in Danimarca?

Ma, sapete, in Danimarca non se ne parla molto di questo. E queste sono persone che  non mostrano molto il loro volto. Anche se devo ammettere che i crimini razzisti e contro i gay sono in aumento ed è vergognoso che i giornali non ne parlino.

Ma i suoi protagonisti sono consapevoli della loro condizione? Capiscono fino in fondo quello che fanno?

Jimmy lo vediamo subito, nelle prime scene, picchiare un ragazzo omosessuale. Non è consapevole di essere gay. Lars percepisce qualcosa, infatti viene cacciato via dall’esercito. I due personaggi diventano certi di quello che sono, senza essere fieri, solo quando sboccia l’amore. E da li inizia un viaggio alla ricerca di loro stessi che li porterà a fare delle scelte drammatiche.

Il film è pieno di disperazione. È una condizione tipica solo della vicenda narrata  nella pellicola o crede che sia il sintomo di qualcosa di più diffuso nella realtà?

No, non è solo nel mio film, la disperazione appartiene al mondo.  Siamo tutti disperati soprattutto per quel che riguarda la nostra ricerca dell’amore. C’è chi lo cerca poco, chi troppo, chi crede di averlo trovato e chi ha paura di offrirlo; infine chi non sa riceverlo.  Ed è questo che è successo a Jimmy (il protagonista del film): non ha mai ricevuto amore e perciò non sa donarlo.

Le tematiche omosessuali ormai sono relegate a pellicole piene di cliché e piuttosto patinate. Come ha fatto a evitare la trappola della banalità  e quali sono i registi a cui si è ispirato?

Io nasco come fotografo di moda e il mio direttore di fotografia si occupa anche lui di moda. Questo ci ha portato a dare una certa libertà agli attori. Spesso non svelavamo il punto  in cui avevamo posizionato la macchina da presa . Non sapevano se erano inquadrati. Questo ha dato un tono di verità maggiore alla nostra pellicola.
Poi ho molti punti di riferimento: a cominciare da Lars Von Trier, che per me è come un faro, e poi Wong Kar Wai, Jim Jarmush, Gus Van Sant e senza dimenticare il grande Ingmar Bergman. Tutti registi che mi hanno insegnato il loro punto di vista e sopratutto che hanno fatto vedere dove si mette la cinepresa per avere un risultato il più realistico possibile.

© CultFrame 07/2010


LINK
CULTFRAME. Brotherhood – Fratellanza. Un film di Nicolo Donato

Il sito ufficiale del film Brotherhood – Fratellanza di Nicolo Donato
Filmografia di Nicolo Donato