Stanley Kubrick fotografo 1945-1950. Una mostra a Milano

stanley_kubrick1Kubrick diciassettenne, impugnando prevalentemente una Rolleiflex con negativi 6X6, ha raccontato, dalle pagine del magazine Look, luoghi, persone e costume, ad un’America provata dal dopoguerra. Look lo avrà tra i suoi fotoreporter di punta dal 1945 al 1950. Parliamo del grande Stanley, il regista di Lolita, Arancia Meccanica, 2001 Odissea nello Spazio ed altri capolavori fino al postumo e criticato Eyes Wide Shut con la ex coppia Cruise-Kidman.
Ce lo svela, con enormi sorprese, un’estesa mostra a Milano, negli spazi antichi di Palazzo della Ragione. Aperta fino al 4 luglio 2010 è a cura di Rainer Crone, realizzata dal Comune di Milano in collaborazione con la Library of Congress di Washington ed il Museum of the City of New York. Palazzo della Ragione, recentemente entrato nel circuito milanese degli spazi dedicati alla fotografia contemporanea insieme a Forma e Triennale, già ospitò l’antologica di Steve McCurry.
Nonostante la sua giovane età, Kubrick venne assunto a Look, dove era il più giovane fotoreporter: i suoi colleghi fondarono il “club di sostegno a Stanley Kubrick” per ricordargli di non smarrire taccuino, gilet, obiettivi, etc. Il suo interesse si coagula sin da subito nel racconto di storie, più che di still life e la sua tecnica compositiva, precocemente, fa intuire la grande versatilità e l’inclinazione verso i motion pictures, le immagini in movimento che ben presto ci avrebbero regalato il suo grande cinema.

Le foto in mostra sono state scelte tra oltre 12.000 negativi, trovati fortunosamente in un fondo di donazioni dell’ultimo proprietario di Look alla libreria centrale della capitale USA. La pazienza di Crone e degli studenti tedeschi di un suo corso di laurea, ha portato alla luce la selezione degli scatti in mostra: oltre 300, la quasi totalità non solo inediti, ma anche stampati per la prima volta. Un Kubrick insolente draga ogni piega dei volti, delle attitudini e della creatività dei jazzmen Dixieland (un genere che da New Orleans non incontrerà molta fortuna altrove): incorpora quanta più realtà possibile in uno scatto, giocando con un tono di luce sempre in più di quanto altri avrebbero fatto e finisce per leggere ossessivamente il particolare (come un pacchetto di cerini messi in una scarpa sopra un tavolo colmo di bicchieri e della tromba dei musicisti, immortalati in un momento di pausa).

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I soggetti in mostra sono poliziotti (Paddy) che trasportano detenuti, Mooseheart (la città degli orfani vicino Chicago), la socialite Betsy von Furstenberg, il campus della Columbia (dove anche le donne erano accettate e, al pari dell’altra metà del cielo, fumavano, studiavano, danzavano), un giovane lustrascarpe dodicenne, Michael (che aveva solo sei anni in meno di Kubrick autore dello scatto), una famiglia di circensi alle prese con la miseria e gli onori del circo, uno straordinario Portogallo lontano dalle città del turismo, il pugile Rocky Graziano, Montgomery Clift.

stanley_kubrick-autoritrattoPiù di ogni altro Kubrick adora ritrarre in posa, scegliendo (anche e soprattutto per i brief ricevuti da Look, che chiedevano reportage intensivi a forma di puntate) esterni pittoreschi od interni leziosi. Quando scatta di soppiatto, come nel caso del lustrascarpe Michael, è subito chiaro quanto prediliga soggetti giovani, soprattutto una certa infanzia innocente e “di vita” alla Pasolini; memorabile un ritratto di bambina con cucciolo di tigre nella serie Circus o una piccola vestita di cenci in un villaggio del Portogallo. Indulge anche magistralmente, per composizione e scatto, su corpi delle donne in procinto di tuffarsi o nell’atto della danza, sia in Mooseheart che in Columbia.
In una delle sue rare interviste, rilasciata al curatore della mostra, Kubrick afferma: “Ho sempre pensato che un’ambiguità credibile, davvero realistica, costituisca la migliore forma di espressione. E ciò per diverse ragioni. Prima di tutto, nessuno ama che le cose gli vengano spiegate; nessuno ama che gli venga spiegata la verità di ciò che sta avvenendo. E, cosa forse ancora più importante, nessuno sa veramente cosa sia reale o cosa stia davvero accadendo.”.
Questa affermazione, del 1999, è drammaticamente attuale.

©CultFrame 04/2010


IMMAGINI

1 Stanley Kubrick. Untitled, 1950
2 Stanley Kubrick. Myths of a Paddy Wagon
3 Stanley Kubrick. Autoritratto

INFORMAZIONI
Dal 16 aprile al 4 luglio 2010
Palazzo della Ragione / Piazza Mercanti 1, Milano
Orario: lunedì 14.30 – 19.30 / martedì – domenica 9.30 – 19.30 / giovedì 9.30 – 22.30 / Informazioni e prenotazioni 02 43353522 / servizi@civita.it
Biglietto: Intero Euro 8.50 / Ridotto Euro 7
Catalogo: Giunti Arte Mostre Musei /  320 pagine / 37 Euro in mostra / 45 euro in libreria / EAN 9788809749931

LINK
CULTFRAME. The Kubrick After – Influssi e contaminazioni sul cinema contemporaneo. Un libro a cura di Fabrizio Borin
CULTFRAME. Stanley Kubrick. Mostra, retrospettiva, incontri
CULTFRAME. L’immagine secondo Kubrick. L’impianto iconografico dei film del maestro americano. Un libro di Flavio De Bernardinis

Il sito della mostra
Archivio Kubrick