Wolfman. Un film di Joe Johnston

joe_johnston-wolfman1Wolfman è un film perfetto. Perfetto per comprendere un fenomeno ricorrente: la semplice somma di eccellenti competenze tecniche non assicura un buon risultato. Il genio del make-up Rick Baker, i costumi del premio Oscar Milena Canonero, le musiche del grande Danny Elfman, due protagonisti straordinari come Del Toro ed Hopkins: un potenziale enorme e sprecato in una pellicola mal scritta ed ancor peggio diretta. Il difetto sta nel manico, innanzitutto nell’inesistente direzione del più che mediocre Joe Johnston, subentrato in corsa a Mark Romanek per attriti di quest’ultimo con la star portoricana, ma anche nel pessimo montaggio di Virkler e  Murch, monotono ed incerto, specchio impietoso delle difficoltà produttive e delle indecisioni creative che hanno funestato la lavorazione. Lo scenario che vorrebbe richiamare le atmosfere gotico-dark di Sleepy Hollow non ci fa mancare nulla, dalla luna(park) steroidea ed ipercinetica alle brume cotonose, dall’avita magione decadente alla Londra caliginosa con tanto di citazione da Un Lupo Mannaro Americano a Londra di Landis. La banalità dilaga tra le pieghe di una sceneggiatura che si avverte molto rimaneggiata, che salta nessi logici e snodi narrativi senza riuscire a dare corpo ai personaggi che si aggirano spaesati. Assistiamo così alla pessima prova di Del Toro, qui anche produttore, il cui faccione, troppo contemporaneo per il ruolo, durante i frequentissimi plenilunii si tramuta da Dogue-de-Bordeaux in Pastore-de-la-Brie. Altro stupefacente cagnolone l’anziano Hopkins, padre psicotico, che nella sequenza più ridicola appare in veste di canuto Spinone, ma zompa, abbaia e mozzica come un giovane cucciolo. La scelta rétro di Rick Baker di omaggiare il make-up di Lon Chaney finisce per conferire agli attori un look decisamente  canino, ma forse più in linea con le loro performance.

joe_johnston-wolfman2Johnston dirige con soporifera mosceria, tenta la carta dello splatter senza riuscire a disgustare, quella dell’horror senza spaventare e pure quella del dramma romantico senza commuovere, ma riesce a mettere in luce almeno due aspetti: da un lato si conferma la difficoltà per le major di produrre buoni horror con tanti soldi e grandi star, dall’altro emerge l’incapacità evolutiva di alcuni mostri tradizionali. Se il vampiro, infatti, ha dimostrato di sapersi adattare alle nuove tendenze confermandosi mostro moderno e mondano in letteratura e nel cinema, il licantropo appare come un goffo residuo del passato, irsuto e maleducato non riesce a trovare la via per uscire dal suo ghetto animalesco: vampiri vs. lycan 1 – 0.

©CultFrame 02/2010

 

TRAMA
Dopo la scomparsa di suo fratello, il giovane Lawrence Talbot, che alla morte di sua madre si era allontanato da casa, torna nella proprietà di famiglia a Blackmoor per assistere il padre nelle ricerche dello scomparso. Ad aiutare Lawrence nelle indagini interviene anche Gwen Conliffe, la fidanzata di suo fratello, di cui ben presto lui stesso si innamora. Nel frattempo, i villaggi vicini alla proprietà dei Talbot sono sconvolti dalla violenta e sanguinosa morte di alcuni abitanti, su cui sta investigando un detective di Scotland Yard. Con il procedere delle indagini Lawrence verrà a conoscenza di un’antica maledizione che colpisce alcune persone durante le notti di luna piena e di cui anche lui cadrà purtroppo vittima.

CREDITI
Titolo originale: The Wolfman / Regìa: Joe Johnston / Sceneggiatura: David Self, Andrew Kevin Walker / Fotografia: Shelly Johnson / Montaggio: Dennis Virkler, Walter Murch / Scenografia: Rick Einrichs / Musica: Danny Elfman / Interpreti principali: Benicio Del Toro, Anthony Hopkins, Emily Blunt, Hugo Weaving, Geraldine Chaplin / Produzione: Stuber Productions, Relativity Media / Distribuzione: Universal / Paese: G.B., U.S.A., 2009 / Durata: 102 minuti

LINK
Sito ufficiale del film Wolfman di Joe Johnston
Sito italiano del film Wolfman di Joe Johnston
Filmografia di Joe Johnston
Universal