Mississipi Niagara. Mostra di Alec Soth

alec_soth-venice_louisianaCascate; introvabili prospettive fluviali; interni dai colori prepotentemente yankee, finemente contrastati; insperate marginalità paesaggistiche e sentimentali  – tutto made in USA firmato Alec Soth – sono di stanza alla Triennale di Milano, fino al 21 marzo 2010. Inizialmente scultore, poi affascinato dalla fotografia come estrema forma poetica di racconto, Soth ha registrato un successo rapidissimo, accolto a 35 anni sia nei templi sacri dell’arte visiva (uno dei suoi galleristi è Gagosian) che della fotografia (Magnum).
La Triennale, già Palazzo delle Arti che contiene il Museo del Design, dopo una prima e fortunata puntata con gli scatti di Ballen, riapre alla fotografia e presenta la retrospettiva di Alec Soth, curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot. E’ intitolata semplicemente Mississipi/Niagara, perché ospita un cospicuo numero di scatti che appartengono a Sleeping by the Mississipi (2004) e Niagara (2006), le serie che lo hanno reso celebre  (oltre che generare altrettanti libri con Steidl).
Oltre agli scatti della cascata e del fiume, che sicuramente interessano i grandi numeri di un pubblico vasto e non specializzato in fotografia che frequenta il centralissimo museo milanese, in queste serie vi sono, acutamente selezionate dai curatori e installate con la collaborazione dell’autore, alcune incursioni specifiche in altri temi, influenzate dalla massima che Soth ama ripetere, stampata anche sui muri della sala: “al di là del fatto che le fotografie sono fondamentalmente statiche, la ragione per cui io fotografo il mondo è per muovere. Il mio procedimento consiste nel muoversi attraverso il mondo. Io non cerco un equilibrio, ma voglio piuttosto farmi trascinare dalla corrente.”

alec_soth-fallsSe la sola prospettiva nuova e affascinante delle cascate del Niagara è un taglio insolito – quando l’acqua si appresta a divenire fragorosa – capace di leggerne il salto senza indugiare nella bolla vaporosa e azzurrognola che tanto affascina i collezionisti, Soth in realtà con questa mostra ci racconta altro. Un’elegia, non scontata, della società americana attraverso ritratti ed interni. L’America è raccontata a partire dai limiti dettati dalla povertà (obesità, maternità precoce, addizioni varie, promiscuità) che la affliggono e nel contempo conservano, accanto al fascino e all’eccitazione della superficie, noci e tracce di una nuova resurrezione. Di particolare interesse i ritratti di interni come il diafano, magnificamente composto New Orleans – Louisiana (2002) che cita il realismo mistico dell’ultimo Hopper di Sun in an Empty Room (1963). Pochi scatti parlano di middle-class, più spesso si vedono coppie che immaginiamo in crisi per via di poetiche o patetiche lettere amorose in mostra. Tutte da leggere, sono esposte talvolta come gigantografie fotografiche o più spesso in originale, racchiuse nei porta-negativi per banco ottico, accanto ai soggetti ritratti. Poco importa se la lettera si riferisca o sia scritta da uno dei due componenti la coppia: protagonista, ancora una volta, è il divenire di una storia (o di un luogo: l’America di mezzo).
La maggior parte degli scatti in mostra – di grande formato, realizzata con banco ottico – è stampata a getto di inchiostro; spesso sono esposti scatti in negativo. Alec Soth, che all’inaugurazione era presente, rivela nel catalogo/giornale gratuito distribuito alla mostra, una passione per i libri fatti a mano: ora si dedica anche a un progetto editoriale, Little Brown Mushroom, che è anche un blog.

©CultFrame 02/2010


BREVE BIO

Il lavoro di Alec Soth (Minneapolis, 1969) affonda le proprie radici nella tradizione tipicamente americana della ‘fotografia on-the road’ praticata da Walker Evans, Robert Frank e Stephen Shore. Da Huckleberry Finn a Easy Rider sembra permanere un desiderio propriamente americano di viaggiare e raccontare le avventure che ne derivano. Ha ricevuto borse di studio dalle fondazioni McKnight, Bush e Jerome, ed è stato il vincitore del Santa Fe Prize for Photography nel 2003. Sue fotografie sono conservate presso le più importanti collezioni pubbliche e private, fra cui il San Francisco Museum of Modern Art, il Museum of Fine Arts di Houston e il Walker Art Center. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali e collettive, fra cui la 2004 Whitney Biennial e una retrospettiva al Jeu de Paume nel 2008.
La sua prima monografia, Sleeping by the Mississippi, è stata pubblicata da Steidl nel 2004 ottenendo un grande successo critico. Da allora, Soth ha pubblicato NIAGARA (Steidl, 2006), Fashion Magazine (Magnum, 2007), e Dog Days, Bogotá (Steidl, 2007). Alec Soth si è unito a Magnum Photos come Nominee nel 2004 ed è diventato membro dell’agenzia nel 2008.

IMMAGINI

1 Alec Soth. Venice Louisiana. Alec Soth/Magnum Photos/Contrasto
2 Alec Soth. #Falls. Alec Soth/Magnum Photos/Contrasto

INFORMAZIONI
Dal 4 febbraio al 21 marzo 2010
Triennale di Milano / Viale Alemagna 6 / Telefono: 02724341
Orario: martedì – domenica 10.30 – 20.30 / Giovedì 10.30 – 23.00
Ingresso: intero 4,00 euro / ridotto 3,00 euro
A cura di Walter Guadagnini e Francesco Zanot

LINK
Il sito di Alec Soth
Triennale di Milano
Little Brown Mushroom