Avatar. Un film di James Cameron

james_cameron-avatar1Lo spettatore raggiunge il multisala di competenza e, trovato fortunosamente uno striminzito parcheggio, s’accosta al B-movie più costoso della storia del cinema armato di occhialoni fly-style e già stordito dall’intollerabile martello promozionale che da mesi lo rintrona attraverso tivù, radio, giornali, internet. Prevenuto ma eccitato, lo spettatore si accascia accanto ai mega secchi di popcorn, inebriato dall’odore untuoso del burro fritto, e vede. “Io ti vedo”, il saluto-mantra degli indigeni Na’vi riassume il senso di questo kolossal pop nel quale lo sguardo dello spettatore va oltre, raggiunge profondità impensabili, aggira la materia accorciando la distanza tra osservatore e protagonista: con Avatar Cameron cambia i ruoli di un gioco antico, trascinando lo spettatore sovrappeso nel cuore dell’azione. L’analogia tra quest’ultimo, immobilizzato nella poltrona ed immerso nella visione dell’I-max 3D ed il protagonista paraplegico rinchiuso nel sarcofago cibernetico è evidente: lo spettatore immobilizzato vive l’avventura attraverso l’immersione tridimensionale, diviene esso stesso personaggio, così come il protagonista vive attraverso lo sguardo del proprio avatar, e rinuncia alla propria natura per scegliere una nuova vita, un nuovo mondo.

james_cameron-avatar2La potenza visiva di Avatar è davvero impressionante e Cameron lancia la propria m.d.p. (se ha un senso ancora parlare di macchina da presa e di inquadrature in un cinema totalmente artificiale) in evoluzioni acrobatiche in un mondo stupefacente, vivo e pulsante di bioluminescenze e zannuti predatori, uno spettacolo lisergico e frastornante che per un po’ riesce a distrarre dalla pochezza del racconto. Versione ultra-tech del senso di colpa (quantomeno cinematografico) statunitense, il film pare un elenco catartico e prevedibile di rimorsi, da Pocahontas alle catastrofi ecologiche, connessi da una superficiale patina new-age, da un puerile animismo strumentale al confronto tra armamenti tecnologici (metallo ed esplosivi) e mezzi inquinanti, contro armi naturali (archi di legno) e trasporto animale. La scrittura passa così in secondo piano, la storia banale, i personaggi stereotipati, la scaletta degli avvenimenti desolatamente prevedibile, il finale ultratelefonato con l’immancabile scontro dall’immancabile esito (ed autocitazione da Aliens), perfino l’inevitabile riflessione sarcastica “l’eroe ha l’uccello più grosso degli altri”, tutto questo viene risucchiato dalla visione immaginifica, fino ad immergere lo spettatore in un 3D né invasivo né effettistico, ma avvolgente e funzionale.

Troppa pressione, troppa attesa, troppi soldi per credere davvero nel capolavoro, Avatar è il mastodontico risultato di appassionate ricerche tecnologiche e gelidi calcoli economici, e Cameron ha palesemente scelto di privilegiare gli occhi rispetto al cervello, ma ciò non toglie che le abbondanti due ore e mezza scorrano velocissime tra sorprese e meraviglie, emozioni e tuffi al cuore. Ed alla fine anche lo spettatore vorrebbe essere un puffo gigante, magro, elegante e seminudo, che vola tra alberi vertiginosi. Invece, percorso dal nuovo afflato ecologista, commosso dalla sensibilità verde, inumidito per il crudele destino della Casa-Albero ed indignato per l’ottusità degli umani distruttori di foreste, raggiunge il parcheggio di cemento e torna verso casa sgasando sul suo enorme ed inutile suv, ebbra nube di idrocarburi.

©CultFrame 01/2010


TRAMA
Jake Sully, ex-marine ferito e paralizzato dalla vita in giù durante un combattimento, per partecipare a un programma chiamato “Avatar”, grazie al quale avrà nuovamente un corpo sano, arriva sul pianeta Pandora, abitato dalla razza umanoide dei Na’vi. Tuttavia, a sua insaputa Jake sarà reclutato per invadere il pianeta e ben presto si troverà costretto a scegliere se combattere per gli invasori o unirsi alle forze indigene.

CREDITI
Titolo originale: Avatar / Regìa: James Cameron / Sceneggiatura: James Cameron / Fotografia: Mauro Fiore / Montaggio: Stephen Rivkin, John Refoua / Scenografia: Robert Stromberg, Rick Carter / Musica: James Horner / Interpreti principali: Sam Worthington, Sigourney Weaver, Zoe Saldana, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Stephen Lang, Joel Moore/ Produzione: Twentieth Century Fox, Stormlight Entertainment / Distribuzione: Twentieth Century Fox Italia / Paese: U.S.A., 2009 / Durata: 160 minuti

LINK
CULTFRAME. La quadrilogia di Alien in dvd
Sito ufficiale del film Avatar
Sito italiano del film Avatar
Trailer del film Avatar
Filmografia di James Cameron
Twentieth Century Fox Italia