Welcome. Intervista al regista Philippe Lioret

philippe_lioret-welcome1Welcome, film del francese Philippe Lioret, arriva nei cinema italiani dopo il successo al Festival di Berlino dove è stato accolto con 15 minuti di applausi. Il film, ha vinto  il  Premio Lux 2009 del Parlamento Europeo e racconta in maniera semplice e diretta una storia di integrazione (negata) e d’amore (impossibile) nell’Europa contemporanea.

Abbiamo incontrato il regista del film Philippe Lioret a Roma per la presentazione di Welcome.

Qual era il suo intento realizzando Welcome? Quello di educare oppure di denunciare?

Non voglio generalizzare ma c’è davvero un populismo dilagante che mi interessava indagare. Un film non deve avere una funzione specifica, né mandare dei messaggi. Per quelli esiste la posta come diceva Alfred Hitchcock. Nelle proiezioni cui sono stato presente, tutti condividevano gli argomenti di cui parlavo, ma almeno la metà avevano probabilmente votato questo governo, altrimenti non si spiegherebbe la sua vittoria alle elezioni. La verità è che abbiamo tutti istinti bassi e oscuri, ma al giorno d’oggi i media sembrano mirare a tirare fuori proprio quel peggio che è in ognuno di noi. Fanno venire fuori la nostra parte più populista, ecco perché il mio film non è un atto di ribellione, ma un atto civile e di coscienza.

Welcome in Francia ha avuto molto successo e ha scatenato un forte dibattito che ha portato un ministro a criticare duramente le sue parole con le quali aveva paragonato le leggi sull’immigrazione in Francia a quelle degli anni del Nazismo quando i cittadini erano obbligati a non prestare assistenza agli ebrei. Come sono andate le cose?

Sì, si trattava del Ministro dell’Immigrazione e dell’Identità Nazionale. È stato un Ministero istituito da Sarkozy; prima non c’era. Ci tengo a sottolineare che avere questo Ministero, è servito a conquistare molti voti. Pensate che il signore in questione prima era un socialista e poi ha cambiato schieramento appena ha visto da che parte tirava il vento. Per screditare il film ha usato quella mia frase facendomi passare per  antisemita, ma io volevo solo dire: attenzione, tutto ha cominciato così.

philippe_lioret-welcome2Calais è un punto nevralgico di passaggio, sia a livello commerciale che di immigrazione.  Come sono andate le cose?

Abbiamo girato a Calais per undici settimane e abbiamo avuto la fortuna di trovarci durante il passaggio tra un sindaco e l’altro. L’attuale sindaco probabilmente non ci avrebbe mai concesso i permessi. Il nostro direttore di produzione ha stretto un buon rapporto con il sottosegretario della città che veniva spesso ad assistere alla riprese e a farci visita con la famiglia sul set. L’arrivo di una troupe cinematografica viene visto più o meno come l’arrivo del circo e fa molta meno paura rispetto a un gruppo di giornalisti televisivi, impegnati in ricerche ed inchieste. Probabilmente durante tutto il tempo delle riprese non ha capito bene di cosa parlasse il film.

Come è riuscito a trovare un equilibrio tra gli aspetti documentaristici e la struttura da film di finzione?

Io parto sempre dai personaggi e, vi avverto, amo la finzione. A Calais ho incontrato degli immigrati, in particolare un giovane di 17 anni che voleva ritrovare la sua ragazza in Inghilterra. Perché non esiste soltanto un’immigrazione per cause politiche ed economiche: sono numerosi coloro che cercano di ricongiungersi con la famiglia. In seguito, ho sentito di questi ragazzi che avevano tentato la traversata a nuoto. Ho fuso i due personaggi in uno e poi ho conosciuto il marito di una volontaria, un uomo stufo della vita che la compagna conduceva, e mi sono ispirato a lui per l’altro protagonista.

Come ha scelto il suo Bilal?

Questo non è stato facile. Perché lui doveva portare il tutto il peso del film sulle spalle. Abbiamo viaggiato per settimane da Berlino a Istanbul, da Londra alla Svezia, dove vivono grandi comunità di curdi. Alla fine abbiamo scoperto Firat proprio in Francia. Ovviamente, non era un professionista e le prime prove erano…  come dire curiose. Ma si è creato un forte feeling tra me e lui. Avevamo una straordinaria intensità ed aveva un’autenticità unica. E per me questo era importante. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

©CultFrame 12/2009

 

CREDITI
Titolo originale: Welcome / Regia: Philippe Lioret / Sceneggiatura: Emmanuel Courcol , Olivier Adam , Philippe Lioret / Fotografia: Laurent Dailland / Montaggio: Andréa Sedlackova / Musiche: Armand Amar / Protagonisti: Vincent Lindon, Firat Ayverdi, Audrey Dana, Derya Ayverdi, Thierry Godard, Selim Akgul, Firat Celik, Murat Subasi, Olivier Rabourdin / Nazione: Francia, 2009 / Produzione: Nord-Ouest Films, Studio 37, France 3 Cinema, Mars films, Fin Aout Productions / Distribuzione: Teodora Film / Durata:110 minuti

LINK
Sito ufficiale del film Welcome di Philippe Lioret
Filmografia di Philippe Lioret
Teodora Film

1 commenti

  1. Il film è veramente commovente,pieno di colpi di scena e parekkio realistico. Congratulazioni al regista!

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