Un alibi perfetto. Un film di Peter Hyams

peter_hyams-alibi_perfettoDue bambocci ed un vecchio catorcio sono i protagonisti di Un Alibi Perfetto, consunto remake della pellicola di Fritz Lang del 1956, riscritto, diretto e fotografato dall’autarchico Peter Hyams. Ora un esperimento: provate a guardare di seguito le due pellicole e scoprirete che quella del ’56 pare molto più “moderna” di questa. Merito di Lang, ovviamente, e demerito di Hyams che dirige un polpettone monocorde e prevedibile al quale la presenza del liftato Michael Douglas contribuisce a donare un plasticoso retrogusto anni ’80.

Un Alibi Perfetto è il classico film del quale potrete divertirvi ad anticipare battute e svolte narrative, in un tripudio di banalità e déja-vu. Hyams, storico artigiano con un paio di buoni titoli all’attivo (Capricorn One, Atmosfera Zero), non si sforza minimamente in nessuno dei tre campi di pertinenza: la regìa è schematica e piatta, la sceneggiatura ci ripropone l’impensabile, fanciulle inseguite che cercano rifugio in desolati parcheggi sotterranei ed amplessi in controluce (propongo doverosa moratoria), mentre lo Hyams fotografo si limita all’unica variante esterno/interno, preoccupato solo di nitidezza e profondità di campo. Non un’idea, un guizzo, un’emozione, è già tutto (pre)visto, in uno schema alla “Law & Order” in cui ognuno è esattamente ciò che sembra: il giornalista (giovanissimo) bello, moro ed ambizioso, la procuratrice (giovanissima), bella, castana ed ambiziosa, il procuratore Douglas (tiratissimo), molliccio fin da piccolo, cotonato ed ambizioso. Hyams indeciso tra thriller e legal drama si ferma a metà strada, privando il thriller di azione ed il processo di tensione, e trascurando così il personaggio del povero Douglas, cattivo logorroico ed inconsistente, a favore dell’obbligatoria relazione tra giovani e belli.

Ciò che, invece, impressiona è l’incredibile rapidità del processo penale statunitense nel quale in pochi istanti un bianco incensurato passa dalla libertà al braccio della morte e viceversa: altro che prescrizione breve! Non è certo sufficiente il colpo di scena in extremis a risollevare una pellicola fuori tempo, fuori luogo, fuori moda, che paradossalmente risulta più vecchia come concept dell’originale di ben 54 anni orsono, e che ti lascia con la netta sensazione di averla appena vista tra “I Bellissimi di Rete4”, piuttosto che in sala.

 

©CultFrame 11/2009

 

 

TRAMA

Lo zelante e giovane giornalista C.J. Nicholas ingaggia una spietata battaglia con il procuratore distrettuale Martin Hunter, convinto che il celebre avvocato sia in realtà corrotto. Si fa quindi volontariamente coinvolgere in un processo per omicidio, passando come principale indiziato, così da dimostrare l’attendibilità della sua teoria. Per riuscire nella sua impresa C.J. metterà però a repentaglio non solo la vita di un suo amico, ma anche quella della sua ragazza, Ella Crystal, assistente dell’ambiguo Hunter, che per salvarlo si metterà contro il proprio capo.

 

CREDITI

Titolo: Un alibi perfetto / Titolo originale: Beyond a Reasonable Doubt / Regìa: Peter Hyams / Sceneggiatura: Peter Hyams, Douglas Morrow (sceneggiatura del 1956) / Fotografia: Peter Hyams / Montaggio: Jeff Gullo / Scenografia: James Gelarden / Musica: David Shire/ Interpreti principali: Michael Douglas, Jesse Metcalfe, Amber Tamblyn, Orlando Jones, Joel Moore / Produzione: Foresight Unlimited, RKO Pictures, Signature Pictures / Distribuzione: Medusa / Paese: U.S.A., 2009 / Durata: 105 minuti

 

LINK

Sito italiano del film Un alibi perfetto di Peter Hyams

Sito ufficiale del film Beyond a Reasonable Doubt (Un alibi perfetto) di Peter Hyams

Filmografia di Peter Hyams

Medusa

 

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