Sorelle d’Italia. Spot Calzedonia diretto da Luca Lucini

luca_lucini-spot_calzedoniaChe la pubblicità possa stimolare un dibattito pubblico è questione del tutto normale in una società ostaggio dei mass media e della televisione come quella italiana. Che i detrattori di uno spot televisivo non si accorgano come le loro aspre critiche non facciano altro che fare il gioco del marchio che viene promosso è invece singolare e fornisce l’esatta misura della distanza che in Italia esiste tra comunicazione audiovisiva e cittadini/politici.
Questo preambolo serviva per introdurre la nostra riflessione sullo spot Calzedonia  Sorelle d’Italia che sta suscitando tante polemiche per l’utilizzazione “manipolata” dell’Inno italiano. In cosa consisterebbe la manipolazione? Semplice, nell’articolazione tutta al femminile del testo del brano musicale che rappresenta l’unità del nostro paese.  

Le prese di posizione contro questa iniziativa ci sembrano fuori luogo, per molti motivi. Ma soprattutto perché l’operazione è stata fatta con estrema delicatezza e intelligenza. Oltretutto, nello spot non è possibile ravvisare alcun intento denigratorio e/o offensivo nei confronti dell’Inno di Mameli che anzi viene valorizzato da un’interpretazione musicale di un certo interesse.I molti detrattori dello spot utilizzano le armi spuntate della retorica per attaccare una produzione audiovisiva che nel panorama pubblicitario italiano, in alcune occasioni tendenzialmente sessista e volgare, è invece decisamente elegante. Forse è inappropriato l’uso dell’Inno per fare pubblicità? Su questo non ci esprimiamo, ma ci limitiamo a ricordare come l’Inno di Mameli venga maltratto da anni in situazioni e dichiarazioni pubbliche senza che nessuno dica nulla.E allora? Vogliamo sempre dare la colpa di tutto alla pubblicità? Dal nostro punto di vista diciamo di no.

Sarebbe invece utile concentrarci sulle questioni registiche e comunicative. L’alba e una ragazza che si risveglia nel suo letto. Due giovani che fanno una gita in moto. Una madre e la sua bambina. Il tramonto su Roma. Una serie di quadri del tutto rassicurante in cui viene dipinta un’Italia serena e gradevole.  Regia fluida (di Luca Lucini), fotografia morbida e montaggio altrettanto armonioso.  Uno spot perfetto, rispettoso dell’universo femminile e fiducioso in un’Italia bella, popolata di persone ancor più belle. Paradossalmente si potrebbe dire che ci troviamo di fronte a una pubblicità così politicamente corretta da risultare quasi fastidiosa.

Non c’è che dire, l’agenzia Saatchi&Saacthi ha pienamente azzeccato la campagna in questione, visto che negli ultimi tempi si parla in continuazione dello spot; e parlare dello spot significa parlare sempre anche dell’azienda promossa. L’avranno capito, questo, i denigratori?

©CultFrame 10/2009

 

CREDITI
Spot: Calzedonia / Titolo: Sorelle d’Italia / Claim: Il futuro è rosa / Regia: Luca Lucini / Musica: Inno di Mameli / Esecutrice: Sushy  / Agenzia: Saatchi&Saatchi

LINK
Saatchi&Saatchi

 

4 commenti

  1. Io la vedo sotto un’altra ottica: che l’inno nazionale aiuti a vendere calze è indice del Nazionalismo becero che pervade ogni canale di comunicazione insieme a tante altre cose un po’ preoccupanti… come dire: se non compri Calzedonia sei anti-italiana.. una nuova divisa da Balilla in linea con i tempi… tipo Escort-Balilla..
    Interessanti poi i messaggi più o meno subliminali: la scritta Presiden.. sul serbatoio della moto (Presidenzialismo?) e i nomi di donna alla fine dello spot, Italia e Vittoria, che tanto andavano di moda in tempi molto Neri.

  2. Ennesima polemica anti industriale tipicamente italiota; sulla pubblicità subliminale manco mi esprimo fa ridere di per sè, dopodichè non mi rimane che fare il segno del dollaro e sognare johnGalt o quantomeno la versione femminile …

  3. Io non so se dia più fastidio la conversione al femminile dell’inno di un Paese che nel 2009 risulta ancora evidentemente e vergognosamente maschilista o il fatto che qualcuno finalmente riesca a scandirne il testo che molti ancora ignorano! Personalmente non la vedo nè un’offesa alle donne, poichè indossare calze non è disdicevole in alcun modo, come invece qualcuno nelle critiche ha voluto far notare, critiche che andrebbero con maggior utilità rivolte agli innumerevoli nudi di donne che si vedono tutti i giorni in tv e a qualsiasi ora, nè antipatriottico, anzi lo trovo uno spot molto originale, dolce e anche di grande strategia commerciale. Compimenti all’azienda e www le DONNE!

  4. grande azienda tenetevi stretto quel creativo perche’ ha avuto una idea geniale e sopratutto avete ingaggiato una cantante sconosciuta incredibilmente brava…che riesce ad adolcire lo spot e invoglia a venire da voi a comprare quintalate di calze…BRAVI !

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