Roma, città di mezzo. Mostra di Guy Tillim

guy_tillim-roma1Consegnata all’immaginario collettivo da mille scatti e riprese che ne hanno esaltato i più piccoli dettagli oleografici non meno che la monumentalità, Roma resta un soggetto per nulla scontato; l’abbiamo potuto constatare anno dopo anno in occasione del Festival FotoGrafia quando su di essa si sono cimentati su commissione diversi fotografi di calibro internazionale. Quest’anno è toccato al reporter sudafricano Guy Tillim, le cui immagini sono ora al Palazzo delle Esposizioni in una mostra dal significativo titolo di “Roma, città di mezzo”. 

 

E’ la città di mezzo, cui fa cenno il titolo, quella che non partecipa di questi estremi, rimanendo fra la grandezza e il particolare (ma anche la particolarità) per lo più celata perché troppo quotidiana e – si potrebbe pensare – del tutto insignificante.

Come il lavoro di Tillim afferma, in alcuni casi ci si può imbattere in essa semplicemente muovendo qualche passo oltre i punti di ripresa favoriti per gli scorci più tradizionali, per cui intravvediamo le vedute più amate ricombinate con la realtà più prosaica; più comunemente, la si può trovare a ridosso del centro, in zone tradizionalmente popolari che richiamano alla mente proprio il Neoraelismo, cui il fotografo dice di essersi ispirato.


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I suoi scatti sono presentati nel solito grande formato, e paiono in certo modo dialogare con quelli esposti da Gabriele Basilico nella scorsa edizione. Ma se da una parte, ritornano le stesse tinte grigio brune, sbiadite da una abusata desaturazione dei colori che accentua in entrambi l’atmosfera piovosa invernale, ma tende a collocare visivamente le foto in una specie di limbo temporale (poiché abbiamo l’impressione possano essere di anni fa, se non proprio antiche); dall’altra le scopriamo affatto diverse.

In Tillim l’impressione di distensione ed ampiezza, che il fotografo italiano aveva dato con la sua città fluviale, svanisce del tutto. Lo spazio sembra contrarsi, dacché lo sguardo continua ad essere convogliato verso l’interno di ogni foto, laddove capita che qualcosa si addensi o dove una strada di apre per condurlo oltre l’inciampo visivo di automobili, cartacce, foglie secche, o cavi elettrici per aria.

 

guy_tillim-roma3La Roma che Tillim ci addita è, dunque, una città vissuta (anche se la presenza dei suoi abitanti è più dedotta che concretamente raffigurata); e in questa vita concreta, nel “bello” tutto da decifrare della banalità del quotidiano, egli ci invita a scoprire il vero carattere, l’identità peculiare di un luogo come hanno fatto gli inarrivabili registi del Neorealismo. Impresa questa davvero difficile, poiché non riusciamo a non notare che una simile città – a differenza di quella consegnataci dai film del dopoguerra – pare aver perduto completamente, non fosse che per le vestigia dell’antica Roma che vi affiorano qua e là, ogni suo tratto peculiare diventando un logoro paesaggio urbano qualunque, in tutto simile a quello di ogni altra semiperiferia occidentale.

 

©CultFrame 06/2009

 

 

IMMAGINI

Roma, città di mezzo. ©Guy Tillim

 

INFORMAZIONI

Dal 29 maggio al 2 agosto 2009

Palazzo delle Esposizioni / Via Milano 13, Roma / Sala della Fontana
Orario: domenica, martedì, mercoledì, giovedì 10.00 – 20.00 / venerdì e sabato 10.00 – 22.30 / chiuso Lunedì / Ingesso libero

Curatore: Marco Delogu