Boschi malvagi. Mostra di Astrid Nippoldt

astrid_nippoldt-boschi_malvagi-101Natura immaginifica, incombente e anche un po’ surreale. Non solo luogo “incontaminato” di bucoliche affermazioni, ma territorio inquietante di crimini nefasti.

Questo è il tema su cui riflette l’artista tedesca Astrid Nippoldt (nata a Gießen nel 1973, vive a Berlino), che torna a Roma dopo l’esperienza di borsista all’Accademia Tedesca di Villa Massimo – nel 2006 – stesso anno della sua prima personale italiana, Grutas, alla Fondazione Adriano Olivetti.

Con Böse Gehölze – Boschi malvagi, un progetto realizzato nel 2009 appositamente per l’occasione, The Gallery Apart presenta il suo duplice intervento di fotografa e pittrice (acquerelli e disegni a matita). Linguaggi dichiaratamente diversi per Nippoldt, ma assolutamente complementari, che attingono ad una stessa matrice cinematografica.

 

Per le fotografie in bianco e nero (i neri sono macchie d’inchiostro la cui densità e compattezza materica ricorda il velluto) il punto di partenza è stato Il mostro di Magendorf (1958) di Ladislao Vajda. Invece, per gli acquerelli, dove il colore affiora con tutta la sua apparente gioiosità, due film più recenti: Apocalypse Now (vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 1979), in cui Francis Ford Coppola si è ispirato al romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad e Platoon (1986), diretto da Oliver Stone. Un thriller, quindi, e due film di guerra.

“C’è una contraddizione nel titolo Boschi malvagi, perché la natura di per sé non è buona o cattiva.” – spiega Nippoldt – “E’ qualcosa che esiste al di sopra del giudizio morale. In primo luogo nella realtà, ma ancora di più nella trasposizione cinematografica – proprio per rafforzarne il significato – la natura è testimone di eventi di crudeltà e tragedie, quali possono essere la guerra o la scena di un crimine. Se si pensa alle aree naturali come i boschi e le foreste, soprattutto in Europa Centrale, o la giungla – luogo per eccellenza dell’inesplorato – nel Sud-Est Asiatico o in Africa, è quasi impossibile non rintracciare il loro passato di teatro di guerre: in Europa la seconda guerra mondiale, come in Asia la guerra del Vietnam e altre ancora.”.


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Tecnicamente – per quanto riguarda la parte fotografica – la fotografa procede isolando alcuni frame del film Il mostro di Magendorf, scelto appositamente per la presenza costante della natura come scenario del misfatto. Eliminando la trama, si sofferma su dettagli che sconfinano nell’astrazione, in cui non c’è alcun riferimento esplicito alla figura umana. Stampa e rifotografa nel suo studio ogni singola immagine, spesso avvicinando l’obiettivo tanto da isolare il particolare e lasciare il resto avvolto nella sospensione della sfocatura. La luce naturale che colpisce direttamente, da vari punti, la superficie delle stampe è determinante per contribuire alla suggestione del messaggio subliminale, ma anche a rendere più autonomo, rispetto alla fonte d’ispirazione, il lavoro dell’artista.

 

Anche l’ispirazione agli altri due film, nei disegni e soprattutto negli acquerelli, si libera dalla formula descrittiva della citazione. L’artista ricorda di aver visto Platoon ai tempi in cui uscì nelle sale cinematografiche, ma ha preferito non rivederlo recentemente, proprio per mantenere la propria creatività più fresca e aperta nell’associare gli input del suo immaginario. Pochi segni essenziali, colori accesi – il magenta, il verde acido, il giallo… ma anche le pennellate di un nero diluito – raccontano di paesaggi tropicali con profili di elicotteri. Dove ci sono macchie chiare, appena percettibili sul fondo bianco, la contraddizione è ancora più forte e conflittuale. La bellezza dell’alone perlaceo – con la sua texture raffinata – è atroce, infatti, se collegata alla percezione del gas di una bomba al Napalm nella giungla. “Un’ambivalenza che riguarda questa sorta di fascinazione per l’estetica della guerra e, allo stesso tempo, di repulsione per la  guerra in sé”.

 

©CultFrame 05/2009

 

 

IMMAGINI

1 Astrid Nippoldt, Böse Gehölze#10, 2009, piezo pigment print on photo paper, 35×50 cm, courtesy The Gallery Apart

2 Astrid Nippoldt, Böse Gehölze#07, 2009, piezo pigment print on photo paper, 35×50 cm, courtesy The Gallery Apart

 

INFORMAZIONI

Dall’8 maggio al 10 luglio 2009

The Gallery Apart / Via della Barchetta 11, Roma / Telefono 0668809863 / info@thegalleryapart.it

Martedì – sabato 16.00 – 20.00 / e su appuntamento / chiuso domenica e lunedì / Ingresso libero

 

LINK

Il sito di Astrid Nippoldt

Immagini, testi, biografia di Astrid Nippoldt

The Gallery Apart, Roma