Emergency Room. Una mostra a Napoli

marco_zezzaOgni giorno verso le 13, varcando la soglia dell’ultima sala al primo piano del PAN di Napoli – resa circolare da un riempimento in cartongesso dalla porta giallo canarino – ci si imbatte in una discussione collettiva.
Quando è successo a me, Marco Zezza, artista napoletano con residenze in Germania ed esperienze di installazioni in luoghi pubblici (Metropolitana di Napoli, N.EST), presenta la sua opera emergenziale. Siamo nella tappa napoletana del progetto Emergency Room ideato dall’artista franco-danese Thierry Geoffroy, conosciuto anche con il nome Colonel. Emergency Room -già presentato al P.S.1 di New York nel 2007, e poi ancora a Berlino, Atene, Toronto, Parigi- trova origine dalla constatazione dell’artista che la società contemporanea è dominata da un costante stato di “emergenza”: agli artisti, dunque, da sempre “termometri” delle trasformazioni della realtà e interpreti delle sue inquietudini, alla maniera di un giornalista che svolge un’inchiesta, Geoffroy affida il compito di scansionare tale condizione attraverso la realizzazione di una stanza, Emergency Room, appunto, una piattaforma che coinvolge artisti italiani e internazionali, invitati a riflettere su notizie d’attualità, e a presentare giornalmente opere prodotte ad hoc nelle 24 ore precedenti.


Marco Zezza si è ispirato ad un fatto di cronaca tristissimo, accaduto in uno dei maggiori nosocomi del sud Italia: un medico si è suicidato e ha lasciato un biglietto straziante alla famiglia, pregando i suoi cari di lasciare questa città, a corto di futuro e di prospettive. Ha ideato una piccola mensola, gialla anch’essa e ubicata accanto alla porta della stanza, che sostiene un fiore raro di provenienza africana, collocato in una bottiglia di colla vuota, colorata di giallo. Lo stesso giallo che colora l’ingresso alla Stanza delle Emergenze artistiche. Una serie di fogli, stropicciati ed anch’essi screziati di giallo, dipanano dalla mensola, e quindi dalla porta, e spiegano con le parole la crudezza del gesto del suicida e cosa quel gesto ha provocato in un artista, Marco stesso, che si ritrova anch’esso stritolato negli eventi della città, avara e matrigna con i suoi abitanti, siano essi artisti, dottori, nullatenenti o ricchi (la tua mente non produce futuro a Napoli).


chrisian_costaFino al 20 aprile sarà possibile, tutti i giorni, scoprire quali tra gli artisti invitati stanno esponendo la propria opera che viene poi accettata e selezionata per la sala (Andrea Nacciarriti, Anja Puntari, Anna Fusco, Anna Maria Pugliese, Baptiste Debombourg, Celesta Bufano, Christian Costa, Ciro Vitale, Corrado Folinea, Daniela Politelli, Danilo Correale, David Marin, Diego Valentino, Dionisis Christofilogiannis, Domenico Antonio Mancini, Eugenio Tibaldi, Federico Maddalozzo, Giulia Piscitelli, Giulio Delvé, Guillaume Dimanche, Helidon Gjergji, IABO, Mara M, Marco Zezza, Maria Adele Del Vecchio, Maurizio Savini, Marinella Senatore, Melina Peña, Melita Rotondo, Peter Lind, Peter Ravn, Pietro Ruffo, Raffaella Crispino, Raffaela Mariniello, Roberto Paci Dalò, Rosaria Iazzetta, Rosy Rox, Roxy in the Box, Salvatore Manzi, Siw Amina Bech, Sophie Hjerl, Stanislao Di Giugno, Susanne Schuricht, Valentina Miorandi, Vincenzo Rusciano, Walter Picardi). Le opere, pubblicate in tempo reale sul sito internet dedicato resteranno in esposizione fino alle 12.30 del giorno successivo per poi essere riposizionate in un secondo spazio denominato Delay Museum (accanto alla sala principale della mostra). Tutte meno una: qualche giorno fa Sebastiano Deva – che aveva lavorato sulla notizia della visita del Papa in Africa che, di fronte alla tragedia immane dell’AIDS e del contagio indiscriminato, continua sulla linea del Consiglio Pontificio per la Vita e la Dottrina a negare l’autorizzazione all’utilizzo del profilattico – è stato censurato dal Sindaco di Napoli (on. Rosa Russo Iervolino, la stessa che da ministro dell’Interno censurò un fumetto sull’educazione sessuale dei giovani con protagonista Lupo Alberto) per aver presentato un crocifisso, incappucciato con un preservativo e coperto da un telo di plastica, proiettato su una piccola porzione di muro della Emergency Room.


A parte Deva che non c’è più, nella Delay Room si possono vedere altri artisti colpiti dalla stessa notizia, come il piemontese, ma napoletano di adozione, Eugenio Tibaldi che ha realizzato una composizione di preservativi ed un decalogo relativo alla “sua” risposta alla scelta pontificia. Di diverso tono, ma sempre originato dalle decisioni delle autorità che sembrano ghettizzare l’arte e gli artisti, l’intervento concettuale di Christian Costa (che ha prodotto diversi lavori per questo progetto). Un martello su un cubo bianco è messo in relazione al presidente del consiglio. E mette di fronte lo spettatore ad una scelta: l’arte è qualcosa di buffo per solleticare i potenti o qualcosa di triste per turbare i potenti? Anche se al pubblico tocca schierarsi (fisicamente mettendo una crocetta da un lato o dall’altro del foglio che accompagna l’installazione minimale ma assai coerente e potente), l’arte ne esce sconfitta. Costa ha infatti affermato che spesso ha dovuto salvare il suo martello-opera dagli inservienti del PAN che spesso lo hanno scambiato per un attrezzo senza collegarlo all’installazione e quindi declassandolo “a mero oggetto”.
Nonostante brillanti spunti e soprattutto opere di forte spessore concettuale provocate da Emergency Room (un format estraneo al PAN) e realizzate dagli artisti senza un supporto economico dalla struttura, più in generale tutte le mostre sin qui viste al centro di documentazione partenopeo (di proprietà del Comune, lo stesso che per bocca del sindaco e dell’assessore alla cultura lo gestisce e, all’occorrenza, lo censura), questo spazio artistico non decolla ne’ in direzione dei giovani artisti e curatori, ne’ in direzione di una buona apertura internazionale. Speriamo in un prossimo slancio e vigore culturale.


©CultFrame 04/2009

 

IMMAGINI

1 Marco Zezza. Untitled. 23 marzo 2009
2 Christian Costa. Dispositivo 001. Inseminazione artificiale

INFORMAZIONI

Emergency Room

Dal 13 marzo al 20 aprile 2009

Palazzo delle Arti, Palazzo Roccela, Napoli / Telefono: 0817958604

Lunedì – sabato 9.30 – 19.30 / festivi 9.30 – 14.00 / chiuso martedì

 

LINK

Il sito di Emergency Room Napoli