Fortapàsc. Un film di Marco Risi

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Fortapàsc porta la firma di Marco Risi ed è sceneggiato dallo stesso regista (con Andrea Purgatori e Jim Carrington) sulla base dello splendido L’Abusivo (Marsilio, 2001) del napoletano Antonio Franchini. Si tratta dell’editor di Roberto Saviano alla Mondadori: il padre putativo, quindi, di Gomorra.

 

La storia di Fortapàsc non è il primo tentativo di messa in cinema di una tragedia che macchiò indelebilmente i secondi anni Ottanta nella martoriata guerra tra lo Stato e la camorra in Campania.

Sicuramente questo film è il più convincente, tanto più perché la traccia di scrittura si regge su un libro lucido e mirabile, che dovrebbe essere letto nelle scuole di ogni ordine e grado e che potenzia la realtà con una vena insaziabile di docu-fiction che tanto successo ha portato a Gomorra (il libro). Se Vasco Rossi vedesse il film (che si apre e si chiude con Ogni volta, celebre hit lenta del rocker di Zocca, perché Siani doveva andare ad un suo concerto la notte in cui fu assassinato), apprezzerebbe il lungo carrello che cita American Beauty. E lo spessore che Ogni volta dà al flashback lunghissimo e commovente di una giovane vita senza paura, eppure assassinata.

“Il San Carlo di Napoli dovrebbe chiamarsi Teatro Giancarlo”, ironizza alla presentazione del film il regista di Meri Per Sempre ed altri titoli basati sull’Italia vera, che dedica il film a Dino Risi “perché è il primo film che concludo dopo la morte di mio padre”.

 

Fortapàsc prende il titolo da uno degli articoli di Siani, che, giovanissimo giornalista non assunto e pertanto abusivo della professione, fa la spola dal suo quartiere bene, il collinare Vomero, fino a Torre Annunziata, paesotto poverissimo e corrotto a meno di 15 minuti d’auto Napoli, eppure sembra un altro pianeta.

Le sue giornate sono scandite dai ritmi del cronista, per strada a caccia di notizie, di informatori. Procacciandosi la fiducia di un capitano dei carabinieri siciliano (Daniele Pecci), l’unico a restare ancora sulle barricate a combattere la camorra e la mafia (a Torre Annunziata i clan dell’una e dell’altra si saldano in nome di traffici di eroina) ed armato solo di taccuino, scopre il salto di qualità della gestione illecita degli appalti, la sistematica corruzione della pubblica amministrazione.

Siani è interpretato dal giovane napoletano, ma romano d’adozione, Libero di Rienzo, che si cala perfettamente nel carattere del personaggio, ma accentua una leggerissima dizione romana forse di troppo.

Se non sfugge al dovere primario della professione (trovare la notizia), Giancarlo/Libero trova il tempo di innamorarsi di una sua allieva di pallavolo (Daniela/Valentina Lodovini), salvare un amico (Rico/Michele Riondino) dall’eroina, portare la sua testimonianza nelle scuole della zona (“possiamo cambiare il mondo: basta fare bene il proprio mestiere”). Nel cast, un grandissimo Gianfelice Imparato – il tenue e pusillanime pretore di Torre che ha un ruolo nell’assassinio del cronista – ed illustri partecipazioni minori. Curioso che Risi scelga veri giornalisti per interpretare i colleghi di Siani a Il Mattino di Napoli, tra cui spicca Adriano Albano, uno dei migliori redattori del TG Campania. Fortapàsc ha l’aura di un film minore solo perché non utilizza l’amore per la violenza che trasuda dalla narrazione della camorra fatta da Gomorra (il film di Matteo Garrone). Utilizzando la dimensione umana, tenta quindi di raccontare una storia vera e tristissima ed insieme il paesaggio, la cornice, entro cui essa è nata. Molto più sommessamente, Fortapàsc porta a segno un grande goal: è molto più vero di tanti altri film di genere per descrivere un momento, non ancora redento dai fatti, di storia italiana. Fine pena mai, per alcuni dei colpevoli dell’omicidio Siani. Ma il regista sembra dire (con le parole di Giancarlo) che pezzi d’Italia – Torre Annunziata e soprattutto una Napoli derelitta come le sue istituzioni, protagonista assoluta del film –  restano ancora Fortapàsc.

©CultFrame 03/2009

 

TRAMA

Fortapàsc è la storia vera degli ultimi mesi di vita di Giancarlo Siani, giornalista abusivo de Il Mattino. Le inchieste del giovane corrispondente, non ancora ventiseienne, sui traffici di camorra nell’agro stabiese (Torre Annunziata) si mischiano agli amori e alle emozioni della vita di un ragazzo napoletano pieno di speranze e di sogni fino al tragico epilogo. Il brutale assassinio sotto casa, per mano di spietati sicari inviati da quelle cosche che non gradiscono gli articoli coraggiosi della vittima su traffici di droga e corruzione di appalti pubblici.

CREDITI

Fortapàsc / Regia: Marco Risi / Soggetto e sceneggiatura: Jim Carrington, Andrea Purgatori, Marco Risi / Fotografia: Marco Onorato / Scenografia: Sonia Peng / Montaggio: Clelio Benevento / Musiche: Franco Piersanti / Interpreti: Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo / Produzione: BìBì Film, Rai Cinema, Minerva Pictures Group / Distribuzione:   01 Distribution / Paese: Italia, 2008 / Durata: 108 minuti

 

LINK

Il sito di Fortapàsc

La filmografia di Marco Risi

01 Distribution