Ti amerò sempre. Un film di Philippe Claudel

philippe_claudel-ti_amero_sempreL’opera prima dello scrittore/sceneggiatore Philippe Claudel è un melodramma plumbeo e artificioso, e pure un po’ ruffiano, che deve la sua parziale riuscita in gran parte all’interpretazione delle due protagoniste assolute. Una scavata, tormentata e laconica Scott Thomas e la dolce, comprensiva e timorosa Elsa Zylberstein.


Claudel dirige con piglio letterario, più attento all’eleganza verbale e strutturale piuttosto che alla “pancia” del racconto, agli istinti, così che i sentimenti risultano tanto esibiti quanto premeditati, troppo pensati, troppo “filmati”. Scott Thomas regge quasi da sola il peso del film e della colpa, come un randagio bastonato ed impaurito si riavvicina alla vita ed alle persone con timore e vergogna, chiusa in un silenzio ostinato ed improbabile che mette in luce un macroscopico “buco” nella sceneggiatura, sorprendente da parte di un autore più scrittore che regista. Suona assai improbabile, infatti, il colpo di scena finale, prevedibilissimo fin dalle prime sequenze, che dovrebbe spiegare il ferale gesto alla base della detenzione di Scott Thomas. Impossibile che per ben 15 anni, dopo un delitto e conseguente autopsia della vittima, nessuno avesse avuto contezza della tremenda malattia del bimbo, così come rimane misteriosa la ragione per cui neppure all’esito dell’espiazione ed all’inizio di una nuova vita l’assassina si rifiuti di spiegare le ragioni del proprio gesto anche all’amatissima sorella. Un escamotage, quello del silenzio travestito da pudore in nome di una sorellanza incapace di stabilire un vero legame affettivo, che finisce per apparire forzato ed eccessivo. Sarebbe stata comunque una scelta, non condivisibile, ma chiara.
Claudel però non osa trattenere il pathos fino in fondo e sul finale si lascia andare ad uno “spiegone” urlato e lacrimoso, davvero poco in linea con il resto della pellicola.


Per il resto, perfette le protagoniste di una vicenda tutta femminile in cui gli uomini nella migliore delle ipotesi risultano assenti, quando non ostili ed ottusi. Decisamente sopravvalutato Ti Amerò Sempre fa parte di quel genere di film adorati dalle “sciurette” del cinema d’essai domenicale.


©CultFrame 02/2009

 

TRAMA

Dopo quindici anni di carcere, Juliette viene rilasciata ed è accolta in casa dalla sorella minore Léa, che vive a Nancy con il marito Luc e le due figlie. Juliette e Léa in questi anni non hanno mantenuto i contatti e, anche per la differenza di età, sono più o meno estranee l’una all’altra. Con il passare del tempo, però, e grazie all’affetto delle nipoti, Juliette riuscirà ad abbattere il muro di solitudine che si è costruita in prigione, mentre Léa scoprirà quanto le sia mancata la sorella. Inoltre, grazie alla coabitazione nella grande casa e alla frequente presenza degli amici più stretti, le due donne impareranno a conoscersi, tentando nel frattempo di ricostruire il legame interrotto tanti anni prima.

 

CREDITI

Film: Ti amerò sempre / Regia: Philippe Claudel / Sceneggiatura: Philippe Claudel / Fotografia:  Jérôme Alméras / Montaggio: Virginie Bruant / Scenografia: Samuel Deshors / Musica: Jean-Louis Aubert / Interpreti: Kristin Scott Thomas, Elsa Zylberstein, Serge Hazanavicius, Frédéric Perrot, Laurent Grévill, Lise Ségur, Jean-Claude Arnaud / Produzione: Canal+, France 3 Cinéma, Integral Film / Distribuzione: Mikado / Paese: Francia, Germania, 2008 / Durata: 115 minuti

 

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Sito ufficiale del film Ti amerò sempre

Filmografia di Philippe Claudel

Mikado