I video di Paul Harrison e John Wood in mostra a Roma e Napoli

paul_harrison-john_wood2La visone è simultanea. Non ci sono voci che la accompagnano, solo suoni e rumori meccanici: il ronzio delle pale in movimento di un ventilatore; l’urto di sedie girevoli; una pallina che rimbalza; lo scroscio dell’acqua da una serie di annaffiatoi che, sincronizzati, si capovolgono…

L’inquadratura è fissa, talvolta dall’alto, per lo più frontale. La scenografia è, comunque, essenziale.
John Wood (Hong Kong 1969, vive tra la contea di Shropshire e Bristol) e Paul Harrison (Wolverhampton – Gran Bretagna 1966, vive a Bristol) sono riamasti fedeli, nel tempo, al set rigorosamente bianco che chiamano “white cube”. A partire da Board – il loro primo lavoro realizzato insieme – i due artisti girano i loro video nello studio londinese, ricorrendo alla consueta costruzione scenografica.

Unica eccezione è Luton (parte del video 26 Drawing and Falling Things in mostra a Roma e Napoli, in occasione della loro prima personale italiana), girato nel retro di un furgone in movimento. I due sono seduti sulle rispettive poltrone girevoli che, in base ai diversi scossoni e frenate della vettura, sbattono tra loro e contro le pareti del furgone. “Anche in questo caso abbiamo allestito il furgone come un cubo bianco e molte persone credono che il video sia stato girato nello studio.” – spiega Paul nell’intervista raccolta dalle curatrici Lydia Pribisova e Laura Trisorio – “L’uso del bianco come sfondo deriva dal nostro interesse per il disegno e penso che continueremo ad usare questo tipo di spazio.”.


La loro collaborazione professionale risale al 1993, benché la conoscenza sia avvenuta ai tempi in cui entrambi frequentavano il Bath College of Higher Education. “Scoprimmo che pur avendo caratteri diversi, condividiamo molti interessi e soprattutto possiamo passare molto tempo insieme senza irritarci a vicenda. All’inizio seguivamo entrambi ogni aspetto del lavoro, negli ultimi tempi, sebbene siamo d’accordo sull’idea finale, ci siamo ritagliati dei ruoli più specifici.”.

La precisione è evidente in ogni fase del progetto, dallo schizzo iniziale alla realizzazione, inclusa naturalmente la post produzione e il modo in cui l’opera viene presentata al pubblico. Motivo per cui, tra una cosa e l’altra, i loro video necessitano di lunghi tempi di gestazione.

Nulla, poi, è affidato alla casualità, come si percepisce anche nella sede romana dello Studio Trisorio, dove il pubblico si trova di fronte una sorta di costruzione visiva triangolare. Sulla sinistra – poggiato sul tavolino di legno – il monitor cubico che contiene le immagini di 66.86m (2003): dal movimento meccanico di una serie di corde si concretizza la sagoma di una sedia. A destra, invece, 100m (2004) è inquadrato all’interno di uno schermo piatto. L’opera racconta il movimento accidentale di un pezzo di legno, determinato dall’azione delle pale del ventilatore sul soffitto.

La presenza umana dei due performer-videartisti è tutta concentrata, invece, sulla grande parete centrale della galleria che ospita 26 Drawing and Falling Things.


John Wood e Paul Harrison sono alle prese con situazioni costantemente inaspettate. Fil rouge della loro poetica concettuale e minimalista (sempre venata d’ironia) è l’esplorazione dello spazio, coniugata alla sfida estrema della forza di gravità, del limite fisico. Registrano gli effetti del movimento di un oggetto che cade su un corpo; la forza meccanica o dinamica insita nell’oggetto stesso; il risultato di un equilibrio ottenuto da uno squilibrio…

E’ una sfida, per loro, anche rimanere impassibili davanti alla telecamera. La mimica da automa cela il grande allenamento a trattenere risate, paure, dubbi, sorprese.


©CultFrame 02/2009

 

IMMAGINI

John Wood e Paul Harrison. Two wall sections, 1998. 1 minuto. Courtesy Studio Trisorio

INFORMAZIONI

Paul Harrison e John Wood
dal 4 febbraio al 7 marzo 2009 (a Roma) / dal 6 febbario al 7 marzo 2009 (a Napoli)

Studio Trisorio / Vicolo delle Vacche 12, Roma / Riviera di Chiaia 215, Napoli / Telefono: 0693933992

Martedì – sabato 16.00 – 20.00 / chiuso domenica e lunedì (a Roma)

Lunedì – venerdì 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.30 / sabato 10.00 – 13.00 / chiuso domenica e lunedì (a Napoli)

Ingresso libero

Cura: Lydia Pribisova e Laura Trisorio

 

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Studio Trisorio di Roma e Napoli