Australia. Un film di Baz Luhrmann

baz_luhrmann-australiaColpisce di Australia un aspetto paradossale: seppur concepito quale digi-kolossal da megaschermo, al termine dell’estenuante visione lo si ricorda in forma di miniserie televisiva in tre puntate. Puntate corte, schermo piccolo. Baz Luhrmann parte alla grande, un bagno di sangue in paradiso, riflesso negli occhioni profondi di un bimbo davvero caruccio. Dopodiché si stenta a credere che il regista sia davvero australiano: allora l’Australia è proprio come se la immagina un italiano, un coreano, è uno stereotipo con marsupiali. Dispiace la mancanza di coraggio di Luhrmann nell’affrontare il suo progetto più personale ed agognato, dispiace che abbia abdicato alla propria vena di follia visionaria per rifugiarsi in uno sterile alibi citazionista, in una confortevole sicurezza mainstream mascherata da vezzo autoriale.

La verità è che Australia è un polpettone interminabile, prevedibile e, sebbene non noioso, per nulla interessante. I paesaggi dell’outback, umiliati da una postproduzione digitale inutilmente stucchevole, fanno da sfondo, e da sfondo soltanto, ad un’interminabile sfilata di cliché e situazioni ormai decomposti, ma rallegrati da dialoghi al limite del surreale. Battuta top buttata là allo stolido Jackman da una Kidman birichina: “Le darò la mia Capricornia….”. Fa perfino tenerezza leggere di accostamenti fantasiosi ad altre coppie, Bogart ed Hepburn, Gable e Leigh, ma si trattava di altri tempi, altri attori e, soprattutto, altri film.

Qua abbiamo le star di casa, Hugh “uomochenondevechiederemai” Jackman, e Nicole “ladychatterlydegliantipodi” Kidman, e nessuno dei due ci fa una gran figura, tanto da aver già spinto la più navigata Kidman a prendere le distanze da tutto. Per il resto, lui pare sempre la pubblicità dell’Acqua Velva omo-version, lei all’inizio la cugina “stronza” di Mary Poppins, ma per fortuna dimentica piuttosto celermente il lutto maritale. Tutto attorno l’intero immaginario epico-colossale degli ultimi 50 anni di cinema, dal western, all’avventura, al melodramma, fino al bellico, il tutto legato dall’ormai inascoltabile Over The Rainbow, leit-motiv che rimanda ad un passato di sogni e celluloide.

Luhrmann c’ha pensato tanto, e adesso che finalmente tiene in ostaggio il pubblico, non si fa mancare niente, riprese stupefacenti e battute esilaranti, e quando crede di avere finito, ci ripensa ed il film ricomincia, per almeno quattro volte. Da qui forse la curiosa sensazione di miniserie di cui sopra.


©CultFrame 01/2009

 

TRAMA

Alle soglie della II Guerra Mondiale, Lady Sarah Ashley, un’aristocratica inglese, si trasferisce nel Maryland, in Australia, per entrare in possesso di una fattoria che le è stata lasciata in eredità e che è nelle mire di un altro suo connazionale. Data la sua scarsa conoscenza nel campo dell’allevamento del bestiame, la donna si avvale dell’aiuto e dell’esperienza di un affascinante mandriano dai modi piuttosto grossolani. Nel frattempo, i giapponesi, che hanno già sferrato il duro attacco a Pearl Harbor, bombardano la città di Darwin.

 

CREDITI

Film: Australia / Regia: Baz Luhrmann / Sceneggiatura: Baz Luhrmann, Stuart Beattie / Montaggio: Dody, Dom, Michael McCusker / Fotografia: Mandy Walker / Scenografia: Catherine Martin / Musica: David Hirschfelder / Interpreti: Nicole Kidman, Hugh Jackman, David Wenham, Bryan Brown, Jack Thompson / Produzione: Bazmark Films, 20thfox film corporation / Distribuzione: 20th Century Fox / Paese: USA, Australia, 2008 / Durata: 165 minuti

 

LINK

Sito ufficiale del film Australia

Sito italiano del film Australia

Filmografia di Baz Luhrmann

20th Century Fox

 

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