Album di famiglia rivisitato. Mostra di Malekeh Nayiny. Savignano Immagini Festival

malekeh_nayini1Espandere il vecchio formato carte-de-visite per dare visibilità ad immagini che originariamente sarebbero piuttosto piccole, labili e prive di colore sembra apparentemente un gioco. Tanto più se attraversate da libere associazioni che appartengono a storie diverse. Il tutto riunito e rielaborato attraverso l’ordinateur, il computer come lo chiamano i francesi.

Ma decisamente non è un gioco per Malekeh Nayiny (Teheran 1955, vive a Parigi), o per lo meno non sempre. Piuttosto è un modo per dare voce al proprio vissuto. I suoi genitori non ci sono più, come pure gli amici, gli oggetti, i luoghi dell’infanzia. Un passato che non tornerà. Ecco allora che l’immagine fotografica diventa per l’artista iraniana il tramite tra ieri e oggi. “Attraverso il computer la mia vita passata diventa una realtà virtuale. Del resto il mio passato è, comunque, in un certo senso virtuale perché non ho più una tradizione, una casa. Perché la terra che conoscevo non esiste più”, spiega.
Quando, nel 1979, in Iran scoppiava la rivoluzione islamica lei si trovava negli Stati Uniti, dove studiava arte all’Università di Syracuse. Impossibile tornare nel suo paese, difficile d’altra parte anche decidere di non partire. Scelse di andare a New York, dove viveva la sorella, e lì proseguì gli studi di cinema e fotografia all’International Center of Photography.


Questo suo Album di famiglia rivisitato, presentato per la prima volta in Italia in occasione della 17a edizione del Si Fest – Savignano Immagini Festival (il tema di quest’anno è “identità e percezioni 2: apparire e appartenere”) è un lavoro che abbraccia il periodo 1997-2000.

Apre la galleria fotografica l’immagine del nonno con un pappagallo coloratissimo sulla spalla, seduto nella tipica foto di studio primi novecento. Poi ci sono Mia madre e sua cugina Hamoush, Mio padre e suo fratello Taba, Le mie zie Iran e Touran, Mia madre e sua sorella Homa… la famiglia al completo con la stessa Malikeh bambina in prima fila. Pose un pò rigide – forse – di chi è in attesa del click, ma che nella versione rivisitata trovano una nuova dinamicità.

In una piccola sala della Casetta di piazza Castello, sede della mostra, c’è anche un nucleo di foto realizzate su commissione. Nella stessa cornice sono raccolti tutti gli originali interpretati singolarmente dall’artista. Spesso all’interno dell’immagine è inserita una texture decorativa associata alla personalità del soggetto, magari attraverso la memoria dei parenti, come in Farmanfarma e le sue otto mogli o in Mahinbanou, la bambina che evidentemente amava i pesci rossi.


malekeh_nayini2L’idea di questo progetto viene a Malekeh Nayiny dopo un viaggio a Teheran nel 1995. Sua madre era morta due anni prima. “Io, insieme a mia sorella e a mio fratello, eravamo nella casa dove i miei genitori avevano vissuto, perché mio padre doveva essere trasferito in un altro luogo per essere accudito. Papà non era felice di questo cambiamento e anche per me era un momento particolarmente difficile.

Mettendo a posto trovai una scatola piena di fotografie. Provavo un’emozione troppo forte. Presi quelle foto pensando di riguardarle e utilizzarle in un secondo momento per far sì che attraverso di loro uscisse quel dolore che avevo dentro.”.

Alcuni di quei frammenti vengono rielaborati in Observations (1999). Il trittico racconta la storia dei suoi genitori. Non è solo una storia di famiglia, perché i due protagonisti diventano portavoce di mezzo secolo di cambiamenti sociali e politici in Iran. Al centro i due sposi ritratti il giorno delle nozze sono raggianti e coloratissimi; ai due lati – invece – nove riquadri da una parte e altrettanti dall’altra, più piccoli e quasi funerei, segnano il passare del tempo attraverso le foto tessera. Ad ognuna è associato un oggetto che è appartenuto alla mamma e al papà: perle, orologi, vecchie fotografie, medicinali, valige… Dai primi ritratti agli ultimi sono passati anni, i volti hanno visto sfiorire la giovinezza, subendo anche le imposizioni delle trasformazioni sociali, come appare evidente quando la mamma dell’artista, come tutte le donne iraniane, non può mostrare più il capo scoperto ma deve avvolgerlo nel fazzoletto.


©CultFrame 09/2008

 

IMMAGINI

1 Malekeh Nayiny. Mia madre e la sua famiglia, 2000
2 Malekeh Nayiny. Le mie zie in Iran e Touran, 2000

INFORMAZIONI

Malakeh Nayiny – Album di famiglia rivisitato

Dal 12 settembre al 5 ottobre 2008

Casetta di Piazza Castello / Piazza Castello 1, Savignano sul Rubicone (FC) / Telefono: 0541941895

Orario: sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00

Ingresso libero

Cura: Laura Serani / Catalogo: SI FEST 2008

 

LINK

Il sito di Malekeh Nayiny

Il sito di Savignano Immagini

Il sito di SI FEST