Thomas Struth. Una retrospettiva a Napoli

thomas_struth-essenImponente e annegata in splendide emozioni, con cinquantotto opere di grande e medio formato, la prima retrospettiva italiana del grande maestro della fotografia contemporanea, il tedesco Thomas Struth, è al Museo Madre di Napoli.

I Museum Photographs si mescolano alle grandi pose dei gruppi familiari, per poi lasciare il corso ai paesaggi urbani, puntellati magicamente dalla serie dei Paradisi, che a loro volta si intrecciano alle prime foto di città in bianco e nero degli anni ‘70. Fino ai ritratti di Las Vegas e Oslo, delle fazende peruviane a colori degli anni ‘90: Thomas Struth, a nostro avviso, è stato l’artista che finora ha meglio dialogato con i difficili spazi del terzo piano del museo. Che, ricordiamo, è ubicato in un edificio antico ristrutturato per ospitare sia la collezione permanente (frutto di lavori site-specific e di prestiti di illustri collezioni), sia mostre temporanee al pian terreno, nelle corti interne, nella project room, nella splendida chiesa gotica annessa al museo e recentemente sul tetto trasformato in giardino pensile.
Struth, e forse prima di lui solo Kounellis con le sue sculture, ha installato le sue immagini sfruttando abilmente i meravigliosi scorci che si godono dalle finestre del Madre. Ed ingaggiando, con il susseguirsi delle opere – anche di serie diversa – nelle varie sale, un vero e proprio sturm und drang di sensi destinato al visitatore.


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Una coppia di Paradises/paradisi (immagini a colori di grande e medio formato che ritraggono pezzi di foresta pluviale di cui l’artista ne segue l’evoluzione con più visite) viene esibita in una stanza che frange la serie dei paesaggi urbani e contemporaneamente intercetta la veduta prospettica del Cavallo di Paladino (installato sul roof garden del MADRE) così come un’opera di Pistoletto che si espande nel primo cortile del museo.

Ancora, la serie dei Family Portraits (ed in particolare The Ayar Family, Perù), con i colori e la pasta della luce così calda, si rincorre con alcuni dei Paesaggi esposti nella sala successiva.

La scelta delle immagini della serie Paesaggi Urbani ha privilegiato in particolare l’abbondanza di scatti di Roma, Napoli e Firenze (le città italiane in mostra), vieppiù di esterni. I due unici interni sono mirabili ed estatici scatti segreti, entrambi dedicati al restauro ed a Napoli, parte della collezione di Struth. Ma tutte le città ritratte, e ancor più quelle tedesche o nordiche, sono colte nell’atto della muta presenza degli edifici e delle superfetazioni architettoniche (nel caso di Napoli). Una curiosa coincidenza: sia a Milano che a Napoli l’artista indugia sulle strade limitrofe alle più importanti gallerie di riferimento per la fotografia contemporanea (Monica De Cardenas e la sede napoletana di Lia Rumma).
Un’infinita ed immensa tenerezza nell’attraversamento è offerta – generosamente – dalla scala ottenuta dall’artista nell’installazione dei Museum Photographs. Attraversandoli, la grandezza prospettica tra opera ritratta, l’immagine fotografica completa e il pubblico (inteso quello al Museo Madre) cambia gradatamente. Fino a che, mirabilmente, Struth mette alla stessa altezza di sguardo quei visitatori, noi visitatori, e i protagonisti delle opere (ritratti del Louvre ed altri musei di fama internazionale) di altri tempi, di altre forme d’arte.


thomas_struth-paradiseMario Codognato, curatore della mostra, che nel catalogo edito da Electa introduce la fotografia e la sua storia insieme ad Direttore del MADRE, Edoardo Cicelyn, ci ricorda che la fotografia è mezzo espressivo e soggetto allo stesso tempo. Utilizza Calvino, Proust e Tolstoj, per attraversare tutto d’un fiato, e mirabilmente, la straordinaria retrospettiva. “Le Città come i sogni sono costruite di desideri e paure”, “I veri paradisi sono i paradisi perduti”, “Tutte le famiglie felici si rassomigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”.


Thomas Struth (Gelder, 1954) esponente di spicco della fotografia contemporanea esordisce alla fine degli anni Settanta ritraendo le strade della propria città.
Studia alla Kunstakademie Dusseldorf con Peter Kleeman, Gerhard Richter e Bernd Becher. Dal 1993 al 1996 è docente di fotografia allo Staatliche Hochschule fur Gestaltung di Karlsruhe. Nel 1997 riceve il Premio Internazionale per la fotografia “Spectrum” – Stiftung Niedersachesen. Già dalla fine degli anni Ottanta le opere di Thomas Struth sono state esposte in importanti spazi pubblici e privati.


©CultFrame 03/2008

 

 

IMMAGINI

1 Thomas Struth. Leipziger Strasse, Essen, 1989. Courtesy l’artista. ©2007 Thomas Struth

2 Thomas Struth. Restauration in San Lorenzo Maggiore. Napoli, 1988. Courtesy l’artista. ©2007 Thomas Struth

3 Thomas Struth. Paradise 01, Pilgrim Sands Daintree / Australia, 1988. Courtesy l’artista. ©2007 Thomas Struth

 

INFORMAZIONI

Dal 19 gennaio al 28 aprile 2008

Madre – Museo D’Arte Donna Regina / Via Luigi Settembrini 79, Napoli / Telefono: 08119313016

Orario: lunedì – giovedì e domenica 10.00 – 21.00 / venerdì e sabato 10.00 – 24.00 / chiuso martedì

A cura di Mario Codognato

 

LINK

Museo MADRE di Napoli