Pavel Wolberg. Monografia

pavel_wolberg-bnei_brakUna strada affollata di giovani. Un ragazzo con un passamontagna scuro sta vicino a una fanciulla travestita in modo kitsch, da wonder woman. È il 2007, e la strada raffigurata in questo scatto si trova a Tel Aviv, città vulcanica, solare e vivacissima. I due protagonisti stanno vivendo la festa di Purim (il carnevale), in una sorta di divertimento straniante, immersi in una condizione piena di vitalità ma anche di tensione palpabile.

Questa è l’immagine di copertina di un ampio volume appena pubblicato, dedicato a uno dei fotoreporter maggiormente in crescita del panorama internazionale: Pavel Wolberg. Nato nel 1966 a San Pietroburgo (allora Leningrado), nel 1973 Wolberg emigra in Israele dove svolge i suoi studi e dove avvia la sua attività di fotografo, dopo essersi perfezionato presso la Camera Obscura School of Art di Tel Aviv. La sua consacrazione artistica è avvenuta nel 2007, in occasione della Biennale di Venezia, manifestazione nell’ambito della quale sono stati esposti alcuni suoi lavori. La pubblicazione di questo libro monografico, intitolato semplicemente Pavel Wolberg, è stata contemporanea all’inaugurazione di una mostra a lui dedicata, allestita presso la Galleria Dvir di Tel Aviv.

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Il volume ripercorre il lavoro di un autore il cui stile forte ed espressivamente scioccante intende comunicare in modo chiaro e inequivocabile la concentrazione evidente, e per certi versi drammatica, di impulsi culturali, esistenziali, politici e sociali che vive quel territorio geografico che va da fiume Giordano al Mar Mediterraneo. Il lavoro di Wolberg, in tal senso, è selettivo e teso a isolare istanti emblematici di una situazione in cui la comunicazione conflittuale sembra essere il segno principale dell’esistenza in quella terra. Pavel Wolberg, in sostanza, cala il suo sguardo nel mondo, si tuffa negli accadimenti e cerca costantemente di evidenziare oltre a sentimenti, sofferenze, paure individuali e collettive anche quei frangenti in cui la realtà sembra virare verso una dimensione delirante, spaventosa.
Nel libro edito da Dvir Gallery è così possibile vedere scatti di un matrimonio ebraico-ortodosso a Bnei Brak (cittadina vicino a Tel Aviv), di una manifestazione di Hamas a Ramallah (Cisgiordania), di atleti che si allenano all’ombra del muro di separazione vicino a Abu Dis (Gerusalemme), di soldati israeliani che perlustrano Jenin (Cisgiordania). E’ un mosaico di situazioni che colpiscono lo sguardo del fruitore e che inducono costantemente alla riflessione. Wolberg, come già detto, non si limita però solo a registare il visibile ma cerca di cogliere anche ciò che di straniante il flusso della vita quotidiana propone al suo obiettivo fotografico. Ecco così un bambino travestito da pappagallo camminare vicino a un soldato inginocchiato, lo sguardo un po’ esaltato di un giovane a un concerto punk, un giovane travestito da ballerina classica che porta a tracolla un mitragliatore e tiene per la mano la sua ragazza, “due angeli” immersi nella notte israeliana.

Wolberg punta in questo suo libro con tutta evidenza a far emergere quanto di estremo e tendenzialmente assurdo vi sia in una condizione umana in cui il sogno di una vita serena, normale, rappresenta un desiderio non ancora totalmente esaudito, un desiderio che spesso si va a scontrare con l’esplodere improvviso e devastante della violenza, con quel senso di morte che Pavel Wolberg blocca spesso nelle sue immagini, in quelle immagini che, purtroppo, sembrano annullare ogni speranza di armonia agognata e di un possibile equilibrio.


©CultFrame 03/2008

 

IMMAGINI

1 Pavel Wolberg. Bnei Brak, 2006. c-print, 100×150 cm. Courtesy Dvir Gallery, Tel Aviv
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Pavel Wolberg. Purim in Tel Aviv, 2007. Courtesy Dvir Gallery, Tel Aviv

 

CREDITI

Pavel Wolbert – Monografia / Introduzione: Robert Storr / Testi: AA.VV. / Editore: Dvir Gallery, Tel Aviv (Israele) / Lingua: Inglese / 240 pagine / 100 fotografie / 45,00 euro (inclusa spedizione) / ISBN: 9789657137116

 

LINK

Dvir Gallery, Tel Aviv